<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112</id><updated>2012-02-23T23:23:40.452+01:00</updated><category term='grecia'/><category term='libia'/><category term='campeggio internazionale'/><category term='scuola e università'/><category term='lavoro precarietà diritti sociali'/><category term='femminismi glbtq'/><category term='verona'/><category term='usb'/><category term='Padova'/><category term='sinistra sinistrata'/><category term='latinoamerica'/><category term='no tav'/><category term='acqua territorio e beni comuni'/><category term='nuova sinistra anticapitalista'/><category term='migranti'/><category term='palestina'/><category term='usa'/><category term='rivolta il debito'/><category term='vicino oriente'/><category term='genova2011'/><category term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category term='IV internazionale'/><category term='siria'/><category term='brutti caratteri'/><category term='Venezia'/><category term='cricca economy'/><category term='Veneto'/><category term='la crisi'/><category term='erre'/><category term='guerra globale permanente'/><category term='tunisia'/><category term='lega nord'/><category term='cultura'/><category term='egitto'/><category term='sinistra critica'/><category term='Emergency'/><category term='puglia'/><category term='no ponte messina'/><category term='mondiali al contrario'/><category term='no violenza maschile sulle donne'/><category term='antimafia'/><category term='spagna'/><category term='no vat'/><category term='cgil'/><category term='stragi e vittime di Stato'/><category term='afghanistan'/><category term='L&apos;Aquila'/><title type='text'>Sinistra Critica Veneto</title><subtitle type='html'>femminista ecologista comunista - organizzazioni per la sinistra anticapitalista</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>443</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-8144374740942467314</id><published>2012-02-23T23:06:00.002+01:00</published><updated>2012-02-23T23:23:40.459+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><title type='text'>Il conflitto non si arresta</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quello che sta accadendo in questi giorni in Grecia è  l'esempio più significativo delle politiche dell'Unione europea e della  gestione della crisi da parte del sistema capitalista:&lt;/span&gt; l'imposizione di  misure draconiane contro lavoratrici e lavoratori, pensionate/i,  giovani disoccupate/i e precari/e; il commissariamento della  «democrazia» formale e il passaggio dei poteri a esecutivi «tecnici»  chiamati ad applicare decisioni dall'alto; la repressione e  l'indifferenza nei confronti di una mobilitazione di massa di donne e  uomini che si rifiutano di pagare una crisi provocata da altri.&lt;br /&gt;Un esempio che parla a tutti gli altri paesi europei, e che ci riguarda  da vicino: anche in Italia infatti &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il governo «tecnico» Monti-Napolitano  ha fatto approvare da un Parlamento addomesticato e servile misure che  colpisco salari e pensioni, che sostengono i profitti privati contro  l'interesse e il bene pubblico,&lt;/span&gt; e si appresta a portare il colpo  definitivo alle garanzie contrattuali per lavoratrici e lavoratori,  attraverso la cancellazione di fatto dell'articolo 18 dello Statuto dei  lavoratori e la costruzione di un mercato del lavoro di serie B nel  quale inserire giovani e meno giovani avviati/ri-avviati al lavoro.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non manca nemmeno in Italia l'arroganza del potere&lt;/span&gt;, con le dichiarazioni  di Monti e vari ministri contro il posto fisso e con la derisione di  chi ha meno; e non mancano i provvedimenti repressivi contro il  conflitto sociale - l'esempio più eclatante è quello degli arresti  contro i manifestanti NoTav che vuole colpire il movimento che più di  tutti oggi denncia e smaschera il sostegno della politica alle imprese e  ai profitti privati attraverso l'impiego di denaro pubblico per grandi  opere inutili e costosissime ed evidenzia l'incompatibilità di queste  opere e della loro gestione con la democrazia e la partecipazione  popolare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Contro queste politiche serve una forte mobilitazione politica e  sociale fino ad un vero sciopero generale e generalizzato&lt;/span&gt; per bloccare i  provvedimenti del governo Monti-Napolitano e porre i contenuti dell'alternativa, a partire dal rifiuto del pagamento del  debito pubblico da parte delle classi popolari, la difesa dell'articolo  18 dello Statuto dei lavoratori e la cancellazione delle norme che costringono alla precarietà milioni di lavoratrici e lavoratori, la garanzia di un reddito sociale per tutte/i.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per questo:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;*partecipiamo alla manifestazione NoTav del 25 febbraio in Val di Susa&lt;/span&gt;,  per la liberazione di tutti gli arrestati e per ribadire il No al  progetto devastante del Tav;&lt;br /&gt;* &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sosteniamo lo sciopero generale dei metalmeccanici dichiarato per il 9  marzo dalla Fiom&lt;/span&gt;, convinte/i che debba essere generalizzato anche per  le altre categorie e debba essere esplicitamente contro il governo e le  sue politiche;&lt;br /&gt;* &lt;span style="font-weight: bold;"&gt; contribuiremo a rilanciare le iniziative contro il pagamento del  debito e per un audit&lt;/span&gt; di cittadine/i sul debito pubblico - con la nostra partecipazione alla campagna «Rivolta il debito» - e a tutte le  mobilitazioni contro il governo e le politiche dell'Unione eurpea.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Esecutivo Nazionale di Sinistra Critica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-8144374740942467314?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8144374740942467314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8144374740942467314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/02/il-conflitto-non-si-arresta.html' title='Il conflitto non si arresta'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-310090812033664491</id><published>2012-02-23T23:00:00.002+01:00</published><updated>2012-02-23T23:03:58.592+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><title type='text'>Né Pound né Barbarani – Il fascismo non è poesia</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-hE23pEBQ2eE/T0a3m7uVv5I/AAAAAAAAA6E/skQJGxMLv_w/s1600/casapound%2Bmunnezza.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 199px; height: 293px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-hE23pEBQ2eE/T0a3m7uVv5I/AAAAAAAAA6E/skQJGxMLv_w/s320/casapound%2Bmunnezza.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5712455056861020050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Presidio antifascista giovedi 23 febbraio ore 20.00 in Piazza Isolo - Verona&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giovedì 23 febbraio p.v. alle ore 21 nel Palazzo Da Lisca in piazza Isolo Blocco studentesco renderà omaggio alla poesia di Berto Barbarani. Lo farà con la partecipazione di un poeta dialettale veronese e dell'assessore all'edilizia pubblica, ai rapporti con i veronesi nel mondo, al turismo sociale e alle pari opportunità Vittorio Di Dio, non si sa in quale veste.  Per la ghiotta occasione i muri dell'università sono stati tappezzati di manifesti che pubblicizzano l'incontro con in bella vista il nome dell'assessore del Comune di Verona.  Non sono una novità le affissioni a tappeto di Casa Pound e Blocco Studentesco che prive di qualunque autorizzazione, stazionano per settimane senza alcun intervento di rimozione.&lt;br /&gt;Immaginiamo che l'assessore Di Dio si farà carico personalmente del pagamento delle multe che fioccheranno sui firmatari dei manifesti o forse come per tutte le ordinanze, i regolamenti e i divieti dell'epoca Tosi vige un principio di grande discrezionalità.    Discrezionalità che ha caratterizzato anche la concessione della sala del palazzo Da Lisca: negata ai facinorosi di “Naturalmente Verona” perché priva dei requisiti di sicurezza per gli incontri pubblici ma concessa senza problemi ai teneri ragazzotti del Blocco. Casa Pound e Blocco Studentesco godono del resto a Verona di grande tolleranza e dichiarati sostegni.&lt;br /&gt;Dall’indegna pagliacciata dentro l'università con sventolio di orrendi bandieroni neri dello scorso dicembre alle strette di mano tra il suddetto assessore e la prima fila dei novelli squadristi fuori dall’università lunedì mattina, le complicità sono evidenti.    Il deserto che è oggi piazza Isolo rende difficile immaginare quello che è stata: un centro vivo nel quartiere di Veronetta con la stazione delle corriere, il mercato della frutta e del pesce, i bar e poi nei locali forzatamente abbandonati in vista di uno dei tanti dissennati progetti di “riqualificazione”, la nascita di esperienze politiche e sociali, il rifugio di migranti e senza casa, la rete di solidarietà e accoglienza che intorno a loro si era creata.&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="JUSTIFY"&gt;La piazza e i dintorni sono dunque un luogo fortemente simbolico che, fermo restando che i vecchi e i nuovi fascisti devono rimanere a fare le loro iniziative nelle proprie sedi, non va insozzato con certe inquietanti presenze.&lt;/p&gt;  &lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Gli/le antifascisti/e veronesi provvederanno quindi, giovedì 23 febbraio, a ripulire il quartiere da tutti i manifesti fascisti e leghisti, tra l’altro abusivi. L’appuntamento è alle 19 all’università.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a name="yui-ie-cursor"&gt;&lt;/a&gt;     &lt;b&gt;Si recheranno quindi in piazza Isolo dove, dalle 20 in poi, parteciperanno ad una veglia-presidio-reading per l’estinzione del fascismo, vecchio, nuovo, sociale che sia.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;------------------------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;u&gt;Promemoria&lt;/u&gt; – Per non dimenticare la storia di piazza Isolo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="JUSTIFY"&gt;Nel 1998, in piazza Isolo, sotto la pensilina della stazione degli autobus che adesso non c’è più, oltre alla libreria di Giorgio Bertani, c’erano gli uffici della Brec Viaggi, occupati dal Kollettivo Porcospino nella primavera di quell’anno e diventati il c.s.o.a. Isola, e il circolo anarchico “La Pecora Nera”. Fuori, sotto i portici, vivevano una quindicina di migranti, europei dell’est e maghrebini, con cui gli occupanti dell’Isola avevano fatto amicizia, dando loro la possibilità di dormire al copertio e di utilizzare i servizi igienici. Una situazione durata pochi mesi, nonostante l’interessamento di Bertani, allora consigliere in prima circoscrizione, e la presenza della Ronda della Carità.&lt;/p&gt;  &lt;p align="JUSTIFY"&gt;In maggio l’amministrazione comunale, sindaca Sironi e numerosi assessori nazionalalleati, sgombera il centro sociale e fa murare gli ingressi. I migranti tornano fuori, esposti alle ripetute aggressioni di elementi appartenenti all’estrema destra e agli interventi della polizia municipale e dell’Amia che sequestrano loro le coperte e lavano con l’acqua il pavimento del portico (su questi episodi ci fu un’interrogazione parlamentare di Tiziana Valpiana). Nel frattempo l’emergenza “igienica” allarma l’opinione pubblica più dell’emergenza freddo e solo l’operato di Bertani, aiutato dai ragazzi del Porkospino e dalla Ronda, limita i danni.&lt;/p&gt;  &lt;p align="JUSTIFY"&gt;Nell’inverno 1998-1999 il circolo “La Pecora Nera” decide di aprire i propri locali per ospitare i senzatetto. In primavera i senzatetto tornano a dormire all’aperto. Nella notte tra il 16 e il 17 aprile 1999 una decina di camerati appartenenti a gruppi diversi dell’estrema destra locale, muniti di ombrelli e bastoni, effettuano un raid punitivo contro i senzatetto, ferendone uno in modo grave. Saranno poi fermati grazie alle testimonianze di alcuni passanti.&lt;/p&gt;  &lt;p align="JUSTIFY"&gt;Intanto si ha notizia del progetto relativo alla costruzione di un parcheggio sotto piazza Isolo con l’abbattimento della pensilina. Il circolo anarchico “La Pecora Nera” riceve la notifica di sgombero. Nell’autunno del 1999 gli anarchici lasciano spontaneamente i locali, poi sigillati dai vigili urbani.&lt;/p&gt;  &lt;p align="JUSTIFY"&gt;Torna l’inverno, gli ingressi vengono riaperti e i migranti tornano nei locali sotto la pensilina. Ci resteranno, tra alterne vicende e minacce di sgombero, fino all’estate del 2000. Inutili le pressioni di Giorgio Bertani, che sollecita in circoscrizione la realizzazione di un’uscita di sicurezza, mentre l’imprenditore Paolo Favale, che dall’autunno del 1999 garantisce una sostanziosa colazione a quanti la richiedano, promette di aprire un centro di prima accoglienza in borgo Roma, cui si opporranno strenuamente Alleanza nazionale e Lega Nord, con l’attuale sindaco di Verona in testa. In settembre lo sgombero sembra imminente ma la notte del 14 un incendio divampa nei sotterranei e “Cezarro”, l’immigrato polacco Cesar Karaboskji o Karwoskji perde la vita.&lt;/p&gt;   &lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;b&gt;Antifascisti/e veronesi&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-310090812033664491?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/310090812033664491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/310090812033664491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/02/ne-pound-ne-barbarani-il-fascismo-non-e.html' title='Né Pound né Barbarani – Il fascismo non è poesia'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-hE23pEBQ2eE/T0a3m7uVv5I/AAAAAAAAA6E/skQJGxMLv_w/s72-c/casapound%2Bmunnezza.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-8006565122293147138</id><published>2012-02-23T21:28:00.001+01:00</published><updated>2012-02-23T21:30:14.986+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><title type='text'>Il diritto del più forte</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;di Giuliana Sgrena&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;il manifesto 22/02/2012&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La questione dei due marò italiani arrestati in India con l'accusa di  aver ucciso due pescatori viene sostanzialmente ridotta a una questione  di giurisdizione. Hanno ucciso in acque indiane o internazionali? In  quest'ultimo caso sono sotto giurisdizione italiana. Vista la reazione  delle autorità italiane questo si può tradurre facilmente in impunità.  Ancora una volta si parla di avvertimenti, quali avvertimenti (luci,  spari in aria) e contro chi? Avvertimenti che se anche ci fossero stati  non sarebbero nemmeno stati compresi da pescatori che nulla avevano a  che fare con logiche militari in acque non abituate ad atti di  pirateria.&lt;br /&gt;Per di più, non esistono regole d'ingaggio codificate per i  militari a bordo delle navi commerciali, mentre la responsabilità  dovrebbe essere dello stato, in questo italiano, invece la nave è sotto  il controllo di civili e quindi del comandante, che però non può dare  ordini ai militari.&lt;br /&gt;Il problema della pirateria in mare ha indotto  l'Onu a emanare una convenzione che però non prevede l'uso della forza.  Tocca dunque ai singoli stati derimere la questione, permettere, come ha  fatto l'ex-ministro La Russa, l'imbarco sulle navi battenti bandiera  italiana di militari - d'élite come i marò - oppure, come hanno scelto  altri paesi, contractors. Come sempre i contractors sfuggono ancora più  facilmente a qualsiasi regola.&lt;br /&gt;Il caso dei marò è di estrema gravità  perché sancisce il diritto di uccidere chiunque venga sospettato di  poter essere un pirata: la guerra si trasferisce dai paesi sotto  occupazione alle acque più o meno internazionali, poco importa. Importa  solo se c'è uno stato che intende far valere la propria territorialità.  Come sempre l'uso delle protezioni armate non esclude i pericoli e  aumenta l'uso indiscriminato della forza.&lt;br /&gt;Su questi temi esiste un  complesso dibattito a livello internazionale, che non sembra tuttavia  infervorare l'Italia se non quando ad essere coinvolti sono i nostri  militari. Anche perché siamo fin troppo abituati a rinunciare alla  nostra sovranità quando a colpire sono i militari di un paese più forte  (soldati Usa nel caso del Cermis, Mario Lozano nel caso Calipari). Ma  nei confronti dell'India ci consideriamo noi i più forti e quindi pronti  a far valere l'obsoleta consuetudine dello zaino o della bandiera (un  militare risponde solo al paese di provenienza) e considerare danno  collaterale la morte di due pescatori indiani disarmati e senza nessuna  velleità piratesca, del resto disarmati non lo eravamo anche noi, a  bordo della Toyota Corolla quella notte del 4 marzo 2005, nei confronti  dei soldati americani? Se ci siamo permessi di lasciare impunita  l'uccisione di Nicola Calipari perché non dovremmo farlo nei confronti  di due poveri, sconosciuti pescatori indiani?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-8006565122293147138?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8006565122293147138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8006565122293147138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/02/il-diritto-del-piu-forte.html' title='Il diritto del più forte'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-1670013445325083067</id><published>2012-02-21T20:17:00.003+01:00</published><updated>2012-02-21T20:23:16.180+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='grecia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>La Grecia siamo noi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-tRUUy5MMDo0/T0PuwTa817I/AAAAAAAAA54/bu6RZK-2HdA/s1600/monti_merkel_getty_02.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-tRUUy5MMDo0/T0PuwTa817I/AAAAAAAAA54/bu6RZK-2HdA/s320/monti_merkel_getty_02.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5711671266050365362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;di Guido Viale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-transform: uppercase; margin-bottom: 10px; display: block; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;         &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;A due anni dalla denuncia dello stato  comatoso delle sue finanze (ma gli interessati, in Germania e alla Bce,  lo sapevano da tempo: erano stati loro a nasconderlo) la Grecia, sotto  la cura imposta dalla cosiddetta Troika (Bce, Commissione europea e Fmi)  presenta l'aspetto di un paese bombardato: un'economia in dissesto;  aziende chiuse; salari da fame; disoccupazione dilagante; file  interminabili al collocamento e alle mense dei poveri; gente che fruga  nei cassonetti; ospedali senza farmaci; altri licenziamenti in arrivo;  tasse iperboliche sulla casa e sfratti; beni comuni in svendita. E ora  anche una città in fiamme. Ma a bombardare il paese non è stata la  Luftwaffe, bensì il debito contratto e confermato dai suoi governanti di  ieri e di oggi nell'interesse della finanza internazionale. Con la  conseguenza che, a differenza di un paese uscito da una guerra, in  Grecia non c'è in vista alcuna "ricostruzione", o "rinascita",  "ripresa"; ma solo un fallimento ormai certo - e dato per certo da tutti  gli economisti che l'avevano negato fino a pochi giorni o mesi fa -  procrastinato solo per portare a termine il saccheggio del paese e, se  possibile, il salvataggio delle banche che detengono quel debito; o di  quelle che lo hanno assicurato. Le armi però c'entrano eccome.  All'origine di quel debito, oltre alla corruzione e all'evasione  fiscale, ci sono le Olimpiadi del 2004 (costate oltre un decimo del Pil)  e l'acquisto di armi, che la Grecia è costretta a comprare e pagare a  Francia e Germania come contropartita della "benevolenza" europea, per  importi annui che arrivano al 3 per cento del Pil. Quattro fattori, armi  (come F135), Grandi eventi (Olimpiadi o Expò, o Mondiali, o G8),  evasione fiscale e corruzione che accomunano strettamente Grecia e  Italia. Ma non solo.&lt;br /&gt;Nel pacchetto, il quinto in due anni, delle  misure imposte alla Grecia - liberalizzazioni di tariffe, mercati e  lavoro, privatizzazioni dei servizi pubblici, blocco delle assunzioni,  definanziamento di scuole, ospedali, Università, servizi sociali - c'è  pari pari il programma del governo Monti (anch'esso cucinato da Bce e  Commissione europea). La Grecia è solo un anno più avanti di noi sulla  strada del disastro e Monti è il Papademos italico incaricato di  accompagnarvi l'Italia spacciandosi per il suo salvatore e garantendone  il saccheggio.&lt;br /&gt;Aggiungi il patto di stabilità (&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fiscal Compact&lt;/span&gt;) che  impone di riportare il debito di entrambi i paesi, ormai chiaramente in  recessione, al 60 per cento del PIL in regime di parità di bilancio, e  avrete i termini di una politica senza ritorno imposta da una classe al  potere senza un'idea di futuro che non sia la propria perpetuazione. Per  loro contano solo i bilanci: tutto il resto crepi! Quando l'Unione  europea avrà tagliato gli ormeggi alla Grecia per abbandonarla alla  deriva, avrà messo il vascello in condizioni di non poter più navigare  per decine di anni.&lt;br /&gt;Nessuno degli economisti entusiasti degli  "sforzi" di Monti ha la minima idea di come si possano raggiungere gli  obiettivi del Fiscal Compact. E allora? Il fatto è che per loro "non c'è  alternativa"; perché non sanno immaginare un futuro diverso dal  presente: all'Università non lo hanno studiato e non si sono dotati di  strumenti per concepirlo (tranne che per le loro carriere). "Non esiste  un piano B per la Grecia, ha detto Draghi. Ma nemmeno per l'Italia. Per  questo Monti non è la soluzione, ma il problema.&lt;br /&gt;Ma un "piano B" per  l'Europa va messo a punto, e in fretta; perché quello "A" è un strada  senza uscita; e non si fa politica, né opposizione, senza un'idea sul da  farsi appena il contesto la renda plausibile. E quel momento potrebbe  essere vicino, perché il mondo sta cambiando in fretta. Ma l'Italia non è  la Grecia, ripetono i supporter di Monti. E perché mai? Perché l'Italia  ha un tessuto industriale robusto e perché è "troppo grande per  fallire". Due tesi per lo meno parziali. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Neanche la Grecia era priva di  un tessuto industriale&lt;/span&gt;, anche se fragile, che le manovre deflattive  imposte dalla Troika hanno mandato in pezzi. Una vicenda attraverso cui  erano già passati anni fa - e per decenni - molti paesi dell'America  Latina presi per la gola dal FMI. Quanto all'Italia, un inventario dei  danni prodotti dal ventennio berlusconiano, non solo sullo "spirito  pubblico" - e non è poco - ma anche sul tessuto industriale non è ancora  stato fatto. Ma accanto ad alcune medie imprese che si sono  ristrutturate ed esportano, tre dei maggiori gruppi industriali (Fiat,  Finmeccanica e Fincantieri) sono alle corde e nel tessuto industriale  residuo chiude una fabbrica al giorno. "Non si produce più niente"  ripetono coloro che guardano la realtà senza lenti deformanti. Ma non è  che tra un mese o tra un anno (o anche due) quelle fabbriche  riapriranno, gli operai ritorneranno al loro posto di lavoro e le  aziende riprenderanno a produrre come prima. Un enorme patrimonio di  esperienze, di professionalità, di knowhow, di attitudine  all'innovazione e al lavoro di gruppo viene disperso e scompare per  sempre. Né ci sono in vista iniziative imprenditoriali in grado di  mettere al lavoro, avviandole dal nulla, nuove produzioni, nuovi addetti  e risorse gestionali in grado di riempire quei vuoti. E quanto agli  investimenti stranieri, sono bloccati dall'articolo 18, dalla mancanza  di infrastrutture come il Tav Torino Lione, dalle tasse troppo alte che  nessuno paga, o dalla corruzione e dalla burocrazia che il governo Monti  si è tirato in casa? BCE e governo Monti sono destinati a imprimere una  accelerazione decisiva al lungo declino dell'economia italiana.&lt;br /&gt;In  secondo luogo, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;se l'Italia è troppo grande per fallire&lt;/span&gt;, è anche - come  ci viene ripetuto spesso - "troppo grande per essere salvata". Qui sta  la sua forza e la sua debolezza. La debolezza è quel continuo richiamo a  fare "i compiti a casa" (un'espressione da deficienti) e a "cavarsela  da sola" (sulla base, però, dei diktat di altri). Un compito  impossibile, che i governi greci hanno già provato a svolgere nonostante  la sua palese assurdità. La forza sta nel fatto che se il governo  Italiano non sarà in grado di azzerare il deficit e dimezzare il debito,  o anche solo di rifinanziarlo, perché il suo PIL precipita, "salta"  anche l'euro - il che, forse, è già stato messo in conto. O verrà messo  in conto tra poco - ma salta anche, probabilmente, l'Unione europea e  con essa l'economia di mezzo mondo. E forse anche quella dell'altra  metà. Non siamo più negli anni '30, quando la partita si giocava tra  cinque o sei Stati. Il circuito finanziario ha ormai coperto e  avviluppato l'intero pianeta.&lt;br /&gt;Un piano B per l'Europa deve  innanzitutto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;evitare un default disordinato &lt;/span&gt;(come ormai viene chiamata  la prossima bancarotta degli Stati a rischio di insolvenza; e non sono  pochi) e promuovere un "concordato preventivo": cioè un accordo che  dimezzi in modo selettivo i debiti pubblici che non possono essere  ripagati o che ne sterilizzi (con una moratoria delle scadenze) una  buona metà. Il che trasferirebbe l'insolvenza sulle banche, costringendo  anche la BCE e gli Stati più forti e arroganti a correre in loro  soccorso: con nazionalizzazioni, "bad bank" e separando finalmente il  credito commerciale dal pozzo senza fondo degli investimenti  speculativi. Quanti più saranno gli Stati a rischio che si impegnano su  questa strada, tanta maggiore sarà la forza per imporla.&lt;br /&gt;Certamente,  sia che l'euro venga conservato, sia che si torni alle vecchie divise,  il caos economico che incombe sul paese e sull'Europa è spaventoso; ma  non minore di quello in cui ci sta trascinando il tentativo di rinviare  giorno per giorno una resa dei conti. In tempi di crisi valutaria, ciò  con cui bisognerà fare i conti, a livello nazionale e locale, saranno  gli approvvigionamenti: innanzitutto quelli energetici e alimentari.  L'unica risorsa a cui attingere a piene mani nel giro di pochi mesi e  pochi anni sono risparmio ed efficienza energetica.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La condizione di  paese bombardato apparirà allora in tutta evidenza: &lt;/span&gt;spente le luminarie  che non servono per vedere ma per farsi vedere; auto ferme e mezzi  pubblici strapieni (scarseggerà il carburante); orari cambiati per  garantire il pieno utilizzo dei mezzi durante tutto l'arco della  giornata; conversione in tempi rapidi - come all'inizio di una guerra -  delle fabbriche compatibili con la produzione di impianti per le fonti  rinnovabili o di cogenerazione, di mezzi di trasporto collettivi o  condivisi a basso consumo; interventi sugli edifici per eliminarne la  dispersione energetica. ecc. Giusto quello che si sarebbe dovuto fare - e  ancora potrebbe essere fatto - in questi anni, con esiti economici  certo migliori. Lo stesso vale per l'approvvigionamento alimentare:  occorrerà restituire a ogni territorio la sovranità alimentare con  un'agricoltura meno dipendente dal petrolio e un'alimentazione meno  dipendente da derrate importate: una operazione da mettere in cantiere  con una nuova leva di giovani da avviare a un'attività ad alta intensità  di innovazione e di lavoro che potrebbe cambiare l'aspetto del paese.  Analogamente occorrerà intervenire sul patrimonio edilizio inutilizzato,  sul ciclo di vita dei materiali (risorse e rifiuti), su scuola,  università, sanità con interventi che riducono gli sprechi e producono  occupazione di qualità. Ma soprattutto ci vorrà una revisione generale  degli acquisti quotidiani: spesa condivisa, rapporti diretti con il  produttore e Km0 (i GAS), riduzione degli imballaggi e del superfluo,  ricorso all'usato e alla riparazione e alla condivisione dei beni: tutti  campi in cui il sostegno di un'amministrazione locale conta molto. E  tante altre cose simili su cui occorre riflettere: sono tutti interventi  da concepire, programmare e gestire a livello locale - con la  partecipazione diretta della cittadinanza attiva - che potranno essere  agevolati anche da un circuito parallelo di monete garantite dalle  autorità locali, come era avvenuto con successo in molti paesi  occidentali - compresa la Germania nazista - durante la grande crisi  degli anni '30. Fantascienza? Forse; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;comunque un programma meno  irrealistico&lt;/span&gt; dell'idea di affidare alla liberalizzazione dei servizi e  dei rapporti di lavoro la ripresa di una crescita che sottragga l'Italia  al cappio del debito; e magari anche alla crisi ambientale - ah! questa  sconosciuta! - che investe il pianeta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;ilmanifesto 17/02/2012&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-1670013445325083067?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1670013445325083067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1670013445325083067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/02/la-grecia-siamo-noi.html' title='La Grecia siamo noi'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-tRUUy5MMDo0/T0PuwTa817I/AAAAAAAAA54/bu6RZK-2HdA/s72-c/monti_merkel_getty_02.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-7513224763902625575</id><published>2012-02-19T21:14:00.002+01:00</published><updated>2012-02-19T21:20:22.722+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='siria'/><title type='text'>Siria: contro il regime di Assad, contro ogni intervento militare</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;di Piero Maestri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Domenica 19 febbraio a Roma ci sarà una manifestazione organizzata  dal “Consiglio Nazionale Siriano – Italia”, che si propone –  esplicitamente con la piattaforma fatta circolare &lt;em&gt;“La cessazione  immediata delle violenze in Siria; le dimissioni del presidente Assad e  del suo staff...; Elezioni libere;  il rifiuto totale di qualsiasi  intervento militare in Siria; la difesa anche internazionale dei  civili....”&lt;/em&gt; Questa sarebbe una piattaforma per noi condivisibile, ma nasconde  posizioni che l’organizzazione proponente in realtà afferma nelle sue  prese di posizioni internazioni.&lt;br /&gt;Il &lt;strong&gt;Cns-Italia &lt;/strong&gt;è infatti un diretto riferimento del  Cns interno alla Siria, del quale è espressione anche l’”Esercito dei  Siriani liberi”) che si contrappone militarmente alle forze armate del  regime (con metodi spesso decisamente condannabili per il coinvolgimento  di civili), e il Cns non rifiuta l’intervento militare esterno, anzi  lavora per facilitarlo e sollecitarlo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per questo non possiamo aderire alla manifestazione&lt;/span&gt; – che  consideriamo legittima, in quanto espressione di una parte  dell’opposizione siriana, che rappresenta una fetta dei cittadini  siriani anche in Italia.&lt;br /&gt;Ma allo stesso tempo &lt;strong&gt;rifiutiamo la falsa alternativa&lt;/strong&gt;  per cui chi aderisce al corteo (come la Tavola della Pace)  rappresenterebbe il “pacifismo con l’elmetto”), mentre chi si è  dissociato (sulla base dell’appello promosso da Peacelink)  rappresenterebbe il “pacifismo radicale” che coerentemente rifiuta  qualsiasi intervento militare.&lt;br /&gt;Non abbiamo alcun motivo per difendere la scelta di chi ha deciso di  partecipare – e nemmeno ci interessa più di tanto criticarne la scelta,  viste le prestazioni per noi negative mostrate in questi anni dalla  Tavola della Pace - ma troviamo altrettanto sbagliato continuare a  mettere sullo stesso piano le “violenze del regime” e le violenza e  della “cosiddetta” opposizione, e considerare un passo verso  l’intervento la richiesta di dimissioni di Assad.&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;La caduta di Assad e del suo regime è la condizione per una nuova Siria,&lt;/strong&gt;  che naturalmente non è scontato nasca dalle attuali opposizioni, ma che  non potrà vedere la luce fino a quando continuerà il dominio del  partito Baath. Se Assad se ne fosse andato un anno fa, il popolo siriano  si sarebbe risparmiato altri lutti e violenze.&lt;br /&gt;Condividiamo la posizione del “Coordinamento Nazionale Siriano per il  Cambiamento Democratico” - nato nel mese di giugno in Siria e composto  dalla maggior parte delle forze politiche laiche e intellettuali con una  lunga storia di opposizione al regime – e i suoi&lt;strong&gt; 4 No&lt;/strong&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt; no alla violenza, no alla repressione, no al settarismo, no  all’intervento militare esterno.&lt;/span&gt; Non possiamo però decidere noi quali  forme debba assumere la lotta dell’opposizione siriana.&lt;br /&gt;Pur non aderendo alla manifestazione, abbiamo deciso di essere presenti con&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://appellosiriaegitto.blogspot.com/"&gt;l’appello&lt;/a&gt; che molte/i di noi hanno promosso: &lt;em style="font-weight: bold;"&gt;“Basta  con la repressione in Egitto e in Siria, libertà per i popoli arabi;  Contro ogni intervento militare straniero diretto e indiretto nella  regione”&lt;/em&gt; .&lt;br /&gt;In questo modo vogliamo aprire il confronto con i siriani in Italia che  si oppongono al regime di Assad e affermare con forza anche con loro il  nostro rifiuto di ogni intervento militare esterno e di una (probabile  più che eventuale) partecipazione delle forze armate italiane.&lt;br /&gt;Esprimiamo anche &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la nostra solidarietà ai giovani siriani&lt;/span&gt; che la scorsa  settimana hanno tentato di occupare l’Ambasciata siriana di Roma – che  subiranno un processo per direttissima in marzo: il loro è un gesto di  opposizione non violenta che va considerato tale e non un reato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;    &lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;* Portavoce di Sinistra Critica&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-7513224763902625575?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/7513224763902625575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/7513224763902625575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/02/siria-contro-il-regime-di-assad-contro.html' title='Siria: contro il regime di Assad, contro ogni intervento militare'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-4825735160716943049</id><published>2012-02-18T17:15:00.003+01:00</published><updated>2012-02-18T17:18:45.766+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='grecia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Ristrutturare, rivedere o cancellare il debito?</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color:#800000;"&gt;&lt;i&gt;Dichiarazione dell'OKDE-Spartacos  sezione greca della Quarta Internazionale&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Tratto da &lt;a href="http://www.internationalviewpoint.org/"&gt;http://www.internationalviewpoint.org&lt;/a&gt; del febbraio 2012&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: italic; text-align: justify;"&gt;Traduzione di Francesco Cannarozzo&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-NY4_TmopgBA/Tz_PM55oYsI/AAAAAAAAA5s/-Vr1k8ZhKEc/s1600/grecia-crisi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-NY4_TmopgBA/Tz_PM55oYsI/AAAAAAAAA5s/-Vr1k8ZhKEc/s320/grecia-crisi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5710510673137001154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Sin dall' inizio della crisi del debito pubblico greco, tre diverse richieste sono state avanzate dai movimenti della sinistra e dei lavoratori: quelle di ristrutturare (e quindi ridurre), di rivedere, o di cancellare il debito. Questa non è solo una questione di slogan, ma implica anche differenti strategie politiche. OKDE-Spartakos, così come ANTARSYA, hanno optato per la terza scelta, nonostante le contraddizioni da questa implicate.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima richiesta è stata presentata dal Synaspismos (e quindi dalla maggiorparte di SYRIZA) e, in una versione più conservatrice, dalla sinistra democratica di Fotis Kouvelis. Il concetto è quello di negoziare con i creditori in modo di cancellare parte del debito, così che questo possa diventare ancora una volta sopportabile. Nondimeno, ciò è all'incirca quello che sta succedendo proprio ora, su iniziativa del governo e dell'unione europea, essendo ovvio che l' intero debito non potrà mai essere risanato. Per questo, i creditori preferiscono perdere parte del loro profitto che perderlo tutto, simultaneamente venendo ricompensati con nuove e più benevole condizioni per futuri investimenti (bassi stipendi, rapporti di lavoro deregolati, eccetera). Questo tipo di negoziato è un progetto esplicitamente borghese, ed è il solo vero processo di “ristrutturazione”. Per questo la proposta di ristrutturare il debito ha presto perso credibilità come componente di una risposta favorevole ai lavoratori, ed ha posto i partiti che ne erano a favore in una situazione piuttosto imbarazzante.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;C' è bisogno di discutere di più sulla richiesta di istituire una commissione di revisione, che dovrebbe controllare i contratti di debito, e dimostrare quale parte di esso è “odioso”. L' obbiettivo basilare di questo comitato sarebbe di rivelare alle masse che il debito che sono costrette a pagare non è né giusto né legittimo. Basandosi su questo concetto, un anno e mezzo fa alcuni economisti greci, assieme a dei politici provenienti dalla sinistra ed ex-membri del pasok (come il deputato Sofia Sakorafa) pubblicarono un' appello per la costituzione di una commissione per la revisione del debito (ele). Questa proposta è ad oggi in uno stato molto meno embrionale di quanto lo fosse, e sembra che qualche cosa sia stata fatta nella direzione di formare davvero tale comitato. Comunque, è sempre importante esaminare nel dettaglio l' idea basilare.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Un processo di revisione del debito potrebbe essere combinato o meno con la richiesta di cancellare il debito,  ma non è a questa equivalente. Nel nostro caso, l' originale chiamata per l' ELE lasciava aperta questa domanda. Comunque, questo non è stato l' unico problema per questa iniziativa. La grande questione è da quale punto di vista partire: controllare se il debito è legittimo in accordo alle leggi nazionali e internazionali, e, se così, cancellare parte di esso? O, al contrario, rifiutare che i lavoratori lo paghino, che sia formalmente corretto o meno?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Ci sono 5 ragioni principali per cui contestiamo che la commissione greca per la revisione (ELE) possa essere la punta di diamante di una risposta anticapitalista alla crisi e appoggiamo invece la cancellazione del debito:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il debito pubblico Greco non é dello stesso tipo di quello del terzo mondo. Economicamente, non è imposto da paesi stranieri imperialisti che saccheggiano il paese e traggono profitto da uno scambio diseguale dato dal differente tasso di produttività. Anche se uno scambio diseguale sicuramente gioca un suo ruolo. Il debito è il prodotto di una strategia di sviluppo scelta deliberatamente dalla classe borghese greca la quale è annoverabile peraltro tra gli imperialisti. Questa strategia molto aggressiva, che include un eccessivo prestito pubblico e l' invasione economica dell'Europa dell'est con l' aiuto del cambio favorevole dell'euro, ha fallito e viene punita dalla competizione inter-capitalista per chi deve sopportare il fardello della crisi. Inoltre, è sempre più ovvio che la crisi greca del debito non è data da un qualche tipo di specificità nazionale, ma è parte della crisi internazionale della struttura del capitalismo, una crisi di super-accumulazione in ultima analisi, che colpisce per primi (ma non esclusivamente) i nodi più deboli come la Grecia. Tecnicamente, non ci sono  contratti che un ipotetica commissione potrebbe in pratica controllare, poiché il debito pubblico, a differenza di quanto accade nel terzo mondo, è stato portato avanti attraverso bond governativi, non attraverso prestiti (almeno prima del memorandum). Quindi, se c' è qualcosa da rivelare riguardo il debito, non sono certo  scandali, ma la sua stessa struttura profondamente speculativa che funziona come un meccanismo che accentua lo sfruttamento di classe. In ogni caso, questo compito non è portato a termine dalla revisione, ma dall'analisi politica marxista, dal lavoro politico, e, ovviamente, dalla lotta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;2. Non è davvero un problema convincere i lavoratori e gli oppressi in Grecia che il debito è ingiusto. La maggior parte ne é già convinta, e la riluttanza dei partiti di sinistra nel parlare di cancellazione per non “spaventare” le masse è risultata essere insensatamente conservatrice, se non addirittura ipocrita. E' indicativo di questo il fatto che la proposta di smettere di pagare il debito immediatamente e di combattere per la sua cancellazione (eccetto per la parte costituita dai fondi pensione) è stata tra le prime ad essere votata nell'assemblea popolare di massa in piazza syntagma durante i movimenti degli “indignati”, anche se allora era stata proposta solamente dalla “sinistra estrema”(primariamente da ANTARSYA). Secondo sondaggi recenti, più di un terzo della cosiddetta opinione pubblica vuole la cancellazione del debito, una percentuale che è ovviamente molto più alta nella classe lavoratrice. Questi sono numeri molto importanti, data la brutale propaganda lanciata dal governo greco e dai mass media, che non smette mai di urlare che un default del debito pubblico significherebbe il disastro totale per tutti. A dimostrazione di questo c'è  anche la vicenda del   partito comunista che dopo aver screditato la proposta per più di un anno, ha ora cambiato la sua posizione e l' ha adottata, senza spaventare le masse o perdere la sua popolarità. Il vero problema non è spiegare alle masse che non dovrebbero pagare il debito (lo sanno già) ma indicarle come possono veramente evitare di pagarlo, come possono imporre la sua cancellazione e come possono difendersi dalla vendetta della borghesia internazionale e nazionale in caso riuscissero a cancellarlo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Naturalmente le cose sono piuttosto diverse nell'ottica di una campagna internazionale di solidarietà. In questo caso potrebbe senza dubbio essere cruciale dimostrare quanto profittatore e disastroso è il debito per i lavoratori greci, in modo di convincere chi non ne è immediatamente vessato a essere solidale. Non serve a niente colpevolizzare i militanti che firmano per la commissione di revisione dall'estero – dal loro punto di vista questo potrebbe essere un valido modo di esprimere solidarietà .Nondimeno, come tattica all'interno del paese, una richiesta di revisione comporterebbe un sostanziale passo indietro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;3. Il caso greco è completamente diverso da quello Ecuadoregno, al quale ci si riferisce normalmente come un valido esempio dei risultati della revisione. In Ecuador è stato il governo progressista stesso a prendere l' iniziativa di formare una commissione di revisione e controllare i contratti riguardanti i prestiti pubblici – in quel caso esistevano tali contratti. Quel governo è stato il risultato di movimenti di massa e lotte di classe, anche se simultaneamente si è dimostrato lo specchio dei loro limiti. Al contrario, sia il governo presente “di unità nazionale” che  il precedente governo PASOK in Grecia sono gli strumenti principali della brutale guerra che la borghesia ha dichiarato ai lavoratori. Questo governo sta agendo “in nome e per conto” del capitale con nessuna intenzione di accettare il minimo compromesso di classe. Sappiamo bene come  lo stato ed i capitalisti greci siano determinati a garantire che i creditori non perdano il loro denaro. Un default sul debito minaccerebbe tutta la loro strategia di sviluppo, così come i loro interessi immediati, in quanto molti sono loro stessi creditori (più di un terzo del debito è trattenuto da banche greche). Quindi, è assurdo chiedere a un governo del genere di dare il suo permesso, o i “poteri necessari” come è espresso nel testo originale dell'appello ad una commissione di revisione, per controllare i contratti di debito. Questo implicherebbe  avere una necessità  comune con il governo, qualcosa come una “questione nazionale”, o una lotta nazionale contro stranieri “saccheggiatori” della nostra terra. Al contrario, il nostro obiettivo principale adesso è quello di provare alle masse in rivolta che il “nostro “ governo non deve essere solo incolpato di assoggettamento  eccessivo ai banchieri stranieri, ma di essere uno snodo attivo fondamentale nell'attacco che stiamo subendo, e che per questo dovrebbe essere rovesciato. Del resto l' ammontare di denaro che il governo Coreano si è rifiutato di pagare in quanto debito odioso, rappresenta meno del 5% del debito pubblico greco attuale. Il sistema finanziario mondiale poteva tollerare quella perdita, ma non può nel caso della Grecia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Se l' Ecuador non è appropriato al confronto con la Grecia, figuriamoci quanto può esserlo un altro esempio menzionato dagli economisti dell'ELE: La Russia del 1998. Non è davvero necessario spiegare che in quel caso la cancellazione di una parte del debito pubblico fu un progetto borghese al 100%, riguardante le rivalità interimperialiste e non il bisogno del popolo o gli interessi dei lavoratori russi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;4. l' ELE dovrebbe essere un comitato puramente scientifico e tecnocratico supportato da “personalità” universalmente conosciute: non è una campagna né un fronte, e non include né sindacati, né organizzazioni politiche e sociali (“sarà indipendente dai partiti politici”, come è detto nell'appello). Una prima obiezione sarebbe che questo è un concetto piuttosto burocratico, non essendo chiaro come questo comitato di esperti potrebbe essere controllato dal movimento di massa. Comunque, questo non è il solo problema. La costruzione politica di ELE, come espresso nell'appello originale, non è per niente “neutrale”, come sperato dai più radicali dei suoi firmatari. E' piuttosto molto social-democratica. Praticamente, il suo obiettivo primario è quello di trovare una via d'uscita della crisi senza rompere le regole del capitalismo, ma gestendo il sistema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Secondo il testo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;i&gt;L' obiettivo della commissione sarà di fare luce sul perché si è incorsi nel debito pubblico, i termini per i quali questo è stato contrattato, e gli usi per i quali fondi sono stati prestati.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Sulla base di queste considerazioni, la Commissione farà raccomandazioni appropriate per amministrare  il debito, soprattutto il debito che si dimostra essere illegale, illegittimo od odioso. Lo scopo della commissione sarà quello di aiutare la Grecia a prendere tutte le misure necessarie ad affrontare il fardello del debito&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Questo tipo di retorica rinforza un patriottismo ingannevole, facendo in modo di  “salvare la Grecia”, non i lavoratori e gli strati sociali deprivati e oppressi. Comunque sia in questa crisi non c' è modo di salvare la Grecia in generale, poiché non c' è modo di salvare sia i capitalisti che i lavoratori. Solo gli uni possono essere salvati, a totale discapito degli altri.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;5. Gli argomenti tecnici riguardanti il debito sono utili, ma secondari e complementari. Semplicemente, la crisi del debito pubblico Greco non è un problema tecnico o una questione di logistica, ma un dilemma fondamentale di classe: chi la paga la crisi? Chi si prende il fardello del processo distruttivo da questa azionato? Il debito che i lavoratori e gli oppressi sono obbligati a pagare non è ingiusto perché viola la legislazione, ma poiché viola brutalmente i loro interessi e diritti di base. Se la discussione si restringe a problemi tecnici, è ovvio che la classe borghese e il governo, con tutti i loro specialisti, esperti, mass media e apparati di propaganda, avranno un marcato vantaggio. Quello che  importa è il cuore politico della richiesta di controllare il debito: il diritto dei lavoratori di accedere a dati contenenti le finanze dello stato, del bilancio e dei fondi, o, in altre parole, il controllo dei lavoratori. Noi sosteniamo questa esigenza. Ma è esattamente una esigenza di transizione, non esaudibile nell'ambito del sistema capitalistico e dello stato borghese. E, certamente, non è per niente d' aiuto chiedere “poteri di requisizione” ad un governo borghese allo scopo di lottare per un obbiettivo del genere.&lt;br /&gt;Il nostro disaccordo sia con la commissione per la revisione del debito sia con i vari programmi di sinistra per la ristrutturazione di esso è strategica, ma allo stesso tempo coinvolge le nostre più immediate priorità all'interno del movimento di massa. Non dovremmo accettare la prospettiva di essere tutti di fronte a un problema risolvibile come nazione, non importa quanto “progressista” possa essere la soluzione proposta. I lavoratori e gli strati sociali sfruttati hanno come scopo primario non quello di convincere il resto della nazione, ma di ricattarla con la lotta, lo sciopero, i blocchi della produzione eccetera, in modo di imporre la cancellazione del debito -  sia esso illegittimo, illegale, odioso o meno. Loro non hanno paura dei nostri argomenti, hanno paura del nostro potere di minacciare la dominazione della classe borghese.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-4825735160716943049?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/4825735160716943049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/4825735160716943049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/02/ristrutturare-rivedere-o-cancellare-il.html' title='Ristrutturare, rivedere o cancellare il debito?'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-NY4_TmopgBA/Tz_PM55oYsI/AAAAAAAAA5s/-Vr1k8ZhKEc/s72-c/grecia-crisi.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-2035577808524121871</id><published>2012-02-12T20:10:00.001+01:00</published><updated>2012-02-12T20:22:07.966+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='grecia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Grecia, ecco il piano di austerità</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/--7klMbLwdd4/TzgRRk2WL4I/AAAAAAAAA5g/V0XNghId4Gg/s1600/crisi-grecia-volto-donna.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/--7klMbLwdd4/TzgRRk2WL4I/AAAAAAAAA5g/V0XNghId4Gg/s320/crisi-grecia-volto-donna.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5708331521339174786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;da Atene&lt;/span&gt;&lt;br style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Margherita Dean&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;- peacereporter.net&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inizia la discussione, al Parlamento, della legge che, in tre  articoli, adotta il programma di ristrutturazione del debito con la  partecipazione volontaria delle banche e investitori privati (Psi+),  definisce le modalità di ricapitalizzazione delle banche greche e  introduce le misure del nuovo pacchetto di austerità, necessario  all’erogazione del prestito alla Grecia di 130 miliardi.&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il testo della legge, inoltre, conferma l’erogazione, decisa il 12 luglio del 2011, di 35 miliardi del Fondo salva-stati (Efsf).&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il  Parlamento dovrà approvare domani il ddl a maggioranza semplice, per un  numero di deputati comunque non inferiore a 120 dopo che, le defezioni  di ieri alla compagine governativa, hanno ridotto la coalizione di  maggioranza a due invece che tre partiti, il centro – destra di Nea  Dimocratia e il centro – sinistra del Pasok.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Reso noto il testo  dell’accordo che per settimane ha impegnato in trattative impossibili il  governo greco con la c.d. troika di Fmi, Bce e Ue, lo stesso che sta  causando tensioni politiche fortissime, si confermano i punti principali  già noti.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Eppure, se possibile, il piano di austerità del periodo 2012 – 2015, è ancora più duro del previsto.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Stante che, per il 2012,&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; il deficit primario non dovrà superare i 2 miliardi e 36 milion&lt;/span&gt;i, la troika impone alla Grecia:&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;-  tagli alle &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;spese farmaceutiche&lt;/span&gt;: 1 miliardo e 76 milioni nel 2012,  attraverso la riduzione del margine di guadagno di farmacie,  distribuzione e attraverso le prescrizioni elettroniche.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- tagli alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;retribuzione degli straordinari&lt;/span&gt; dei medici ospedalieri: 50 milioni.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- tagli alle &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;spese operative del governo ed elettorali&lt;/span&gt;: almeno 270 milioni.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- tagli ai vari &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sussidi dei residenti in aree remote&lt;/span&gt;: 190 milioni.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- tagli agli&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; investimenti pubblici&lt;/span&gt;: 400 milioni.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- tagli alle &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pensioni, integrative e principali&lt;/span&gt;: 300 milioni e questo entro settembre 2012.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- sono da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ricercare altri 325 milioni&lt;/span&gt;, d’accordo con FMI, Bce e Commissione. Questa è condizione per il versamento del prestito.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- entro giugno, il Governo deve procedere alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;riduzione del 10 per cento delle indennità straordinarie&lt;/span&gt; del settore pubblico.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;privatizzazioni&lt;/span&gt;: 50 miliardi entro il 2015.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- incremento del 25 per cento sui&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; biglietti dei trasporti pubblici&lt;/span&gt; (treni e autobus).&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;riforma fiscale&lt;/span&gt; e semplificazione entro giugno.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- misure per la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;lotta all’evasione fiscale&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- conferma della regola, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;una assunzione ogni cinque allontanamenti &lt;/span&gt;nel settore pubblico.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;150mila licenziamenti di statali&lt;/span&gt; (15mila entro il 2012, attraverso la c.d. mobilità).&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;-  prima dello versamento del prestito il Governo greco, d’accordo con la  troika, dovrà attuare una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;riforma delle pensioni integrative&lt;/span&gt; volta a  garantire la sostenibilità del sistema.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;taglio del 10 per cento delle pensioni&lt;/span&gt; d’invalidità.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- le &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;spese per la Salute non dovranno superare il 6 per cento&lt;/span&gt; del bilancio per tutta la durata del programma.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- tagli alle &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;spese funzionali degli ospedali&lt;/span&gt; dell’8 per cento entro il 2012.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;salario minimo garantito&lt;/span&gt; dalla contrattazione nazionale sarà ridotto del 22 per cento e del 32 per cento per gli under 25.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- sono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sospesi gli aumenti salariali &lt;/span&gt;automatici.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;-  entro luglio, ci dovrà essere una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;riforma dello statuto dei lavoratori&lt;/span&gt;,  per la quale il salario minimo non sia più definito attraverso la  contrattazione nazionale con i sindacati ma attraverso la legislazione.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- riduzione del 5 per cento &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dei contributi alle casse previdenza&lt;/span&gt; e salute.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- piena&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; liberalizzazione delle professioni&lt;/span&gt; entro il 31 marzo.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;-  una serie di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;semplificazioni burocratiche&lt;/span&gt;, per ciò che riguarda le  imprese, la valorizzazione di immobili, le politiche di protezione  ambientale.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;aumenti delle bollette &lt;/span&gt;della luce, perché rispecchino il prezzo all’ingrosso.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- implementazione della&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; riforma scolastica&lt;/span&gt; e universitaria.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;-&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; riforma giudiziaria&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-2035577808524121871?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/2035577808524121871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/2035577808524121871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/02/grecia-ecco-il-piano-di-austerita.html' title='Grecia, ecco il piano di austerità'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/--7klMbLwdd4/TzgRRk2WL4I/AAAAAAAAA5g/V0XNghId4Gg/s72-c/crisi-grecia-volto-donna.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-7338686969534351663</id><published>2012-02-12T16:53:00.001+01:00</published><updated>2012-02-12T16:53:29.768+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Ascanio Celestini ed i Poteri Forti</title><content type='html'>&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/hKEw-9TmAoU" allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" width="460"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-7338686969534351663?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/7338686969534351663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/7338686969534351663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/02/ascanio-celestini-ed-i-poteri-forti_12.html' title='Ascanio Celestini ed i Poteri Forti'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/hKEw-9TmAoU/default.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-1939878838359846041</id><published>2012-02-12T16:34:00.002+01:00</published><updated>2012-02-12T16:38:21.610+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rivolta il debito'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Il neoliberismo, stadio supremo?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;di Michel Husson&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’affondare nella crisi è oggi manifesto. Il termine crisi è  un po’ inflazionato e occorre qui distinguere tre tipi di crisi che  ricorrono nel capitalismo: crisi periodiche, crisi di regolazione e  crisi sistemica. La crisi attuale è evidentemente diversa da una crisi  periodica: è evidentemente una crisi di regolazione, in altri termini  una crisi della forma neoliberista del capitalismo. Ma questa crisi è  abbastanza profonda da contenere gli elementi di una crisi sistemica.&lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Il tempo lungo del capitale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Parlare di crisi di regolazione è per facilità, ma non implica alcuna  adesione alla teoria della regolazione, e comunque non alle sue  implicazioni «armonicistiche».&lt;sup&gt;&lt;em&gt;1 &lt;/em&gt;&lt;/sup&gt;Sarebbe meglio parlare di crisi dell’«ordine produttivo» neoliberista, per riprendere il termine da Dockès e Rosier.&lt;sup&gt;&lt;em&gt;2&lt;/em&gt;&lt;/sup&gt; Il  concetto di base è che il capitalismo ridefinisce periodicamente un  modo di funzionamento specifico, che deve rispondere a un certo numero  di contraddizioni che si trova di fronte in permanenza ma che «gestisce»  in modo diverso. L’idea essenziale è che il capitalismo ha una storia: i  suoi meccanismi profondi sono immutabili ma il suo modo di  funzionamento differisce da un periodo all’altro e anche da un paese  all’altro. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;La constatazione non è nuova e si deve a Kondratiev l’individuazione  di periodi storici da lui designati con il temine improprio di «cicli  lunghi», che suggerisce a torto un’automaticità simile a quella che  sottende la dinamica dei cicli brevi. Trockij condivideva questa  osservazione al di là delle critiche che rivolgeva a Kondratiev. In un  articolo del 1923, egli scriveva: «Nella storia, i cicli omogenei si  raggruppano in serie. Durante periodi interi di sviluppo capitalista, i  cicli si caratterizzano per boom netti e delimitati e crisi brevi e di  ampiezza limitata. Ne risulta un movimento bruscamente ascendente della  curva di sviluppo capitalista. I periodi di stagnazione si  caratterizzano per una curva che, pur conoscendo oscillazioni cicliche  parziali, si mantiene allo stesso livello approssimativo per decenni».&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Lo studio di questi periodi storici ha dato luogo a una linea di ricerche,&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt; tra le quali si può citare la teoria delle onde lunghe di Mandel.&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt; Mandel  distingue fasi espansive e fasi recessive che scandiscono la storia  lunga del capitalismo. Ma non si tratta di cicli, a causa di  un’asimmetria essenziale: il passaggio da una fase recessiva a una fase  espansiva suppone un rimaneggiamento profondo del capitalismo che non è  incorporato al suo funzionamento normale e dipende dunque da fattori  «esogeni». Al contrario, l’esaurimento delle fonti dell’espansione  risulta dalle contraddizioni interne o «endogene» del capitalismo, che  finiscono per fare crollare gli arrangiamenti che hanno permesso di  contenerne gli effetti per un certo tempo. Questa griglia di lettura,  riassunta brevemente,porta a distinguere due periodi nel capitalismo del  dopoguerra. Il primo va dalla fine dell’ultima guerra mondiale alla  svolta degli anni 1980. Trenta gloriosi, fordismo, età dell’oro, il nome  poco importa. Importante è capire che il capitalismo disponeva, in  questo periodo, di una coerenza molto diversa dal periodo seguente,  quello del capitalismo neoliberista. Non si tratta di idealizzare i  «Trenta gloriosi» ma di capire le specificità del capitalismo in  ciascuno di questi periodi.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Si può evidentemente discutere il termine di coerenza. Vuole  semplicemente dire che per funzionare, il capitalismo deve rispondere a  un certo numero di domande che gli sono poste in permanenza. Le risposte  possono differire ma devono in ogni caso essere coerenti tra loro, fare  sistema. L’insieme di questi dispositivi definisce un «modello»di  capitalismo in quanto non possono essere cambiati da un giorno  all’altro. Quando si rompono, si può parlare di crisi di regolazione.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ogni fase del capitalismo può dunque essere definita a partire da  queste quattro dimensioni: regime di accumulazione; paradigma  tecnologico; regolazione sociale; divisione internazionale del lavoro.  Le si possono riassumere a grandi linee. Il regime di accumulazione  definisce il modo in cui si combinano la produzione e gli sbocchi. Dal  lato della produzione, la crescita e quindi l’accumulazione saranno più o  meno intense secondo che si basano o meno su forti aumenti di  produttività. Dal lato degli sbocchi sono possibili due casi opposti: un  consumo di massa tirato dalla progressione dei salari o una  ripartizione ineguale dei redditi. La nozione di regime di accumulazione  raggruppa anche le regole del gioco tra capitalisti, in particolare le  modalità della concorrenza e i rapporti tra capitale bancario e capitale  industriale e tra azionisti e gestori. Su tutti questi aspetti si  potrebbero immaginare molteplici combinazioni, ma non sono tutte  possibili: esse devono, ancora una volta, formare un insieme coerente. &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://rivoltaildebito.globalist.it/news/il-neoliberismo-stadio-supremo"&gt;LEGGI TUTTO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-1939878838359846041?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1939878838359846041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1939878838359846041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/02/il-neoliberismo-stadio-supremo.html' title='Il neoliberismo, stadio supremo?'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-3796009948035828071</id><published>2012-02-12T10:00:00.000+01:00</published><updated>2012-02-12T22:01:44.145+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Qual è lo spread che applicheranno al nostro futuro?</title><content type='html'>&lt;div class="news-latest-editoriale-content"&gt;            &lt;p style="text-align: justify;" class="bodytext"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;USB - Unione Sindacale di Base&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="bodytext"&gt;Le dichiarazioni di questi giorni dei Prof.  Monti e Fornero nonché della Ministra Cancellieri, ma, cosa più  importante, le dichiarazioni che emergono circa il tavolo aperto sulla  riforma del lavoro e degli ammortizzatori sociali, comprese quelle di  Confindustria e cgil cisl e uil, richiedono una forte e incisiva  risposta al di là dell’indignazione. Il quadro è chiaro e preoccupante. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="bodytext"&gt;Dopo aver messo le mani sulle pensioni con la  ignobile scusa di garantire i giovani, ma di fatto livellando tutti al  ribasso, cioè allontanando per tutti l’eta’ pensionabile, hanno  lanciando una OPA ostile sui diritti dei lavoratori, precari e  disoccupati promettendo ricchi dividendi fatti di tutele e reddito per  tutti che però, come essi stessi dicono, non daranno a nessuno “per  carenza di risorse”. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="bodytext"&gt;Hanno fatto aggiotaggio facendo svalutare la dignità  dei lavoratori stabili, dei precari e giovani con il marketing del  fannullone, bamboccione, cuore di mamma. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="bodytext"&gt;Hanno invitato i disoccupati e i giovani a  delocalizzarsi ed "investire all'estero", tradotto: a rifare le valige  di cartone e emigrare altrove. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="bodytext"&gt;Hanno fatto un trust, tra CGIL-CISL-UIL,  Confindustria, Banche e mezzi di informazione, per aggiudicarsi il loro  pacchetto azionario nella riforma del mercato... “degli schiavi” e  compartecipare al dividendo degli utili della svendita dei diritti del  lavoro. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="bodytext"&gt;...E fanno in fretta. A marzo vogliono chiudere l'affare sulla nostra pelle!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="bodytext"&gt;&lt;strong&gt;MA NOI NON VOGLIAMO ESSERE TITOLI SPAZZATURA!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="bodytext"&gt;Rispondiamo alle loro offese con la nostra rabbia,  occupiamo la piazza affari dove si vendono i nostri diritti per fermare  la speculazione sul nostro futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="bodytext"&gt;&lt;strong&gt;Come USB lanciamo a tutti i disoccupati,  precari, collettivi, coordinamenti, organizzazioni del sindacalismo  conflittuale l'appello per la costruzione di un incontro/assemblea  nazionale che programmi tutte le iniziative necessarie per rispondere  con una grande mobilitazione generale e generazionale ad anni di offese e  sfruttamento e ottenere l'unica cosa che abbiamo imparato essere  fondamentale e che nessun professore ci può insegnare o scippare: la  total security fatta di lavoro e reddito stabili e dignitosi, pensioni  vere per persone vive.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;     &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-3796009948035828071?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/3796009948035828071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/3796009948035828071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/02/qual-e-lo-spread-che-applicheranno-al.html' title='Qual è lo spread che applicheranno al nostro futuro?'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-1147675601055381223</id><published>2012-02-06T21:38:00.002+01:00</published><updated>2012-02-06T21:40:38.100+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Crisi umanitaria senza precedenti in Grecia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-58W9MK7zBwQ/TzA6tEV724I/AAAAAAAAA5I/1udrk-cFlAk/s1600/crisi-grecia.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 195px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-58W9MK7zBwQ/TzA6tEV724I/AAAAAAAAA5I/1udrk-cFlAk/s320/crisi-grecia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5706125273812687746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Discorso pronunciato davanti alla Commissione Sociale dell’Assemblea  Parlamentare del Consiglio d’Europa il 24 gennaio 2012 a Strasburgo sul  tema: «Le misure di austerità: un pericolo per la democrazia e i diritti  sociali»&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;di Sonia Mitralias&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Quasi due anni dopo l’inizio della terapia d’urto imposta alla Grecia  dalla Banca Centrale Europea, dalla Commissione Europea e dal Fondo  Monetario Internazionale, il suo bilancio è catastrofico, rivoltante e  inumano.&lt;br /&gt;Prima di tutto, persino gli ispiratori di queste politiche ammettono ora  apertamente non solo il loro palese fallimento, ma anche che &lt;strong&gt;le loro ricette erano fin dall’inizio totalmente errate, non realistiche, inefficaci ed anche controproducenti.&lt;/strong&gt;  Eccone un’illustrazione che riguarda non una questione secondaria ma il  cuore del problema, il debito pubblico greco: secondo tutti i  responsabili del disastro greco, se le loro politiche (di austerità più  che draconiana) risultassero efficaci al 100%, il che è d’altronde  totalmente illusorio, il debito pubblico greco sarà ricondotto nel 2020  al 120% del PIL nazionale, vale a dire a quello che era il suo tasso …  nel 2009, quando è iniziato tutto questo gioco al massacro! Dunque,  quanto ci dicono ora cinicamente è che hanno distrutto tutta una società  europea … assolutamente per niente!&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ma, come se tutto ciò non bastasse, persistono a imporre ai greci –  ma anche praticamente a tutto il mondo – esattamente le stesse politiche  che, come essi stessi ammettono, sono già fallite. E così, in Grecia  siamo ormai al &lt;strong&gt;settimo «Memorandum»&lt;/strong&gt; di austerità e di  distruzione dei servizi pubblici, dopo che i primi sei si sono  dimostrati totalmente inefficaci! E così assistiamo in Portogallo, in  Irlanda, in Italia, in Spagna e un po’ ovunque in Europa,  all’applicazione degli stessi piani di austerità draconiana che danno  ovunque lo stesso risultato, vale a dire sprofondare le economie e le  popolazioni in una recessione e un marasma sempre più profondi.&lt;br /&gt;In realtà, espressioni come &lt;em&gt;«austerità draconiana»&lt;/em&gt; sono  assolutamente insufficienti per descrivere ciò che accade in Grecia. Non  è solo che i salariati e i pensionati sono amputati del 50%, o persino  in certi casi del 70%, del loro potere d’acquisto nel settore pubblico, e  un po’ meno nel settore privato.&lt;br /&gt;È anche che &lt;strong&gt;la malnutrizione già ha effetti devastanti sui bambini&lt;/strong&gt;  delle scuole elementari e che è persino comparsa la fame, soprattutto  nelle grandi città del paese, dove il centro è ormai occupato da decine  di migliaia di senzatetto miserabili, affamati e stracciati. È che la  disoccupazione colpisce ormai il 20% della popolazione e il 45% dei  giovani (49,5% per le giovani).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Che i servizi pubblici sono liquidati o privatizzati, con la  conseguenza che i letti di ospedale sono ridotti (per decisione  governativa) del 40%, che bisogna pagare carissimo persino per  partorire, che negli ospedali pubblici non ci siano più nemmeno cerotti o  medicinali di base come l’aspirina.&lt;br /&gt;Che lo Stato greco non sia ancora in grado – nel gennaio 2012! – di  fornire agli alunni i libri dell’anno scolastico iniziato lo scorso  settembre.&lt;br /&gt;Che decine di migliaia di cittadini greci handicappati, malati o affetti  da malattie rare si vedono condannati a una morte certa e a breve  scadenza dopo che lo Stato greco gli ha tagliato i sussidi e i farmaci.&lt;br /&gt;Che &lt;strong&gt;i tentativi di suicidio (riusciti o no) aumentano a una velocità allucinante&lt;/strong&gt;, come d’altronde i sieropositivi e i tossicomani ormai abbandonati alla loro sorte dalle autorità.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Che milioni di donne greche si vedono ora gravate in famiglia dei  compiti normalmente assolti dallo Stato tramite i suoi servizi pubblici,  prima che fossero smantellati o privatizzati dalle politiche di  austerità. La conseguenza è un vero calvario per queste donne greche:  non solo sono le prime a essere licenziate e sono costrette ad assumersi  i compiti dei servizi pubblici lavorando sempre di più gratuitamente in  casa, ma sono anche direttamente prese di mira dalla ricomparsa  dell’oppressione patriarcale, che serve come alibi ideologico al ritorno  forzato delle donne al focolare domestico. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Si potrebbe continuare quasi all’infinito questa descrizione del  deterioramento delle condizioni della popolazione greca. Ma, anche  limitandoci a quanto appena detto, si constata che ci si trova davanti a  una situazione sociale che corrisponde perfettamente alla definizione  dello stato di necessità o di pericolo, riconosciuto da molto tempo dal  diritto internazionale. E lo stesso diritto internazionale permette, e  anzi obbliga espressamente gli Stati a dare la priorità alla  soddisfazione dei bisogni elementari dei propri cittadini e non al  rimborso dei propri debiti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Come sottolinea la &lt;strong&gt;Commissione del diritto internazionale dell’ONU&lt;/strong&gt;, a proposito dello stato di necessità: &lt;em&gt;«Non  ci si può attendere da uno Stato che chiuda le sue scuole, le sue  Università e i suoi tribunali, che abbandoni i servizi pubblici in modo  da abbandonare la sua comunità al caos e all’anarchia semplicemente per  disporre in questo modo del denaro per rimborsare i suoi creditori  stranieri o nazionali. Ci sono dei limiti a quanto ci si può  ragionevolmente attendere da uno Stato, allo stesso modo che da un  individuo»&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Allora, la nostra posizione, che è d’altronde la posizione di milioni di  greci, è chiara e netta e si riassume nel rispetto dello spirito e  della lettera del diritto internazionale.  I greci non devono pagare un  debito che non è loro per molte ragioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Prima, perché l’ONU e le convenzioni internazionali – firmate dal  loro paese ma anche dai paesi dei loro creditori – intimano allo Stato  greco di soddisfare con assoluta priorità non i suoi creditori, ma  piuttosto i suoi obblighi verso i suoi cittadini e gli stranieri che si  trovano sotto la sua giurisdizione.&lt;br /&gt;Seconda, perché questo debito pubblico greco, o almeno una sua parte  molto importante, sembra avere tutti gli attributi di un debito odioso e  in ogni caso illegittimo che il diritto internazionale intima di non  rimborsare. È per questo che si dovrebbe fare di tutto non per impedire  (come lo Stato greco sta facendo ora), ma piuttosto per facilitare il  compito della Campagna greca per l’audit pubblico di questo debito allo  scopo di identificare la sua parte illegittima che bisogna annullare e  non pagare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;La nostra conclusione è categorica: la tragedia greca non è fatale né insolubile. &lt;strong&gt;La soluzione esiste e il ripudio, l’annullamento e il non pagamento del debito pubblico greco ne fanno parte&lt;/strong&gt;  come primo passo nella giusta direzione. Vale a dire verso la salvezza  di tutto un popolo europeo minacciato da una catastrofe umanitaria senza  precedenti in tempo di pace.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-1147675601055381223?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1147675601055381223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1147675601055381223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/02/crisi-umanitaria-senza-precedenti-in.html' title='Crisi umanitaria senza precedenti in Grecia'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-58W9MK7zBwQ/TzA6tEV724I/AAAAAAAAA5I/1udrk-cFlAk/s72-c/crisi-grecia.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-1081358136369880896</id><published>2012-02-06T21:19:00.002+01:00</published><updated>2012-02-06T21:28:38.460+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>11 febbraio: diciamo no al modello Marchionne e al governo Monti-Napolitano</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-6Zqe_B0YLlA/TzA3njglnRI/AAAAAAAAA48/T4VCxn1oObs/s1600/Monti-napolitano-governo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 194px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-6Zqe_B0YLlA/TzA3njglnRI/AAAAAAAAA48/T4VCxn1oObs/s320/Monti-napolitano-governo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5706121880564768018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="content"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il governo “tecnico” Monti-Napolitano continua quasi indisturbato a  portare avanti il suo programma politico-economico  annunciato con  chiarezza fin dai primi discorsi in Parlamento e concordato con le  principali forze politiche di centrodestra e centrosinistra. &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Dopo aver incassato l’approvazione delle manovre di bilancio  con  l’ennesimo attacco alle pensioni e alle condizioni materiali di  lavoratrici e lavoratori  oggi si appresta a portare l’affondo sui temi  delle privatizzazioni (pudicamente chiamate “liberalizzazioni”) e della  distruzione dei diritti del lavoro&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Obiettivo evidente di questi provvedimenti è una maggiore  libertà di manovra per banche e imprese in materia di appalti e opere  pubbliche, un sostegno diretto ai profitti, una riduzione delle garanzie  contrattuali per tutte/i le/i lavoratrici e lavoratori (“garantiti” e  precari...)  sull’onda di quanto già applicato da Marchionne negli  stabilimenti Fiat..&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Questi provvedimenti sono ancora più odiosi se letti alla luce dei  rapporti che gli stessi enti di ricerca ufficiali fanno circolare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Pensiamo a quanto scrive l’Ocse nel suo rapporto “Divided we stand”,  dal quale risulta che il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede  il 45,9 per cento della ricchezza netta familiare totale (era il 44,3  per cento nel 2008). E ancora si legge che “la disuguaglianza dei  redditi in Italia è superiore alla media dei Paesi Ocse.... Nel 2008, il  reddito medio del 10% più ricco degli italiani era di 49.300 euro,  dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero (4.877 euro)  indicando un aumento della disuguaglianza rispetto al rapporto di 8 a 1  di metà degli anni Ottanta”.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Una redistribuzione dei redditi che ha premiato rendite e profitti  (oltre che gli stipendi di manager e quadri superiori) che è passata  anche attraverso la leva fiscale: “Le aliquote marginali dell’imposta  sui redditi più alti si sono quasi dimezzate passando dal 72% nel 1981  al 43% nel 2010″. Questo significa che &lt;strong&gt;oltre all’evasione  fiscale si è assistito in Italia a una progressiva diminuzione della  pressione fiscale sui redditi finanziari e societari che ha avuto un  impatto enorme, mai preso in considerazione, sull’evoluzione del debito  pubblico  come è avvenuto anche nel resto d’Europa &lt;/strong&gt;(secondo  Eurostat, dal 2000 al 2010 la pressione fiscale dell’Europa a 27 è  passata dal 44,7 al 37,1 per cento con una riduzione del 7,6 per cento.  Le imposte sui redditi delle società sono passate dal 31,9 al 23,2 con  una riduzione dell’8,7 per cento...).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ovviamente la pressione fiscale è rimasta invariata, o è aumentata,  solo sui redditi da lavoro dipendente o da pensione: l’88 per cento dei  contribuenti italiani è infatti composto da lavoratori dipendenti e  pensionati e il gettito fiscale che producono è pari al 93 per cento  delle entrate. Tutti gli altri pagano solo il 7 per cento.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Le manovre del governo non riescono ancora a suscitare una  mobilitazione ampia, organizzata e che abbia al centro l’iniziativa di  lavoratori e lavoratrici dipendenti  o falsamente autonomi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Le rivolte che in molte regioni si sono viste  dai “forconi” in  Sicilia, ai tassisti in diverse parti d’Italia, ai pescatori e così via   esprimono la rabbia e l’insofferenza di categorie che vengono duramente  colpite dalle manovre economiche  quando alcune di esse avevano in  qualche modo beneficiato del sostegno delle politiche dei governi  precedenti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Lavoratori e lavoratrici sono costretti invece a lottare per  difendere il loro stesso posto di lavoro, le condizioni minime della  loro sopravvivenza.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Manca un’iniziativa forte, una mobilitazione di  un’opposizione politica e sociale al governo Monti-Napolitano che metta  al centro il rifiuto del pagamento di un debito pubblico cresciuto per  sostenere profitti e rendite&lt;/strong&gt; (oltre che le politiche  clientelari, le spese militari e le grandi opere inutili...), la difesa e  l’estensione delle garanzie contrattuali per lavoratrici e lavoratori,  l’aumento di salari e pensioni e la difesa di beni e risorse pubbliche.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;La manifestazione della Fiom del 11 febbraio non ha  esplicitamente al centro l’opposizione al governo. La Fiom pone con  questa iniziativa la difesa della democrazia nei posti di lavoro e la  protesta contro i piani di Marchionne in Fiat. Contenuti giusti, ma  troppo limitati , che risentono di un’impostazione che privilegia la  democrazia tra organizzazioni sindacali e non tra i lavoratori e non  colgono la necessità di maggiore apertura e della necessaria  mobilitazione generale.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt; La costruzione di un’’opposizione politica e sociale al governo  ovviamente non può essere  delegata a singole organizzazioni, movimenti o  istituzioni. Servono l’impegno di tutte le forze politiche e le  organizzazioni sociali, di tutte le strutture autorganizzate che sono  coerentemente e senza ambiguità fuori e contro il progetto di Monti –  che imponendo uno “stato di eccezione permanente”  sta modificando il  quadro politico e gli assetti economici, sociali e istituzionali del  nostro paese per gli anni a venire – e l’individuazione di ambiti  collettivi e condivisi per l’iniziativa sociale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Sinistra Critica parteciperà alla manifestazione del 11  febbraio e invita tutte le forze coerentemente all’opposizione a  partecipare e far vivere quella giornata come appuntamento importante e  che apra la strada ad una allargamento dell’iniziativa di opposizione.  Saremo in quella manifestazione mettendo al centro l’opposizione al  governo, il nostro rifiuto del pagamento del debito pubblico e le  proposte di un’alternativa possibile&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Saremo anche con convinzione alla manifestazione del 25  febbraio in Val di Susa, per sostenere il movimento che più di tutti  oggi rompe le compatibilità di una politica economica che vuole grandi  opere (inutili) come forma di sostegno alle imprese e ai profitti e  pone, dal punto di vista dei movimenti, la questione della democrazie e  della partecipazione popolare. E per questo viene colpito anche sul  piano delle repressione penale.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;strong&gt;Esecutivo Nazionale Sinistra Critica&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-1081358136369880896?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1081358136369880896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1081358136369880896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/02/11-febbraio-diciamo-no-al-modello.html' title='11 febbraio: diciamo no al modello Marchionne e al governo Monti-Napolitano'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-6Zqe_B0YLlA/TzA3njglnRI/AAAAAAAAA48/T4VCxn1oObs/s72-c/Monti-napolitano-governo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-5312300947866952500</id><published>2012-01-28T23:55:00.000+01:00</published><updated>2012-01-28T23:57:11.514+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><title type='text'>Brescia: annullate le perquisizioni immotivate, accolte le tesi degli attivisti!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;     Il Tribunale del riesame di Brescia ha giudicato immotivate le  perquisizioni effettuate dalla questura nelle case, posti di lavoro,  autovetture, di 5 attivisti del Kollettivo studenti in lotta,  Magazzino47 e Sinistra critica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="content"&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; Immotivato anche il sequestro di computer, macchine fotografiche,  videocamere, chiavette usb, volantini, adesivi e pompe per biciclette,  di cui è stata quindi disposta la restituzione immediata.&lt;br /&gt;Sono state accolte le tesi degli attivisti, che hanno denunciato  l'assurdità del fantasioso collegamento tra manifestazioni pubbliche,  occupazioni dimostrative di edifici abbandonati, esposizione di  striscioni su edifici pubblici con la preparazione di iniziative armate  contro il governo.&lt;br /&gt;La questura di Brescia, con l'avallo di qualche sostituto procuratore,  sta conducendo una campagna persecutoria e di intimidazione pesante  contro l'area politica e sociale che rappresenta la vera opposizione al  potere economico-finanziario e politico che domina Brescia e l'Italia.&lt;br /&gt;Lo stesso meschino intento che ha portato questa mattina a decine di  fermi e perquisizioni in tutta Italia contro attivisti del movimento No  Tav.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;A Brescia non si perseguono i razzisti che si annidano nelle  istituzioni, i padroni che sfruttano e truffano i migranti, gli evasori  fiscali, le banche che fanno grandi speculazioni.&lt;br /&gt;Dalla lotta della Gru in poi invece sono state sporte centinaia di  denunce contro un'area politico-sociale che ha condotto le lotte per i  diritti di tutti, le lotte per la difesa degli spazi sociali,  le lotte  contro la controriforma della scuola, contro i tagli dei servizi sociali  e sanità , contro le privatizzazioni innanzitutto dell'acqua, le lotte  per la difesa dell'ambiente dagli assalti delle amministrazioni corrotte  da capitalisti affamati di profitti a tutti i costi.&lt;br /&gt;In Italia esistono ancora minime garanzie democratiche e spazi di  agibilità politica, conquistati dalle lotte dei lavoratori e studenti.&lt;br /&gt;Li difenderemo continuando a lottare per una società di diritti e  giustizia sociale, contro gli assalti di chi ha come modello gli stati  autoritari senza diritti e  libertà  democratiche, di chi vuole ridurre&lt;br /&gt;Brescia e l'Italia in una grande caserma per salvaguardare gli interessi dei padroni, delle banche, dei razzisti.&lt;br /&gt;Le nostre vite valgono più dei loro profitti!&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Centro Sociale Magazzino47&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;p&gt;Kollettivo Studenti in Lotta&lt;/p&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Sinistra Critica Brescia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-5312300947866952500?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5312300947866952500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5312300947866952500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/01/brescia-annullate-le-perquisizioni.html' title='Brescia: annullate le perquisizioni immotivate, accolte le tesi degli attivisti!'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-5082896823861894292</id><published>2012-01-27T01:29:00.002+01:00</published><updated>2012-01-27T01:36:06.817+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='no tav'/><title type='text'>Basta repressione, solidarietà agli arrestati! Siamo tutt@ NO TAV!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-r5PEKAB5fbk/TyHxcC-DskI/AAAAAAAAA4w/VePYAIJxqhg/s1600/no_tav_1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-r5PEKAB5fbk/TyHxcC-DskI/AAAAAAAAA4w/VePYAIJxqhg/s320/no_tav_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702104067363549762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Un'operazione di polizia è scattata all'alba in tutta  Italia per l'esecuzione di oltre 30 ordinanze di custodia cautelare in  relazione agli incidenti avvenuti lo scorso 3 luglio in Val Susa contro  la linea ferroviaria Tav Torino-Lione. I reati contestati sono lesioni,  violenza e resistenza a pubblico ufficiale per gli incidenti al cantiere  della Tav di Chiomonte (Torino). Le ordinanze sono state emesse dal Gip  di Torino, Federica Bompieri, su richiesta del Procuratore aggiunto  Andrea Beconi, nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Questura del  capoluogo piemontese. La notifiche delle ordinanze è in corso in varie  città italiane, da Palermo a Trento; il maggior numero di provvedimenti  riguarda persone residenti in Piemonte (Ansa)&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ancora una volta la repressione colpisce uno dei  movimenti più imponenti e partecipati degli ultimi anni, capace più  volte di bloccare la costruzione di un’opera dannosa e totalmente  inutile come la Tav.Come giustamente dicono alcuni esponenti del  movimento No Tav  l’operazione mira a far passare il movimento come una  frangia estremista avulsa dal territorio, ma è anche un attacco a tutti  gli altri movimenti che mirano a difendere i propri diritti e che vedono  nella No Tav un punto di riferimento.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Gli arresti inoltre fanno parte chiaramente della  strategia di questo governo che non sopporta nessuna forma di  opposizione o di dissenso alle sue politiche e, come sappiamo, la  costruzione delle “grandi opere”, così come le liberalizzazioni e in  generale il piano di austerità, sono provvedimenti  “necessari” contro i  quali non ci si può opporre perché bisogna “salvare l’Italia”.  Dal  nostro punto di vista costruire un’opera che distrugge un intero  territorio per garantire più profitti ai privati non ci sembra affatto  un’operazione necessaria, né tantomeno utile.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Sinistra Critica esprime la sua totale solidarietà  agli arrestati e sosterrà le iniziative che verranno prese nei prossimi  giorni dal movimento No Tav.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Basta con la repressione! Liber@ tutt@!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Esecutivo Nazionale Sinistra Critica&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-5082896823861894292?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5082896823861894292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5082896823861894292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/01/basta-repressione-solidarieta-agli.html' title='Basta repressione, solidarietà agli arrestati! Siamo tutt@ NO TAV!'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-r5PEKAB5fbk/TyHxcC-DskI/AAAAAAAAA4w/VePYAIJxqhg/s72-c/no_tav_1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-2447295128926268102</id><published>2012-01-24T23:36:00.003+01:00</published><updated>2012-01-24T23:51:32.361+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Il rapporto OCSE sull'Italia</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-tWMY5oeddSw/Tx814vbzJ7I/AAAAAAAAA4g/obvpI2HTnbA/s1600/poveri_0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 224px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-tWMY5oeddSw/Tx814vbzJ7I/AAAAAAAAA4g/obvpI2HTnbA/s320/poveri_0.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5701334902196348850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Quando anche il rapporto Ocse sancisce quello che solo alcuni pochi  "dissidenti" ripetono da diversi anni vuol dire che la situazione è  molto seria. Ieri il programma "Divided we stand" dell'Ocse ieri ha  presentato la sua "nota" sull'Italia alla presenza della ministra  Fornero. E ne viene fuori un ritratto impietoso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;"La disuguaglianza dei redditi tra le persone in età lavorativa è  aumentata drasticamente nei primi anni Novanta e da allora è rimasta a  un livello elevato, nonostante un leggero calo verso la fine del primo  decennio degli anni duemila.&lt;strong&gt; La disuguaglianza dei redditi in Italia è superiore alla media dei Paesi Ocse,&lt;/strong&gt; più elevata che in Spagna ma inferiore che in Portogallo e nel Regno Unito. &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Nel 2008, il reddito medio del 10% più ricco degli italiani era di  49.300 euro, dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero&lt;/strong&gt; (4.877 euro) indicando un aumento della disuguaglianza rispetto al rapporto di 8 a 1 di metà degli anni Ottanta.&lt;br /&gt;Le imposte sui redditi e i sussidi sociali hanno un ruolo importante  nella redistribuzione del reddito in Italia, riducendo la disuguaglianza  di circa il 30% &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La proporzione di reddito detenuta dallo 0.1% della popolazione è aumentata da 1.8% a 2.6% nel 2004. Allo stesso tempo, &lt;strong&gt;le aliquote marginali dell'imposta sui redditi più alti si sono quasi dimezzate passando dal 72% nel 1981 al 43% nel 2010&lt;/strong&gt;. (la pressione fiscale, quindi, è diminuita per i redditi più alti generando un impatto esplosivo sul debito pubblico, ndr).&lt;br /&gt;Un ruolo maggiore del reddito da lavoro autonomo. &lt;strong&gt;L’aumento dei  redditi da lavoro autonomo ha contribuito in maniera importante  all’aumento della disuguaglianza dei redditi da lavoro&lt;/strong&gt;: la loro  quota sul totale dei redditi è aumentata del 10% dalla metà degli anni  Ottanta e i redditi da lavoro autonomo sembrano ancora predominare tra  le persone con i redditi più alti, al contrario di molti altri Paesi  OCSE.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I lavoratori meglio pagati lavorano più ore.&lt;/strong&gt; In  Italia la differenza tra le ore di lavoro dei lavoratori meglio e peggio  retribuiti è aumentata, confermando l’andamento visto nella maggior  parte dei Paesi OCSE. Dalla metà degli anni Ottanta, il numero annuale  di ore di lavoro dei lavoratori dipendenti meno pagati è diminuito,  passando da 1580 a 1440 ore; anche quello dei lavoratori meglio pagati è  diminuito, ma in minor misura, passando da 2170 a 2080 ore&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sempre più persone si sposano con persone con redditi da lavoro simili ai loro. &lt;strong&gt;Questo cambiamento sociale ha contribuito ad un terzo dell'aumento della disuguaglianza di reddito &lt;/strong&gt;da  lavoro tra le famiglie. L’aumento della disuguaglianza dei redditi da  lavoro maschile rimane, tuttavia, la prima causa dell’aumento della  disuguaglianza totale spiegandone la metà.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La redistribuzione attraverso i servizi pubblici è diminuita&lt;/strong&gt;.  Come in molti paesi OCSE, in Italia sanità, istruzione e servizi  pubblici destinati alla salute contribuiscono a ridurre di circa un  quinto la disuguaglianza di reddito. &lt;strong&gt;Gli stessi contribuivano a una riduzione della disuguaglianza pari a circa un quarto nel 2000.&lt;/strong&gt;  La spesa sociale in Italia è basata prevalentemente su trasferimenti  pubblici, come per esempio i sussidi di disoccupazione, piuttosto che da  servizi.&lt;br /&gt;Ma la capacità di stabilizzare la diseguaglianza del sistema impositivo e  dei sussidi è aumentato. Imposte e sussidi compensavano metà  dell’aumento della disuguaglianza del reddito da lavoro e da capitale  (che include gli stipendi lordi, i risparmi e il reddito da capitale)  prima della metà degli anni Novanta. Da allora hanno compensato quasi  interamente l’aumento della disuguaglianza del reddito da lavoro e da  capitale".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con questa analisi, l'Ocse si spinge a fare delle raccomandazioni  politiche "fondamentali" che si mantengono sul generico ma stavolta non  replicano le solite ricette liberiste. Al primo posto c'è, infatti,  l'idea che "l’occupazione è il modo per migliore di ridurre le  disparità".  Quindi "posti di lavoro qualitativamente e  quantitativamente migliori". E' poi "essenziale investire nelle risorse  umane, un processo che deve iniziare dalla prima infanzia ed essere  sostenuto per tutto il ciclo di istruzione obbligatoria". Si parla,  ovviamente di  "riforma delle politiche fiscali e previdenziali" ma  anche della necessità che "per i gruppi a basso reddito in coincidenza  con le fasi recessive evidenziano l’importanza del ruolo degli  ammortizzatori sociali, dei trasferimenti pubblici e delle politiche di  sostegno del reddito".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma a essere rilevante è l'invito a intervenire sui redditi più  elevati: "La quota crescente di reddito per la popolazione con le  retribuzioni più elevate suggerisce che la sua capacità contributiva è  aumentata. In tale contesto, le autorità potrebbero riesaminare il ruolo  redistributivo della fiscalità onde assicurare che i soggetti più  abbienti contribuiscano in giusta misura al pagamento degli oneri  impositivi". Chi più ha più paghi, è il messaggio.&lt;br /&gt;Importante anche "l’offerta di servizi pubblici gratuiti e di qualità  elevata in ambiti quali l’istruzione, la sanità e l’assistenza  familiare". &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-2447295128926268102?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/2447295128926268102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/2447295128926268102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/01/il-rapporto-ocse-sullitalia.html' title='Il rapporto OCSE sull&apos;Italia'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-tWMY5oeddSw/Tx814vbzJ7I/AAAAAAAAA4g/obvpI2HTnbA/s72-c/poveri_0.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-1074857866381650698</id><published>2012-01-13T18:28:00.003+01:00</published><updated>2012-01-13T18:45:34.372+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='acqua territorio e beni comuni'/><title type='text'>Governo Monti contro l'acqua e la democrazia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Sbxn0FxaEqw/TxBrdToyLGI/AAAAAAAAA4U/kwAbpwxv80c/s1600/acqua_manifestazione.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Sbxn0FxaEqw/TxBrdToyLGI/AAAAAAAAA4U/kwAbpwxv80c/s320/acqua_manifestazione.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697171679855389794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="yiv1147067420MsoNormal"   style="  text-align: justify;font-family:Georgia;font-size:13px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;font-style:italic;font-size:12pt;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;di Marco Bersani (Attac Italia)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il re è nudo e  finalmente tutti possono vederlo. Salutato come salvatore della patria e  liberatore dall’incubo berlusconiano, il Governo “tecnico” dei  professori, dopo aver approvato la prima fase d macelleria sociale come  regalo natalizio, si appresta  ora al secondo decisivo affondo : la cancellazione di ogni spazio pubblico nella gestione della società e delle comunità territoriali.&lt;br /&gt;Incurante  del fatto che la drammatica crisi globale in cui siamo immersi segni in  prima istanza il definitivo fallimento delle politiche liberiste;  indifferente al fatto che i referendum dello scorso giugno abbiano  chiaramente indicato la fine del consenso sociale all’ideologia del  “privato è bello”,il  Governo Monti persevera imperterrito nella funzione per cui è stato  voluto dai poteri forti economico-finanziari e subìto dall’inconsistenza  politica dei partiti di centro-destra e di centro-sinistra : passare dal “privato è bello” al “privato è ineluttabile e obbligatorio”.&lt;br /&gt;Un  modello capitalistico in crisi di sovrapproduzione da oltre due  decenni, posticipata ad oggi grazie all’enorme espansione della  speculazione finanziaria, di fronte al precipitare sistemico della  propria crisi ha davanti a sé una sola strada per mantenersi in vita :  smantellare totalmente i diritti del lavoro (fase 3 del Governo  “tecnico”) e mettere a valorizzazione finanziaria tutti i beni pubblici,  a partire da quelli ad alta redditività perché primari ed essenziali  come l’acqua.Ventisette milioni di donne  e uomini di questo Paese, nel giugno scorso,  hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto  umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di  profitto.&lt;br /&gt;Le stesse donne e uomini hanno votato anche in difesa dei  servizi pubblici locali contro le strategie di privatizzazione. Quel risultato, frutto di una mobilitazione sociale dal basso e senza precedenti, costituisce la vera spina nel fianco dei poteri forti, intenti a trasmettere ad ogni piè sospinto le  esigenze dei mercati, nuove divinità colleriche cui fare sacrifici per garantirsene la benevolenza. Cancellare  quel risultato diviene prioritario per poter procedere: e se non si può  farlo con un consenso ormai perso, deve essere utilizzata l’autorità.Solo così si spiega il disprezzo per il voto referendario espresso a più riprese in questi giorni da diversi  esponenti di governo in trasmissioni televisive e in dichiarazioni sui mass media.&lt;br /&gt;Solo  così si spiega come, dietro la foglia di fico delle “liberalizzazioni”  di alcune categorie di servizi, ci sia la volontà di intervenire sulla  gigantesca torta dei servizi pubblici locali (70 mld di euro solo per  gli investimenti negli acquedotti). Nella crisi  sistemica, l’antagonismo tra democrazia e mercato non potrebbe essere più evidente :  per il prof. Monti –quello del ripristino del rispetto per le  istituzioni- il voto consapevole e costituzionalmente garantito della  maggioranza assoluta degli italiani nulla conta di fronte all’esigenza  delle multinazionali francesi e nostrane di poter usufruire di un  business garantito come quello sull’acqua.&lt;br /&gt;La posta in gioco questa volta è drammatica : in gioco non c’è solo –e non è poco- un bene primario  come l’acqua; sotto attacco c’è la democrazia, ovvero  il diritto per le donne e gli uomini di questo Paese di poter decidere  sui beni che a tutti appartengono e sulla loro gestione.Il  Governo Monti va immediatamente fermato.&lt;br /&gt;Possiamo farlo perché siamo  molti più di loro, possiamo farlo perché consapevolmente abbiamo  attraversato le strade e le piazze di questo Paese portando il nuovo  linguaggio dei beni comuni e della democrazia partecipativa come  risposta alla dittatura dei mercati finanziari;  possiamo farlo perché tra la Borsa e la vita abbiamo scelto, tutte e  tutti assieme, la vita. Il re è nudo : riempiamo le piazze e, al suo passaggio, indichiamolo con il dito e sorridiamo di futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 102, 255);" href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&amp;amp;view=petition&amp;amp;id=181"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;FIRMA L'APPELLO &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 102, 255);" href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&amp;amp;view=petition&amp;amp;id=181"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;GIU' LE MANI DALL'ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv1147067420MsoNormal"   style="  text-align: justify;font-family:Georgia;font-size:13px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;font-style:italic;font-size:12pt;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-1074857866381650698?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1074857866381650698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1074857866381650698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/01/governo-monti-contro-lacqua-e-la.html' title='Governo Monti contro l&apos;acqua e la democrazia'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Sbxn0FxaEqw/TxBrdToyLGI/AAAAAAAAA4U/kwAbpwxv80c/s72-c/acqua_manifestazione.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-6899605743883035172</id><published>2012-01-12T21:50:00.003+01:00</published><updated>2012-01-12T22:01:25.777+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='egitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='siria'/><title type='text'>Appello: contro la repressione in Egitto e Siria</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;BASTA CON                   LA REPRESSIONE IN                   EGITTO E IN SIRIA,            &lt;/span&gt;&lt;br style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;LIBERTA’ PER                   I POPOLI ARABI           CONTRO OGNI                   INTERVENTO MILITARE STRANIERO DIRETTO E INDIRETTO            NELLA                   REGIONE                       &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Per aderire: &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;appellosiriaegitto@gmail.com&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="                   font-weight:bold;font-family:Arial;font-size:10.0pt;"  &gt;                   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="                 ;font-family:Arial;font-size:10.0pt;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il bisogno di libertà e la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tenace                 lotta per la &lt;/span&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-y0j2Rx2k944/Tw9KBqXDwjI/AAAAAAAAA4I/eOP6QPCqfto/s1600/arab.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 195px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-y0j2Rx2k944/Tw9KBqXDwjI/AAAAAAAAA4I/eOP6QPCqfto/s320/arab.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5696853446058295858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;giustizia                 delle donne egli uomini del nord Africa e del medio                 oriente &lt;/span&gt;non si ferma.                 Ancora nelle piazze dell’Egitto e della Siria – come in                 altri paesi                 arabi - migliaia di persone manifestano per mettere fine                 a regimi autoritari e                 illegittimi; ancora le cosiddette “forze dell’ordine”                 uccidono, reprimono, cercano di fermare le rivolte per                 la giustizia, la                 libertà, la dignità.           &lt;br /&gt;        &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In Egitto&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;le elezioni formalmente                 “democratiche”&lt;/span&gt;                 non hanno messo fine al dominio delle forze armate e                 alla repressione della                 parte più radicale e conseguente del movimento                 democratico e rivoluzionario. Le                 proteste al Cairo, gli scioperi di diversi settori                 produttivi, le                 manifestazioni delle donne sono il segno di un processo                 democratico che non si                 può fermare alle sole elezioni e soprattutto non può                 essere sotto la tutela                 delle forze armate.         &lt;br /&gt;Perché l’Egitto possa davvero                 avviarsi sulla strada                 della democrazia, le forze armate devono abbandonare il                 potere politico e i                 loro affari economico-finanziari.           &lt;br /&gt;        &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In Siria&lt;/span&gt;,&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; il regime di Bashar El                 Assad&lt;/span&gt; da mesi sta                 reprimendo con violenza le manifestazioni                 dell’opposizione.           Migliaia di morti documentati da                 testimoni indipendenti,                 espulsione o arresti di giornalisti non legati a testate                 “embedded”                 al regime (o a qualche altro interesse straniero);                 migliaia di arresti di                 dissidenti, ammessi dallo stesso regime; repressione                 della libertà di stampa,                 compresi omicidi e pestaggi di giornalisti, vignettisti,                 esponenti di organismi                 di difesa dei diritti umani; applicazione costante dello                 stato di emergenza                 malgrado la promessa di una cancellazione mai di fatto                 avvenuta.           La legittimità del regime baathista è                 da tempo finita e non                 è possibile sostenerla sulla base degli schieramenti                 internazionali e nella                 regione.&lt;br /&gt;        &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La popolazione siriana è vittima più                 volte:&lt;/span&gt; è vittima della                 repressione e dell’autoritarismo del regime; è vittima                 del disinteresse                 della cosiddetta “comunità internazionale” preoccupata                 che possa                 saltare un equilibro regionale che garantisce oggi un                 stato di conflitto                 “freddo” utile agli interessi di Usa, Europa, Israele e                 delle altre                 potenze regionali e non; vittima delle manovre dei                 regimi arabi reazionari                 (Arabia saudita, Giordania e Qatar in prima fila) che                 vorrebbero scalzare Assad                 per insediare un regime più malleabile ai loro                 interessi.         &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Noi non possiamo e non vogliamo                 arrenderci alle ragioni                 della “geopolitica” ma vogliamo schierarci con le                 ragione della                 libertà, della giustizia, della dignità.                       &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Siamo contro qualsiasi intervento                 militare in Siria sia                 perché il recente precedente libico ha mostrato le                 sofferenze, i morti causati                 dalla Nato per “proteggere” i civili, l’indegno gioco                 sulla                 pelle delle popolazioni, sia perché qualsiasi intervento                 straniero sottrarrebbe                 alla popolazione siriana e alle forze democratiche e                 rivoluzionarie il                 controllo sul futuro del loro paese e la sua sovranità,                 rendendolo prigioniero                 degli interessi delle grandi potenze e/o delle potenze                 regionali. In questo                 senso, segnerebbe l'affossamento di qualsiasi sbocco                 positivo della rivolta e                 un ulteriore colpo al processo rivoluzionario in tutto                 il mondo arabo e                 mediorientale.&lt;br /&gt;        Vogliamo sostenere le/i                 democratiche/democratici egiziane/i                 nella loro lotta per una vera democrazia e il rispetto                 dei diritti umani e di                 giustizia e dignità.          &lt;br /&gt;Per tutto questo facciamo appello a                 tutte/i le/i                 democratiche/ci perché si sviluppi anche in Italia una                 campagna forte e                 diffusa:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;per il sostegno alla popolazione siriana e ai                 democratici egiziani, la fine                 della repressione – e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;per il sostegno a tutte le                 popolazioni &lt;/span&gt;arabe in                 rivolta e in solidarietà alla forze popolari,                 democratiche e rivoluzionarie;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; contro la repressione dei regimi&lt;/span&gt; e per il loro                 isolamento politico                 internazionale – dal basso e istituzionale – che non                 comporti                 embarghi contro la popolazione;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;contro ogni possibile intervento militare “senza se e                 senza ma”&lt;/span&gt;: no                 ad ogni missione “umanitaria”, alle NoFlyZone (primo                 passo della                 guerra), all’invio di truppe e all’utilizzo delle basi                 militari in                 Italia. Vogliamo che l’Onu organizzi una commissione di                 inchiesta                 indipendente e non armata che si rechi immediatamente in                 Siria e verifichi le                 violazioni dei diritti umani e costruisca le condizioni                 per elezioni libere e                 la fine della repressione.              &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Luisa Morgantini, Alessandra                     Mecozzi, Loretta Mussi, Vittorio Agnoletto,                     Riccardo Troisi, Germano                       Monti,                     Vauro Senesi, Fabio Marcelli,Ciro Pesacane, Simona                     Castaldi, Laura Quagliolo,                     Marco Bersani, Salvatore Cannavò, Franco Russo,                     Dario Rossi, Rita Lavaggi,                     Olivia Pastorelli, Karim Metref, Sancia Gaetani,                     Stefano Tassinari, Riccardo                     Torreggiani, Paola Canarutto, Tonio Dall’Olio,                     Alessia Montuori, Massimo                     Torelli, Piero Maestri, Christian Elia e redazione                     “E”, Antonio                     Lupo, Fabrizio Burattini&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#222222;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:10.0pt;color:#222222;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-6899605743883035172?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6899605743883035172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6899605743883035172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/01/appello-contro-la-repressione-in-egitto.html' title='Appello: contro la repressione in Egitto e Siria'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-y0j2Rx2k944/Tw9KBqXDwjI/AAAAAAAAA4I/eOP6QPCqfto/s72-c/arab.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-3354649883417103524</id><published>2012-01-10T00:32:00.002+01:00</published><updated>2012-01-10T00:41:36.590+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><title type='text'>A Verona non suona il nazirock</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Annullato il concerto Nazi all'area Ex Enel a Verona&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo  appreso con soddisfazione la notizia dell’annullamento del concerto  nazirock, previsto per la sera del 14 gennaio presso l’ex area Enel di  Basso Acquar. L’associazione Gardensport, che gestisce lo spazio, ha  preso questa decisione dopo la pubblicazione sui media del nostro  precedente comunicato, in cui si fornivano informazioni sulle band che  sarebbero intervenute, tutte appartenenti all’area cd. “non conforme”,  legata alla destra radicale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’evento era pubblicizzato su vari  siti e blog dell’estrema destra, che stava organizzando anche dei  pullman per raggiungere Verona. Naturalmente chi ha organizzato il  concerto potrebbe decidere di spostarlo in un altro spazio, è quindi  necessario monitorare in questi giorni la situazione per capire come  procederà, anche perché, evidentemente, la controinformazione preventiva  (almeno qualche volta) dà dei risultati. Spiace constatare che, da  parte delle istituzioni preposte, in primis la prefettura, organo locale  del governo, non giunga alcun segnale d’allarme su tali (e altre)  iniziative, pur essendo Verona una città già duramente colpita da fatti  criminosi legati a questa area politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto interrogativo  riguardante in particolare il manifesto affisso per pubblicizzare il  concerto, in cui si assicura la tessera gratuita annuale del circolo per  chi sarebbe entrato allo “spettacolo” (costo dell’entrata 15 euro), è  stato chiarito dai gestori dell’area ex Enel, i quali hanno spiegato che  chiunque entri nel sito Internet della loro associazione può scaricarsi  la tessera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aldilà dell’evidente ingenuità delle persone che  gestiscono l’associazione, che hanno detto di non essere informati né  sul tenore del concerto né sui gruppi musicali, resta il tentativo di  qualcuno, per ora anonimo, di avvicinare la gente, soprattutto i  giovani, alla cultura della destra estrema. Del resto, come già era  stato sottolineato nel nostro precedente comunicato, e come la recente  azione di Forza Nuova a Verona - i manichini impiccati ai ponti per  protestare contro Equitalia - dimostra, questi gruppi  stanno tentando  il tutto per tutto, usando l’attuale stato di crisi, per radicarsi nei  territori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una manovra che bisogna tener d’occhio attentamente,  sia che si tratti di iniziative culturali “non conformi” sia di  conferenze sulle banche o richieste populiste di vario genere (casa,  servizi ecc.), tutti argomenti e settori di intervento che in altre  città sono stati in parte occupati dai gruppi dell’estrema destra, da  CasaPound a Forza Nuova e satelliti vari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il presidio previsto  per sabato 14 febbraio 2012 in Basso Acquar è per ora annullato.  Rimaniamo in attesa di ulteriori sviluppi sul possibile spostamento  della serata in altro luogo, in quel caso ci riattiveremo riconvocando  il presidio&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Circolo Pink GLBTE Verona, Federazione della sinistra, FGCI, Giovani Indignati, Sinistra Critica &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-3354649883417103524?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/3354649883417103524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/3354649883417103524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/01/verona-non-suona-il-nazirock.html' title='A Verona non suona il nazirock'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-8074262822297356896</id><published>2012-01-06T19:29:00.000+01:00</published><updated>2012-01-06T18:51:26.212+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><title type='text'>A Verona torna il nazirock</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-0K7UQl-odtY/TwXt7spd6YI/AAAAAAAAA3A/csdeXUFYV-Y/s1600/154249-antifascismo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 220px; height: 220px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-0K7UQl-odtY/TwXt7spd6YI/AAAAAAAAA3A/csdeXUFYV-Y/s320/154249-antifascismo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694218913733011842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Manifestazione-presidio regionale antifascista sabato 14 gennaio  dalle ore 17.00 in poi in Basso Acquar 30/A, Verona&lt;/b&gt;&lt;b style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt; - riferimento Dondi salotti e  distributore IP&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono passati dieci anni da quando gli assessori di AN della fu giunta  Sironi patrocinavano e finanziavano concerti, mostre, iniziative "non  conformi", in parole spicce il meglio della "cultura alternativa" della  destra radicale. Non ne avevamo nessuna nostalgia ma altri invece sì,  dal momento che il 14 gennaio p.v. cinque gruppi musicali "non confor  mi" suoneranno al Circolo Area Enel di via Basso Acquar.&lt;br /&gt;Titolo e sottotitolo sono piuttosto esplicativi "I nostri sogni di  rivoluzione. Dalle ore 21 a Verona carezze e colpi di rasoio", ancora  più chiarificatori i nomi dei gruppi,&lt;b&gt; TimeBombs, Blind Justice, Still Burnin'Youth-Ns Hardcore, No Prisoner, Green Arrows,&lt;/b&gt;  tutti appartenenti all'area "non conforme". Sul sito "Archivio non  conforme", presente anche su Facebook e su You Tube, le band sono  ampiamente pubblicizzate con camerati eccellenti come gli Zetazeroalfa,  Hobbit, Aurora, Hate for Breakfast, 270 bis, Amici del Vento, Antica  Tradizione, Civico 88, Compagnia dell'Anello, Gesta Bellica, Imperium,  Legittima Offesa, il fu Massimo Morsello, Peggior Amico, Ultima  Frontiera e tanti altri. La "cultura non conforme" dispone anche di  un'agenzia stampa, Novopress, presente in quasi tutti i Paesi europei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verona, luogo di attività dei "fascisti del Terzo Millennio", ossia  CasaPound con annessi e connessi, con sedi di Forza Nuova anche in  provincia, dove gli studenti di estrema destra sono presenti sia nelle  scuole superiori che all'università, per non parlare della tifoseria  ultras dell'Hellas, è ovviamente la tappa ideale per un tour di questo  tipo. E, infatti, il concerto sta richiamando nazi da tutta Italia, sui  loro siti Internet e sui vari social network, i camerati stanno  organizzando pullman per assistere all'evento.&lt;br /&gt;Del resto uno dei padri fondatori del nazirock nostrano, l'ex skinhead  Andrea Miglioranzi, bassista dei Gesta Bellica, ex Fiamma Tricolore,  siede oggi in consiglio comunale come capogruppo della Lista Tosi e  probabi lmente si ripresenterà alle prossime amministrative di  primavera, mentre pochi si chiedono come mai, ad un certo punto delle  indagini sugli ultimi episodi di violenza contro i "diversi",  dall'aggressione a Nicola Tommasoli con il tragico epilogo della sua  morte a quella contro Francesca Ambrosi e i suoi amici in piazza delle  Poste fino all'ultimo episodio che ha coinvolto un ragazzino cingalese  di 14 anni, vittima di tre ragazzotti in quel di borgo Trento, salta  sempre fuori una bandiera di Forza Nuova, manifesti di qualche gruppo  della destra radicale, foto e video come sopra, spesso legati anche  all'ambiente degli ultras dell'Hellas, insomma matasse di fili  intrecciate con l'estrema destra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l'assassinio di due uomini di origine senegalese a Firenze, ad  opera di un simpatizzante di CasaPound che poi si è suicidato, la figlia  di Ezra Pound ha g iudicato la misura colma ed ha denunciato  l'associazione neofascista per l'uso improprio del nome del padre,  mentre in tutta Italia si sono svolte manifestazioni antifasciste e  antirazziste, durante le quali è stata chiesta da più voci la chiusura  delle sedi della destra radicale, che in alcune città, come appunto  Verona, godono anche di appoggi istituzionali (come dimenticare la  comparsata del sindaco Flavio Tosi, appena eletto, alla manifestazione  organizzata dalla destra radicale, con tanto di saluti e strette di  mano?).&lt;br /&gt;Se qualcuno non fosse convinto di quanto qui sostenuto, alleghiamo i  manifesti dei concerti di questi gruppi, un paio di testi delle canzoni e  invitiamo chi usa il computer a visitare qualche sito "non conforme",  ce n'è per tutti i gusti e in tutte le lingue, in particolare  consigliamo come particolarmente "hard" ci nghiamattanza, con foto  iniziale di un pestaggio. Ma tutti i siti, i collegamenti, le foto e i  video contengono riferimenti espliciti a ideologie e gruppi  dell'ultradestra sia italiana che europea, con esplicite dichiarazioni  d'amore per i personaggi e l'ideologia del nazifascismo o deliri  nazionalisti e identitari, con sfondi xenofobi e omofobi, quando va  bene.&lt;br /&gt;In questo contesto di crisi pensiamo sia quanto mai necessario non  lasciare a fascisti e leghisti la possibilità di spargere il loro odio  ed il loro razzismo istituzionale o di strada. Tali forze (che come la  Lega hanno condiviso responsabilità di governo) provano infatti a  sfruttare l'esasperazione di chi è impoverito dalla crisi e dalle misure  classiste dei governi Berlusconi e Monti, soffiando sul fuoco del  razzismo e della divisione sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Alla luce di tutto questo e di molto altro che ci sarebbe da dire ma  in un comunicato stampa lo spazio è limitato pensiamo sia necessario  (purtroppo e ancora una volta) chiedere l'annullamento del concerto e  chiamare a raccolta i gruppi, le associazioni, i partiti, i singoli  antifascisti per una manifestazione-presidio regionale che si terrà nel  giorno previsto per il concerto, il 14 gennaio c.m., dalle ore 17 in poi  in Basso Acquar.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0); font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Circolo Pink GLBTE Verona, Federazione della sinistra, FGCI, Giovani Indignati, Sinistra Critica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-8074262822297356896?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8074262822297356896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8074262822297356896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/01/verona-torna-il-nazirock.html' title='A Verona torna il nazirock'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-0K7UQl-odtY/TwXt7spd6YI/AAAAAAAAA3A/csdeXUFYV-Y/s72-c/154249-antifascismo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-2305136432712744784</id><published>2012-01-06T18:47:00.003+01:00</published><updated>2012-01-06T18:50:31.412+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='latinoamerica'/><title type='text'>Cile, la dittatura non è mai esistita</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-F1KrDeQvetk/Twc0YKfUfdI/AAAAAAAAA38/Z6RATrZ_ygM/s1600/dictator-pinochet-chilean-augusto-334.n.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-F1KrDeQvetk/Twc0YKfUfdI/AAAAAAAAA38/Z6RATrZ_ygM/s320/dictator-pinochet-chilean-augusto-334.n.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694577843570507218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;di Luca Galassi &lt;/span&gt;&lt;br style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;www.peacereporter.net&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il ministro dell’Educazione cileno, Harald Beyer, ha confermato che  il governo del presidente Sebastian Pinera ha modificato i libri di  testo base delle scuole elementari, sostituendo la parola ‘dittatura’  con ‘regime militare’ in riferimento al periodo di governo del generale  Augusto Pinochet (1973-1990).&lt;br /&gt;A diffondere la notizia il quotidiano on-line ‘La Jornada’. Beyer,  diventato ministro il 29 dicembre in sostituzione di Felipe Bulnes, ha  ammesso che si tratta di un tema delicato. “Riconosco che è stato un  governo dittatoriale – ha affermato Beyer – ma per le prime classi verrà  usata l’espressione più generica di regime militare”. La destra cilena,  tornata al potere dopo 20 anni, fornì sostegno ideologico alla  dittatura di Pinochet, iniziata l’11 settembre 1973 dopo aver abbattuto  il governo socialista di Salvador Allende. Per lungo tempo ha evitato di ammettere l’esistenza di una dittatura,  riconoscendo le violazioni dei diritti umani, compresi 30 mila casi di  tortura, anche su bambini, che sono stati documentati in un rapporto  consegnato a Pinera nel 2011. Circa 700 ex militari sono stati  processati e oltre un migliaio di cause sono state affrontate nelle aule  di giustizia negli ultimi 22 anni, successivi alla fine della  dittatura.&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-2305136432712744784?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/2305136432712744784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/2305136432712744784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/01/cile-la-dittatura-non-e-mai-esistita.html' title='Cile, la dittatura non è mai esistita'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-F1KrDeQvetk/Twc0YKfUfdI/AAAAAAAAA38/Z6RATrZ_ygM/s72-c/dictator-pinochet-chilean-augusto-334.n.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-1703876211840385657</id><published>2012-01-06T18:43:00.001+01:00</published><updated>2012-01-06T18:45:59.488+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='latinoamerica'/><title type='text'>Argentina, Glaxo multata per irregolarità nella vaccinazione di bambini poveri</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-p1qdiqPw6RA/TwczLMnVw1I/AAAAAAAAA3Y/HdsNOno-Y2s/s1600/vacuna-meningitis.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-p1qdiqPw6RA/TwczLMnVw1I/AAAAAAAAA3Y/HdsNOno-Y2s/s320/vacuna-meningitis.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694576521291088722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;www.peacereporter.net&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il laboratorio britannico &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/15426/All%27ombra+del+virus"&gt;&lt;em&gt;GlaxoSmithKline&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;  dovrà pagare una multa pari a 179mila euro, per aver commesso  irregolarità nell’ottenere i permessi da parte dei genitori dei bambini,  da sottoporre alla sperimentazione di vaccini contro la polmonite e  l’otite acuta. In seguito alle iniezioni, nel biennio 2007-08, 14  bambini sono deceduti, anche se non esistono le prove che le morti siano  collegate alle sperimentazioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;La decisione è stata presa dal giudice Marcelo Aguinsky di Bueno Aires, dopo un’inchiesta dell’&lt;em&gt;Administración Nacional de Medicamentos, Alimentos y Tecnología Médica &lt;/em&gt;(Anmat).  La Glaxo dovrà pagare solo 71mila euro, mentre i due medici Héctor  Abate y Miguel Tregnaghi ne dovranno pagare circa 54mila a testa.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il giudice ha confermato che i permessi furono firmati da padri  minorenni, nonni che non avevano l’autorizzazione a farlo, parenti  analfabeti e, persino, in un caso, da una madre sotto trattamenti  psichiatrici e incapace di intendere e volere. Inoltre si è scoperto che  le quantità di vaccino somministrato non teneva conto delle condizioni  fisiche dei bambini.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;La multinazionale farmaceutica si è difesa dicendo che i test: “Sono  stati portati a termine seguendo i più alti standard etici e scientifici  internazionali”, e sottolineando che “In nessun momento il ministero  della Salute ha messo in discussione la sicurezza del vaccino e dello  studio”.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-1703876211840385657?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1703876211840385657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1703876211840385657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/01/argentina-glaxo-multata-per.html' title='Argentina, Glaxo multata per irregolarità nella vaccinazione di bambini poveri'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-p1qdiqPw6RA/TwczLMnVw1I/AAAAAAAAA3Y/HdsNOno-Y2s/s72-c/vacuna-meningitis.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-6971493800581912188</id><published>2012-01-05T23:14:00.000+01:00</published><updated>2012-01-05T23:25:02.434+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><title type='text'>Basta con la repressione, solidarietà ai compagn@ di Brescia.</title><content type='html'>&lt;h2&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa mattina alle ore 6,00 agenti della DIGOS e della squadra mobile, mandato della procura alla mano, hanno perquisito le abitazioni di 5 attivisti del movimento bresciano - 3 studenti medi appartenenti al Kollettivo Studenti in Lotta, 1 attivista del centro sociale Magazzino 47 ed un dirigente di Sinistra Critica e collaboratore di Radio Onda d'Urto.&lt;br /&gt;Il mandato di perquisizione dice testualmente: “poichè i soggetti in questione, con particolare riferimento a ..., sono tra i fomentatori dei disordini che si stanno verificando a Brescia, anche con riferimento alla nota vicenda dello sfratto del Magazzino47, sono da ritenere socialmente pericolosi e, quindi vi è fondato motivo di ritenere che questi possano occultare armi da utilizzare nelle manifestazioni che si prevedono anche in merito alla contestazione alla manovra economica del governo.....”.&lt;br /&gt;Alla fine sono sono stati sequestrati pericolosissimi computer, macchine fotografiche, videocamere, telefoni cellulari, caschi da motociclista e da sci, pompe di bicicletta, adesivi. E la Questura ha vantato i «risultati positivi" delle perquisizioni, che avrebbero raggiunto gli obiettivi prefissati - affermazioni che in alcuni organi di stampa hanno portato a parlare di «armi ritrovate".&lt;br /&gt;Alla gravità dell'episodio si aggiunge il vergognoso ripristino di terminologie e pratiche già viste diverse volte nel nostro paese: ancora dobbiamo sentire parlare di «pericolosità sociale» di militanti politici conosciuti e che agiscono pubblicamente e in movimenti collettivi? Ancora dobbiamo sopportare la provocazione della criminalizzazione di ogni comportamento di opposizione radicale, tirando fuori dal cappello la «possibile» occultazione di armi?&lt;br /&gt;Equiparare manifestazioni di massa ed azioni dimostrative, per quanto militanti e radicali, con l'organizzazione di manifestazioni armate, (insurrezionali???) sembrerebbe una follia, ma è una follia estremamente pericolosa. L'isteria repressiva che sembra aver colpito negli ultimi mesi le “forze dell'ordine” a Brescia (con la copertura di alcuni magistrati, non si capisce se insipienti o complici) sta assumendo caratteristiche di vera e propria “caccia alle streghe” - e sembra caratterizzare una sperimentazione di una gestione dell'ordine pubblico già cara al ministro Maroni e che oggi continua contro migranti e attivisti politici e sociali .&lt;br /&gt;L'obiettivo, oltre colpire “i sobillatori di disordini” (altro uso del linguaggio che dimostra il feedback mussoliniano dei nostri eroi in uniforme) punta in realtà a schiacciare, con una specie di “repressione preventiva” che è un mostro giuridico ogni volontà di ribellione contro l'ingiustizia sociale.&lt;br /&gt;Di fronte alla volontà del governo Monti-Napolitano di far pagare la crisi a lavoratrici e lavoratori, studenti, pensionate/i e migranti per salvaguardare i profitti e le rendite di banchieri e capitalisti - politiche che in molte città si sposano con la chiusura di spazi sociali e culturali - è facile prevedere che nelle prossime settimane aumentino le proteste e le iniziative di opposizione politica e sociale da parte di quegli stessi soggetti colpiti dalle politiche di austerità: per questo sembra saggio ai cultori dell'emergenza tuonare contro i rischi di «tensioni sociali" e predisporsi a mostrare da subito il manganello, per scoraggiare qualsiasi velleità di resistenza.&lt;br /&gt;Non ci faremo intimidire e continueremo la nostra lotta perché, come recita il nostro slogan di “sovversivi-sobillatori”, la nostra vita vale più dei vostri profitti.&lt;br /&gt;L'Esecutivo Nazionale di Sinistra Critica esprime la propria solidarietà e sostegno alle/ai compagne/i colpiti da questa insensata repressione, e insieme a loro risponderà in maniera ferma e pacifica alla provocazione, sul piano legale e politico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;Esecutivo Nazionale Sinistra Critica&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-6971493800581912188?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6971493800581912188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6971493800581912188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/01/basta-con-la-repressione-solidarieta-ai.html' title='Basta con la repressione, solidarietà ai compagn@ di Brescia.'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-7064690714184624785</id><published>2012-01-04T20:06:00.000+01:00</published><updated>2012-01-04T20:08:10.272+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><title type='text'>Programma Seminario Giovani di Sinistra Critica 6-7-8 Gennaio</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Venenerdì 6 gennaio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;POMERIGGIO&lt;br /&gt;ore 15.30&lt;br /&gt;Formazione: Le nuove forme di soggettivazione e chi è coinvolt@.&lt;br /&gt;Relatore: Danilo Corradi&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;ore 18.30&lt;br /&gt;Riunione studenti/esse di Sinistra Critica&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Sabato 7 gennaio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;MATTINA&lt;br /&gt;ore 9.00&lt;br /&gt;Formazione: Discussione a partire dal testo Inventare l'ignoto. A  partire dal testo di Marx e Engels, una relazione sulle forme di  democrazia radicale e di organizzazione dei movimenti degli ultimi  tempi.&lt;br /&gt;Relatore: Felice Mometti&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;ore 12.00&lt;br /&gt;Riunione donne&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;POMERIGGIO&lt;br /&gt;ore 15.30&lt;br /&gt;Formazione: Austerity e nuovo patriarcato&lt;br /&gt;Relatrice: Cinzia Arruzza &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;ore 18.00&lt;br /&gt;workshop: "Come rivoltare il debito - pratiche di lotta"&lt;br /&gt;Relatore: Dario Di Nepi&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Domenica 8 gennaio&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;MATTINA&lt;br /&gt;ore 9.30&lt;br /&gt;Discussione sulla fase politica.&lt;br /&gt;Introduce Piero Maestri&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;ore 12.30 riunione lgbit&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-7064690714184624785?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/7064690714184624785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/7064690714184624785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2012/01/programma-seminario-giovani-di-sinistra.html' title='Programma Seminario Giovani di Sinistra Critica 6-7-8 Gennaio'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-6549046055437540861</id><published>2011-12-29T20:58:00.002+01:00</published><updated>2011-12-29T21:11:55.609+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Stanno uccidendo i greci</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-M2_jSYZvVQU/TvzJgnrMupI/AAAAAAAAA20/8pZ6ZgI4DQw/s1600/crac.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 229px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-M2_jSYZvVQU/TvzJgnrMupI/AAAAAAAAA20/8pZ6ZgI4DQw/s320/crac.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691645591332633234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.rivoltaildebito.org/news/stanno-uccidendo-i-greci"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;www.rivoltaildebito.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I&lt;em&gt;n Grecia ci sono già bambini che hanno fame, e malati che non  hanno medicine. A pochi mesi dall'inizio della crisi, a pochi chilometri  dalle nostre coste.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div style="text-align: justify;" id="subhead"&gt;   &lt;p&gt;Quando ho letto questa notizia pensavo fosse l'esagerazione di qualche blog catastrofista, tanto mi sembrava incredibile.&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;Parlando con il sito online Newsit.gr, la donna ha affermato che  nelle ultime settimane "sono stati registrati circa 200 casi di neonati  denutriti perche' i loro genitori non sono in grado di alimentarli come  si deve", mentre gli insegnanti delle scuole intorno all'istituto da lei  diretto fanno la fila per prendere un piatto di cibo per i loro  alunni che non hanno da mangiare. Il ministero della Pubblica  Istruzione, che in un primo momento aveva definito la denuncia come  "propaganda", si e' visto costretto a riconoscere la gravita' del  problema.Invece è l'&lt;a href="http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2011/12/19/visualizza_new.html_15717548.html" target="_blank"&gt;ANSA&lt;/a&gt;. Vi riporto qualche estratto:&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div&gt;   &lt;div id="content-block"&gt;    &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Come hanno detto alcuni insegnanti al quotidiano To Vima, il  problema di denutrizione esiste e viene individuato piu' facilmente  nelle scuole a pieno tempo: "Molti ragazzivengono in classe senza il  pranzo e dicono di averlo dimenticato a casa perche' si vergognano di  dire la verita'". E non mancano nemmeno i casi di pazienti che, dopo  essere guariti, non vogliono lasciare l'ospedale perche' non hanno dove  andare a dormire.&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Stanno uccidendo i greci, e non solo con la fame. &lt;a href="http://www.unita.it/scienza/notizie/e-ora-la-crisi-in-grecia-br-minaccia-la-salute-1.352407" target="_blank"&gt;L'Unità&lt;/a&gt;, qualche settimana fa:&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify;"&gt;I ricoveri nelle strutture private sono crollati del 30% tra il  2009 e il 2010, mente quelli negli ospedali pubblici sono aumentati del  24%. Contemporaneamente, gli ospedali pubblici hanno subito tagli per il  40% del loro budget, molti lavoratori sono stati licenziati e quindi il  personale è carente. Le code per una visita o per un ricovero sono  diventate lunghissime, tanto da scoraggiare i pazienti e da alimentare  il sistema delle bustarelle elargite a medici e infermieri.&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Inoltre, cominciano a scarseggiare alcuni medicinali. Molte ditte  farmaceutiche hanno infatti deciso di sospendere l'approvvigionamento di  farmaci agli ospedali greci perché le fatture non venivano pagate da  anni. Un esponente della Roche ha dichiarato sempre al Wall Street  Journal che il gruppo svizzero ha interrotto la fornitura di alcuni  farmaci anticancro, Novo Nordisk ha smesso di mandare insulina e Leo  Pharma non spedisce più un farmaco anticoagulante e uno contro la  psoriasi.&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Questo blog si occupa di &lt;a href="http://crisis.blogosfere.it/cerca/grecia/" target="_blank"&gt;Grecia&lt;/a&gt; da tempo. Nel dicembre 2008, tre anni fa, sapevamo già che i greci sarebbero stati &lt;a href="http://crisis.blogosfere.it/2008/12/grecia-soltanto-i-primi.html" target="_blank"&gt;"i primi"&lt;/a&gt;. E Pietro cominciò a seguire da vicino la Grecia nel &lt;a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/01/la-strana-vendetta-di-cassandra-la-grecia-ed-i-maiali.html" target="_blank"&gt;gennaio 2010&lt;/a&gt;,  due anni fa. Malgrado ciò, sono stupita dalla rapidità con cui la  situazione si sta deteriorando. Non possiamo fare altro che assistere  inorriditi alla tragedia che si consuma a poche ore di navigazione dalle  nostre coste, con la sempre più ineluttabile consapevolezza che i  prossimi saremo noi.&lt;/p&gt;   &lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-6549046055437540861?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6549046055437540861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6549046055437540861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/stanno-uccidendo-i-greci.html' title='Stanno uccidendo i greci'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-M2_jSYZvVQU/TvzJgnrMupI/AAAAAAAAA20/8pZ6ZgI4DQw/s72-c/crac.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-1301934061620892529</id><published>2011-12-29T20:29:00.002+01:00</published><updated>2011-12-29T20:55:50.734+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><title type='text'>La solidarietà armata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-Y_bRP8ApytQ/TvzFr-HMaCI/AAAAAAAAA2o/-QNr6p5d9Qs/s1600/ricca.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Y_bRP8ApytQ/TvzFr-HMaCI/AAAAAAAAA2o/-QNr6p5d9Qs/s320/ricca.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691641388287682594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;di Luca Kocci&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;ilmanifesto 24/12/2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;È toccato al ministro per la Cooperazione internazionale e  l'integrazione Andrea Riccardi dare l'annuncio, al termine della  riunione del consiglio dei ministri di ieri, dell'approvazione del  decreto Milleproproghe - ribattezzato Poche proroghe - che contiene, fra  l'altro, il rifinanziamento delle missioni militari all'estero delle  Forze armate.&lt;br /&gt;Niente da fare, quindi, per le organizzazioni non  governative italiane impegnate nella cooperazione allo sviluppo che  hanno denunciato con forza i continui tagli ai progetti internazionali  di solidarietà da un lato e l'intangibilità degli stanziamenti per le  armi e per le missioni militari dall'altro. Il "loro" ministro conferma  tutto: nessuna riduzione, le missioni all'estero delle Forze armate  continuano.&lt;br /&gt;Del resto non è una novità: Riccardi, ministro ma  soprattutto fondatore e principale animatore della Comunità di  sant'Egidio - neolaureato honoris causa dall'Università di Friburgo  anche per il suo impegno per «il dialogo interreligioso e la pace  nell'era della globalizzazione» - da sempre riesce a far convivere  solidarietà e armi. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Finmeccanica&lt;/span&gt; infatti, la prima industria armiera  italiana in queste settimane anche al centro di episodi di corruzione  che hanno coinvolto i suoi massimi vertici, è da sempre uno dei  principali sponsor del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;progetto Dream&lt;/span&gt; (Drug resource enhancement against  aids and malnutrition), un programma di prevenzione e cura dell'Aids in  Africa, avviato da Sant'Egidio nel 2002 e oggi attivo in Mozambico,  Malawi, Tanzania, Kenya, Repubblica di Guinea, Guinea Bissau, Nigeria,  Angola, Repubblica Democratica del Congo e Camerun. In Africa quindi -  dove è finita la metà degli armamenti italiani esportati nel 2010 -  Finmeccanica vende armi; poi, anche grazie a Sant'Egidio, si rifà il  trucco finanziando progetti sanitari in quegli stessi territori e può  scrivere con orgoglio sulla sua pagina web: «La solidarietà non ha  confini. Non geografici, né politici, né religiosi».&lt;br /&gt;Ma non c'è solo  Finmeccanica fra gli sponsor ambigui del movimento fondato da Andrea  Riccardi: finanziano le attività di Sant'Egidio - tutte benedette e  sostenute dalla Conferenza episcopale italiane - &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Unicredit e Intesa San  Paolo&lt;/span&gt;, fra le principali "banche armate", ovvero gli istituti di credito  che sostengono l'export di armi italiane e i programmi internazionali  di riarmo, come i 131 cacciabombardieri F-35, per cui il nostro Paese  spenderà almeno 15 miliardi di euro nei prossimi 15 anni; sempre il  programma Dream è sponsorizzato da Farmindustria (la federazione delle  aziende farmaceutiche italiane associate a Confindustria) e dalle  multinazionali farmaceutiche &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Glaxo, Boehringer e Merck&lt;/span&gt;, tutte aderenti  al cartello di 39 società che, anni fa, avviarono una causa contro  l'allora presidente del Sudafrica Nelson Mandela che aveva concesso alle  aziende locali di produrre farmaci anti-Aids a basso costo aggirando  così lo strapotere delle multinazionali che commercializzavano le  medicine ad altissimo prezzo; e in passato la Fondazione per la pace di  Sant'Egidio è stata finanziata dalla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nestlé&lt;/span&gt;, quando la multinazionale  era sottoposta ad un boicottaggio internazionale per violazione del  codice internazionale di commercializzazione del latte in polvere.&lt;br /&gt;Armi  e solidarietà. Anzi solidarietà anche con i soldi delle armi. E poi una  bella marcia della pace, come quelle che la Comunità di Sant'Egidio  organizzerà in tutta italia l'1 gennaio. A Roma si concluderà a piazza  san Pietro, per ascoltare il papa. E Riccardi, c'è da scommettere, sarà  in prima fila.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-1301934061620892529?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1301934061620892529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1301934061620892529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/la-solidarieta-armata.html' title='La solidarietà armata'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Y_bRP8ApytQ/TvzFr-HMaCI/AAAAAAAAA2o/-QNr6p5d9Qs/s72-c/ricca.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-8143546350291827953</id><published>2011-12-18T16:49:00.002+01:00</published><updated>2011-12-18T16:51:03.998+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><title type='text'>I semi dell'odio germogliano....</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-9R6aYaCzlL4/Tu4Lq0GhT8I/AAAAAAAAA2c/OyshMN_V6UA/s1600/casapound%2Bmunnezza.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 199px; height: 293px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-9R6aYaCzlL4/Tu4Lq0GhT8I/AAAAAAAAA2c/OyshMN_V6UA/s320/casapound%2Bmunnezza.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687496209583919042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;L’Italia non è un paese razzista, le sue leggi e le sue istituzioni invece lo sono.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Qualche giorno fa un gruppo di “bravi cittadini” di Torino (con la  presenza della presidente della circoscrizione e segretaria del PD  torinese) ha pensato bene di vendicare un inventato stupro contro una  “donna italiana” andando in corteo a bruciare un campo Rom situato nel  quartiere.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;L’altro giorno a Firenze un neonazista italiano – ovviamente subito  derubricato a “folle” – ha sparato su ragazzi senegalesi che vendevano  al mercato, uccidendone due di loro e ferendone altri.Ma non c’è nulla  di cui stupirsi, purtroppo. Dopo anni di razzismo istituzionale si  vedono i frutti velenosi. In questo paese ci sono forze politiche di  destra (dalla Lega al Pdl) che sui provvedimenti razzisti e xenofobi  hanno costruito una parte importante delle loro fortune elettorali; c’è  il principale partito di “opposizione” che ha inseguito la retorica  della “sicurezza, del controllo, della tolleranza zero” fino ad  applicare nelle diverse città (Firenze compresa) ordinanze che  discriminano i migranti e impediscono la loro libertà di circolazione; e  c’è una destra radicale che ha rialzato la testa e si permette le sue  scorribande razziste e fasciste, spesso protetta e coccolata dallo  stesso Pdl che fornisce sedi, coperture istituzionali, patrocini.  Vogliamo la chiusura immediata delle sedi neofasciste – in particolare  di Casa Pound, che riceve da anni sostegni diretti e indiretti dalle  istituzioni e dai partiti di centrodestra.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;All’odio e alle politiche razziste si deve rispondere con una forte  mobilitazione dei migranti e degli antirazzisti, delle organizzazioni  democratiche e antifasciste – non solo per mostrare solidarietà e  vicinanza alle famiglie delle vittime e alle comunità colpite – ma  soprattutto per imporre un’alternativa politica e sociale abrogando  ordinanze e leggi razziste come la Bossi-Fini, per la chiusura dei Cie,  per la fine dello sfruttamento del lavoro migrante, per nuove norme  sulla cittadinanza e l’apertura delle frontiere europee.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per questo saremo nelle piazze il 17 e il 18 insieme alle comunità  migranti nella giornata globale dei diritti dei migranti, che assume ora  un carattere di mobilitazione antirazzista e solidale.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Sinistra Critica - Organizzazione per la sinistra anticapitalista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-8143546350291827953?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8143546350291827953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8143546350291827953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/i-semi-dellodio-germogliano.html' title='I semi dell&apos;odio germogliano....'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-9R6aYaCzlL4/Tu4Lq0GhT8I/AAAAAAAAA2c/OyshMN_V6UA/s72-c/casapound%2Bmunnezza.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-6418084327654531240</id><published>2011-12-18T13:54:00.001+01:00</published><updated>2011-12-18T23:15:33.151+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='acqua territorio e beni comuni'/><title type='text'>20/12 No Veneto City</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:large;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;DOPO IL CLAMOROSO SUCCESSO DELLA PRIMA PUNTATA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="padding-bottom:0px;padding-left:0px;padding-right:0px;padding-top:0px" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:large;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;VIENI A VIVERE CON NOI LA DIRETTA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="padding-bottom:0px;padding-left:0px;padding-right:0px;padding-top:0px" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:large;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;...LO SPETTACOLO CONTINUA!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="padding-bottom:0px;padding-left:0px;padding-right:0px;padding-top:0px" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;   &lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:large;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;STOP VENETO CITY&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="padding-bottom:0px;padding-left:0px;padding-right:0px;padding-top:0px" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:large;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;MARTEDI’ 20 DICEMBRE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:large;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;DALLE ORE 14.30 DAVANTI AL MUNICIPIO DI DOLO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;In vista della manifestazione di martedì, CAT organizza anche:&lt;br /&gt;-        &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Domenica 18/12:&lt;/span&gt; dei presidi silenziosi ma luminosi in giro per il paese di Dolo; appuntamento ore 17.00 davanti al Municipio  &lt;br /&gt;-        &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lunedì 19/12: &lt;/span&gt;una veglia per la democrazia e contro Veneto City davanti al Municipio di Dolo a partire dalle ore 18.30    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per  ragioni organizzative vi chiediamo di segnalare la vostra eventuale  partecipazione a questi 3 appuntamenti, ma in particolare per la  manifestazione di martedì.  Fate il massimo per esserci, vi aspettiamo numerosi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guarda il video di martedì 13 su: &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.youtube.com/watch?v=ai-e3rt4W-k"&gt; http://www.youtube.com/watch?v=ai-e3rt4W-k&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=ai-e3rt4W-k"&gt;&lt;span style="color:#0000ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-6418084327654531240?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6418084327654531240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6418084327654531240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/2012-no-veneto-city.html' title='20/12 No Veneto City'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-3052413799706532667</id><published>2011-12-15T22:48:00.003+01:00</published><updated>2011-12-15T23:03:27.893+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='acqua territorio e beni comuni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Veneto'/><title type='text'>No Veneto City</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Cittadini Comitati e Associazioni bloccano Veneto City. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una  contestazione non violenta ma assordante ha reso impossibile  l’approvazione dell’accordo di programma per il Polo del Terziario  Avanzato. Tutto rinviato alla prossima settimana.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un grande successo ma anche una lezione democratica a degli amministratori sempre più asseragliati nel “fortino” della politica.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ora la mobilitazione continua con ancora più determinazione. I Comitati non si arrendono. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Oltre  300 cittadini, attivisti e simpatizzanti di comitati, hanno “assediato”  per ore in modo pacifico e non violento quello che ormai è diventato il  simbolo del “fortino” della politica, ripristinando almeno per un po’  di ore il principio costituzionale secondo il quale “la sovranità appartiene al popolo” (Art. 1 Costituzione Italiana). La  manifestazione organizzata ha determinato la mancata approvazione  dell’Accordo di Programma su Veneto City. Un successo fatto di grande  civiltà. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lo sgombero coatto degli attivisti presenti all’interno del Consiglio Comunale, imposto  dal Sindaco di Dolo dopo 5 ore di assordante contestazione, dimostra  una volta di più come la vicenda Veneto City sia diventata una questione  di democrazia, e non solo una battaglia per la difesa dell’ambiente e della salute.&lt;/span&gt;   Una  manciata di Consiglieri e Assessori di due comuni, votati da meno di  8.000 persone, decidono su un progetto che avrà conseguenze pesantissime  per un territorio molto più vasto e popoloso (almeno 240.000 abitanti  coinvolti). Una  decisione presa non tenendo in minima considerazione migliaia di  osservazioni e prese di posizione contrarie di decine di Comuni, Enti  autorevoli come ARPAV e USSL 13, Associazioni di Categoria  (Confesercenti, ASCOM, Associazione Consumatori, Associazione  artigiani), sindacati, rappresentanti della Chiesa, gruppi regionali di  opposizione, esponenti politici di Lega e PDL, Sindaci (Orsoni e  Zanonato), e&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; ben 11.000 cittadini che hanno sottoscritto la petizione  popolare promossa da CAT e associazioni&lt;/span&gt;.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Insomma  a favore di Veneto City sono rimasti solo i proponenti e i due Sindaci  ai quali pure il Presidente Luca Zaia ha addossato ogni responsabilità. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per  di più mancano i presupposti di pubblica utilità, urgenza e  indifferibilità dell’opera per applicare lo strumento dell’Accordo di  Programma, e nemmeno la normativa nazionale ambientale in materia di  Valutazione Ambientale Strategica è stata rispettata.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CAT smentisce categoricamente le accuse di insulti e aggressioni denunciati dal Sindaco  Maddalena Gottardo.&lt;/span&gt; Tutti gli attivisti e i simpatizzanti hanno  mantenuto un atteggiamento non violento e non offensivo seppure vivace e  determinato. In ogni caso, in relazione alla presunta aggressione, il  Sindaco aveva la possibilità e il dovere di segnalare l’accaduto alle  decine di Carabinieri presenti. CAT  ringrazia tutte le organizzazioni che hanno sostenuto e partecipato  alla manifestazione, ma anche le forze dell’ordine per l’atteggiamento  pacato e dialogante che hanno mantenuto. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Ora la mobilitazione continua con ancora più determinazione di prima. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;I Comitati non si arrendono!!!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-3052413799706532667?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/3052413799706532667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/3052413799706532667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/no-veneto-city.html' title='No Veneto City'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-7567221653256181489</id><published>2011-12-15T22:45:00.001+01:00</published><updated>2011-12-15T22:46:54.194+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><title type='text'>Parole di un senegalese sulla strage razzista di Firenza</title><content type='html'>&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/6W7fFgzgl2k" allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-7567221653256181489?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/7567221653256181489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/7567221653256181489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/parole-di-un-senegalese-sulla-strage.html' title='Parole di un senegalese sulla strage razzista di Firenza'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/6W7fFgzgl2k/default.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-5898364079194553657</id><published>2011-12-14T16:52:00.002+01:00</published><updated>2011-12-14T16:54:21.760+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><title type='text'>I morti di Firenze: la solidarietà non basta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-FJ4YIHLtFzs/TujGpP0JPKI/AAAAAAAAA2E/G-1Mk0EgqZI/s1600/20111213_senegalesi-firenze.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 184px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-FJ4YIHLtFzs/TujGpP0JPKI/AAAAAAAAA2E/G-1Mk0EgqZI/s320/20111213_senegalesi-firenze.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686012941477428386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;&lt;span style="background:white"&gt;Non basta condannare l'omicidio freddo e violento di Samb Modou e di Diop Mor, i due migranti senegalesi uccisi a Firenze. Non basta sperare che Moustapha Dieng vinca la sua battaglia contro  la morte e che gli altri feriti guariscano in fretta. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="background:white"&gt;Non basta esprimere solidarietà alle famiglie dei morti e ai feriti. La solidarietà adesso costa poco e conta ancor meno.  Non siamo di fronte al gesto improvviso di un fascista folle. Siamo invece di fronte al risultato della follia sistematica che la legge Bossi/Fini  quotidianamente produce e riproduce nella forma del razzismo istituzionale. Le leggi dello Stato trattano i migranti come uomini e donne che possono essere espulsi dopo anni di lavoro in Italia per la mancanza di lavoro. Uomini e donne che possono essere rinchiusi nei Cie praticamente senza alcun diritto. Molti sindaci democraticamente eletti dichiarano pubblicamente che i migranti devono essere eliminati dalle graduatorie per le case popolari. Il razzismo delle istituzioni e quello da bar, assieme a decine di altre sopraffazioni sono parte del quotidiano razzismo  prodotto dalla legge Bossi-Fini. Se si tollerano discorsi che fanno degli immigrati sempre e comunque il capro espiatorio della crisi, perché stupirsi se un fascista pensa che sia anche possibile passare all'azione uccidendo due migranti senegalesi?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;"&gt;Di fronte al razzismo pubblico e istituzionale, così come di fronte alla violenza fascista la solidarietà non basta! Anche per Samb Modou, per Diop Mor  e Moustapha Dieng è ora di farla finita con la Bossi/Fini e il razzismo, lo sfruttamento e l'odio che essa quotidianamente produce.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;"&gt;Per Samb Modou, per Diop Mor, per Moustapha Dieng e gli altri feriti di Firenze, per tutti coloro che sono quotidianamente colpiti dal razzismo chiamiamo perciò tutti, migranti e italiani, a un presidio sabato 17 dicembre alle ore 10.30 in Piazza Nettuno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Comunità senegalese di Bologna&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Coordinamento migranti Bologna e Provincia&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Migranda&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Laboratorio On the Move&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;"&gt;Info e adesioni:&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:coo.migra.bo.@gmail.com"&gt;&lt;span style="color:windowtext;"&gt;coo.migra.bo.@gmail.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;; 3275782056&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-5898364079194553657?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5898364079194553657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5898364079194553657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/i-morti-di-firenze-la-solidarieta-non.html' title='I morti di Firenze: la solidarietà non basta'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-FJ4YIHLtFzs/TujGpP0JPKI/AAAAAAAAA2E/G-1Mk0EgqZI/s72-c/20111213_senegalesi-firenze.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-6521268293575777682</id><published>2011-12-14T16:47:00.001+01:00</published><updated>2011-12-14T16:51:17.522+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><title type='text'>Razza Umana</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Quel che è successo ieri a Firenze non è la conseguenza di un'isolata  follia, ma il prodotto dell'intolleranza promossa dal razzismo  istituzionale. Come accaduto pochi giorni fa a Torino con l'incendio  pianificato di un campo Rom e le violenze contro i Tamil a Palermo,  l'uccisione di due senegalesi e il grave ferimento di un terzo, mostrano  che l'intreccio tra razzismo delle istituzioni e razzismo da bar  continua a produrre il suo orrore. Per la legge Bossi-Fini i migranti  sono solo braccia da sfruttare, da riccattare o da richiudere in un CIE  senza documenti. Questa, anche, è la radice del razzismo presente oggi  in Italia: se è lo Stato stesso a fare dei migranti i nemici, bisogna  alzare la voce contro le leggi sbagliate. Mentre si discute della  finanziaria, vogliamo dire a chi pensa che siano questioni separate, che  senza lottare contro il razzismo istituzionale non sarà nemmeno  possibile uscire dalla crisi e dalla precarietà, che è stata costruita  in questi anni anche sulla pelle dei migranti legando il permesso di  soggiorno al contratto di lavoro.&lt;br /&gt;Anche per questo dobbiamo reagire, tornare in piazza a fianco della  comunità senegalese, dei rom e di tutte le vittime del razzismo:&lt;br /&gt;- per lottare assieme a loro contro la cultura dell'odio,&lt;br /&gt;- per una società multiculturale e solidale, che riconosca i diritti delle persone e la libertà di circolazione,&lt;br /&gt;- per chiedere a questo governo segnali di discontinuità reali rispetto alla vergognosa politica di quello che lo ha preceduto.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Aderiamo alla manifestazione di sabato 17 dicembre a Firenze in P.zza Dalmazia alle ore 15:00 e invitiamo tutti a partecipare&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify; font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Rete Comitati 1° Marzo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-6521268293575777682?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6521268293575777682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6521268293575777682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/razza-umana.html' title='Razza Umana'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-5442997468842418258</id><published>2011-12-14T00:19:00.001+01:00</published><updated>2011-12-14T00:22:30.183+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><title type='text'>Laboratorio Torino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-msbXZegnB0k/TufeK_r96kI/AAAAAAAAA14/Dd57n7Z93kc/s1600/rogo-al-campo-nomadi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 218px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-msbXZegnB0k/TufeK_r96kI/AAAAAAAAA14/Dd57n7Z93kc/s320/rogo-al-campo-nomadi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685757335054445122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;di Marco Revelli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;ilmanifesto 13/12/2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un pogrom. Diciamola la parola, per terribile che possa apparire. Quello  di Torino è stato un pogrom in senso proprio, come quelli che avvenivano  nella Russia ottocentesca. O nella Germania degli anni Trenta. Di quei  riti crudeli ha tutti gli elementi, a cominciare dall'uso distruttivo  del fuoco, per liberare la comunità dall'intruso considerato infetto  (per "purificarla", si dice). E poi l'occasione scatenante, trovata in  un presunto - e falso - atto di violenza su una vittima per sua natura  innocente (può essere il neonato "rubato", come qualche anno fa a  Ponticelli o, appunto, la "vergine" violentata). E lo stato di folla che  s'inebria della propria furia vendicatrice, convinta di compiere un  "atto di giustizia".&lt;br /&gt;Ora, che il mostro si sia materializzato, in  questo dicembre del 2011, a Torino dovrebbe farci riflettere. Qui, nella  ex "capitale operaia". Nella città delle lotte del lavoro, dove è nata  la nostra democrazia industriale. Né serve ripetere la stanca litania  che Torino è un esempio di "integrazione e di accoglienza". Che la  maggioranza la pensa diversamente dalle poche decine di invasati che a  colpi di fiaccola e di accendino ha tentato una strage. Non è così.&lt;br /&gt;Se  una ragazzina spaventata e (per questo) bugiarda ha evocato i "due  zingari" per accreditare una violenza mai avvenuta, è perché ha pensato  che quell'immagine rendesse credibile - in famiglia e nel quartiere - un  racconto altrimenti improbabile. Se centinaia di persone sono scese in  piazza in una fredda serata d'inverno per manifestare, non è purtroppo  perché si trattava di una violenza sessuale (quante sono passate  ignorate in questi anni!), ma perché i suoi presunti (e falsi) autori  erano di un'etnia odiata a priori. Se le decine di incendiari hanno  potuto agire sotto lo sguardo compiacente degli altri abitanti del  quartiere, è perché mettevano in scena un comportamento condiviso.&lt;br /&gt;La  verità è che la "città dell'accoglienza" è oggi priva di anticorpi  contro i nuovi mostri che emergono dalle sue viscere provate dalla  crisi. Politica e informazione ne sono responsabili. Da anni ogni  discussione in Consiglio comunale sui "campi nomadi" si apre e si chiude  sempre e solo su un unico tema, gli sgomberi.&lt;br /&gt;E il quotidiano  cittadino La Stampa ha dato notizia del fatto, poco prima che la  sedicenne confessasse, sotto l'indecente titolo a quattro colonne: Mette  in fuga i due rom che violentano la sorella. Perché i giovani balordi  delle Vallette dovrebbero essere migliori dei loro amministratori e  giornalisti? Perché gli abitanti sbrindellati, spaesati e logorati dai  debiti e dalla disoccupazione, di questo che era, fino a tre decenni fa,  il quartiere dormitorio dov'era stokkata la forza-lavoro di Mirafiori e  del Lingotto, e dove ora si accumulano i detriti di una composizione  sociale in disfacimento, dovrebbero essere più consapevoli, e  "politicamente corretti", delle loro élites?&lt;br /&gt;Torino, da anni, si  compiace della bellezza ritrovata del proprio centro, brillante e  patinato. Del fascino delle proprie piazze-vetrine e delle dimore  sabaude restaurate. Oggi scopriamo che quel centro geometrico e  luccicante è un po' come il volto intatto ed eternamente giovane di  Dorian Gray - l'inquietante personaggio di Oscar Wilde -, mentre il suo  ritratto, invecchiato e sfregiato, lo si può scorgere qua, nel quartiere  di periferia dove si è scaricata tutta la carica di degrado e di  bruttura accumulata in questi anni: lo sfarinamento della sua industria,  l'erosione dei diritti sociali, l'impoverimento e la precarizzazione  del lavoro, la crisi della socialità e della solidarietà. Tra il vuoto  di diritti e di potere che si è aperto a Mirafiori, e questo pieno di  rancore e di passioni funeste che si è condensato nel suo antico  dormitorio, corre il filo nero di un'infausta profezia.&lt;br /&gt;Auguriamoci  che Torino non sia, ancora una volta, "laboratorio". Che non anticipi i  segni di un'involuzione antropologica mortale. Il lungo piano inclinato  della crisi, via via più ripido, lascia intravvedere inediti scenari  weimariani, minacce fino a ieri impensabili. Il conflitto sociale,  rimosso ed esorcizzato al vertice, rischia di ricomparire al fondo della  piramide sociale, con il volto sfregiato della "folla criminale", del  linciaggio e della ricerca feroce del capro espiatorio. Se la caduta  dovesse accelerare, e la situazione precipitare, allora, con molta  probabilità, il pogrom di Torino non resterebbe un fatto isolato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-5442997468842418258?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5442997468842418258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5442997468842418258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/laboratorio-torino.html' title='Laboratorio Torino'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-msbXZegnB0k/TufeK_r96kI/AAAAAAAAA14/Dd57n7Z93kc/s72-c/rogo-al-campo-nomadi.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-2338395996524461126</id><published>2011-12-13T23:38:00.000+01:00</published><updated>2011-12-13T23:39:14.941+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><title type='text'>Cremaschi: “Sciopero: azione simbolica. Bene solo quando Cgil e Fiom hanno fatto da sole”</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo sciopero di 3 ore complessivamente non è andato  bene e non poteva che essere così. E’ stato organizzato nella totale  confusione, come uno sciopero pressoché simbolico. (...)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  E’ stato preceduto da un ridicolo incontro con il governo ove Cgil, Cisl  e Uil hanno solo mostrato debolezza e impotenza di fronte a un  esecutivo che prendeva il sindacato (sobriamente) a pesci in faccia. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli  unici successi sono quelli degli scioperi e delle manifestazioni della  sola Fiom e della sola Cgil, che si sono tenuti a Brescia, in Emilia, in  parte a Torino e in altre sedi. I presidi unitari, dove sono stati  organizzati, sono stati veri e propri piccoli presidi.&lt;br /&gt;Si conferma  che mentre contro i lavoratori viene sferrato un attacco senza  precedenti, la debolezza e la confusione con cui si muovono Cgil, Cisl e  Uil, non solo non rappresentano una risposta ma anzi sono, in alcuni  casi persino controproducenti, perché rafforzano le intenzioni di chi,  nel padronato, nel governo e nelle banche, vuole andare fino in fondo  con il rigore. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il vecchio modello di azione sindacale è morto, in Italia e in Europa. O si fa sul serio o non si conta nulla. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per  questo gli unici punti di tenuta della giornata odierna sono stati  quegli scioperi e quelle manifestazioni che erano contro Monti, contro  Marchionne e senza Cisl e Uil che oggi non hanno alcuna credibilità nel  lottare contro una politica economica e contro un attacco ai diritti che  finora hanno accettato.&lt;br /&gt;Così non va, l’abbiamo detto e lo  ribadiamo, occorre costruire un’opposizione vera a Monti, Marchionne e  alla Bce, ed è per questo che ci troviamo il 17 a Roma.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-2338395996524461126?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/2338395996524461126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/2338395996524461126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/cremaschi-sciopero-azione-simbolica.html' title='Cremaschi: “Sciopero: azione simbolica. Bene solo quando Cgil e Fiom hanno fatto da sole”'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-5212222506946136954</id><published>2011-12-13T23:23:00.002+01:00</published><updated>2011-12-13T23:32:24.106+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><title type='text'>La svolta della Fiat</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-zSOYC36VkRs/TufSIeZKjoI/AAAAAAAAA1s/s-jCWF894S4/s1600/3535776339_24363a592b.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 274px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-zSOYC36VkRs/TufSIeZKjoI/AAAAAAAAA1s/s-jCWF894S4/s320/3535776339_24363a592b.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685744097617940098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-autore-articolo"&gt;     &lt;div class="field-items"&gt;             &lt;div class="field-item odd"&gt;                     &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;di Salvatore Cannavò        &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;               &lt;div style="text-align: justify; font-weight: bold; font-style: italic;" class="field-item even"&gt;                     da ilfattoquotidiano.it        &lt;/div&gt;         &lt;/div&gt; &lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per Sergio Marchionne l’accordo del gruppo Fiat rappresenta “una  svolta storica”. Su questo punto ha ragione perché l’intesa conclude  quel percorso avviato con il piano Fabbrica Italia e passato attraverso  le “battaglie” di Pomigliano, prima e di Mirafiori, poi. Marchionne  ottiene l’obiettivo che si era dato quando impose l’accordo separato di  Pomigliano e il relativo referendum: avere un contratto speciale, valido  solo per i propri stabilimenti, privo delle strettoie che impongono le  regole di concertazione a cui è ancora sottoposta la Confindustria dalla  quale, non a caso, la Fiat è uscita. Nelle aziende della famiglia  Agnelli, il sindacato ha ormai come controparte un industria che ha sedi  in tutto il mondo che, come dice il presidente John Elkann, conserva il  suo cuore in Italia ma che sempre più ha spostato il cervello negli  Stati Uniti. L’intesa siglata, con la collaborazione decisiva dei  sindacati, è cucita addosso alle caratteristiche globali dell’azienda  Fiat ma soprattutto alla sua politica di sviluppo ed espansione che  poggia non tanto sulla capacità di innovazione dei prodotti quanto sulla  maggiore flessibilità del lavoro. Nel gruppo Fiat, da gennaio 2012,  saranno ridotte le pause, gli straordinari saranno portati da 40 a 120  ore annue, i turni a 18 su sei giorni ma soprattutto saranno introdotte  limitazioni per le assenze malattia e sanzioni per chi viola l’accordo  stesso. Difficile capire quanto tutto questo possa aiutare a vendere più  auto. Il progetto Fabbrica Italia, del resto, è stato messo nel  cassetto dopo che la Consob si è azzardata a chiedere maggiori  chiarimenti e le prospettive industriali dell’azienda restano nere.  Marchionne ha puntato alla produzione di 6 milioni di autovetture nel  2014 ma al momento il gruppo Fiat-Chrysler è fermo a 4 milioni e la  recessione deve ancora venire. Nuovi modelli non se ne vedono e gli  stabilimenti sono falcidiati dalla cassa integrazione. &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Marchionne ottiene, per il momento, soprattutto un risultato  politico, l’estromissione della Fiom dalle sue fabbriche. Con il nuovo  contratto, che il sindacato di Landini non ha firmato, la Fiom non avrà  infatti diritto alle prerogative sindacali stabilite dallo Statuto dei  lavoratori: delegati, distacchi, permessi, assemblee, spazio nelle  bacheche aziendali e nemmeno la trattenuta sindacale in busta paga. Il  sindacato più rappresentativo del gruppo viene di fatto cancellato da un  giorno all’altro. Logico, quindi, che Maurizio Landini perli di lesione  democratica oltre che di peggioramento delle condizioni dei lavoratori.&lt;br /&gt;La “questione democratica” in effetti si pone in forma evidente. Come è  possibile che a Somigliano, Mirafiori e Grugliasco si siano svolti dei  referendum e invece gli oltre 80 mila lavoratori del gruppo non possa  esprimersi sul contratto? Perché privarli di un voto di ratifica? &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; L’accordo apre poi un’altra partita nel campo delle relazioni  sindacali. Per evitare di essere esclusa dagli stabilimenti Fiat, la  Fiom chiede al governo una riforma dell’articolo 19 dello Statuto dei  lavoratori che regola la rappresentanza sindacale. Secondo tale norma,  hanno accesso alla rappresentanza solo i sindacati che siglano gli  accordi aziendali nonostante la loro rappresentatività. La Fiom chiede  di ripristinare questo aspetto ma la sua richiesta ha già prodotto una  ferma reazione della Fiat che non accetterebbe mai una tale riforma.  Solo che, allo stesso tempo, il governo vuole rivedere l’intero  pacchetto del mercato del lavoro con riforme dell’articolo 18 dello  Statuto, una maggiore flessibilità in uscita con la probabile  introduzione di un contratto unico di inserimento, un reddito garantito  con la riforma degli ammortizzatori sociali. Tutto questo si tiene e la  modifica dell’articolo 19 si inserirebbe in questo contesto.  La  Confindustria sarebbe d'accordo e non è detto che la Cgil e la stessa  Fiom non siano disponibili a una discussione complessiva. Da qualsiasi  punto lo si guardi, il contratto Fiat apre una nuova stagione di  relazioni sindacali e sarà propedeutico a modifiche  strutturali del  mercato del lavoro&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-5212222506946136954?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5212222506946136954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5212222506946136954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/la-svolta-della-fiat.html' title='La svolta della Fiat'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-zSOYC36VkRs/TufSIeZKjoI/AAAAAAAAA1s/s-jCWF894S4/s72-c/3535776339_24363a592b.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-1787035640666695495</id><published>2011-12-12T00:23:00.000+01:00</published><updated>2011-12-14T00:25:52.807+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><title type='text'>Consigli ai compagni del PD</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;di Alessandro Robecchi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;ilmanifesto 11/12/2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Consigli ai compagni del Pd per fare bella figura in società. Ricordare  che il governo Monti non è un governo di sinistra. Giusto. Quindi  sostenere la decisione di votarlo per responsabilità e senso dello  Stato. Deplorare gli estremisti che si lamentano, ricordando quello che  c'era prima. Contemporaneamente, recarsi alla manifestazione della Cgil  che contesta le misure del governo Monti. Informarsi con garbo se sia  meglio votare la manovra con la mano destra e tenere il cartello  Giù-le-mani-dalle-pensioni con la sinistra. Per i mancini, invertire.  Ricordare con veemenza che è grazie alle pressioni del Pd che si salvano  le pensioni più basse dall'inflazione. Deplorare con un rapido inciso  che grazie all'inflazione aumentata (benzina, Iva, ecc.) le pensioni  decenti saranno indecenti. Sostenere gli sforzi del governo Monti che ci  dà più credibilità in Europa. Incrociare le dita nella speranza che  prima di finire la frase l'Europa ci sia ancora. Sollevare con veemenza  la questione dell'Ici della Chiesa cattolica. Minimizzare con eleganza e  tatto la questione dell'Ici della Chiesa cattolica. Dispiacersi  dell'assenza, nella manovra, della patrimoniale. Aggiungere pudicamente:  «Però per le grosse fortune». Dolersi per i sacrifici del ceto medio.  Consolarsi ricordando che però la prima alla Scala si è svolta in un  clima di elegante sobrietà. Se qualcuno nomina il ministro Fornero,  ribattere ricordando il ministro Gelmini e far notare l'indiscutibile  evoluzione della specie. Approvare l'Ici sulla prima casa. Disapprovare  l'Ici sulla prima casa. Ricordare la sacrosanta tassa su yacht ed  elicotteri, vanto del comunismo nel mondo. Deplorare l'insufficiente  azione sui capitali scudati. Rivendicare la tassazione sui capitali  scudati che sarà bassa, ma è meglio di niente. Dolersi del fatto che i  capitali scudati non si trovano più ed è difficile tassarli. Indignarsi  per quest'ultima triste realtà e sbottare: «Ci vorrebbe un governo  veramente liberale!». Oh, cazzo, questa vi è scappata. Ricominciare da  capo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-1787035640666695495?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1787035640666695495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1787035640666695495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/consigli-ai-compagni-del-pd.html' title='Consigli ai compagni del PD'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-448548084295107806</id><published>2011-12-07T21:04:00.002+01:00</published><updated>2011-12-07T21:08:05.652+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rivolta il debito'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Dal caimano ai coccodrilli</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-eglL8PMg5vs/Tt_HfQawx-I/AAAAAAAAA1g/75Gw7oK3phA/s1600/A-Mario-Monti1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 210px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-eglL8PMg5vs/Tt_HfQawx-I/AAAAAAAAA1g/75Gw7oK3phA/s320/A-Mario-Monti1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683480594561943522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Nota dell'Esecutivo Nazionale di Sinistra Critica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L’annunciata manovra “salva Italia”è arrivata e rappresenta una  violenta stangata antipopolare che ha lavoratrici e lavoratori e  pensionate/i come bersaglio principale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Una manovra all’insegna del “rigore” e dell'attacco ai più deboli,  nella quale l’ipocrita retorica dell'equità si è tradotta in una  gigantesca truffa ai danni di lavoratori, lavoratrici e pensionate/i –  senza alcun vantaggio per le giovani generazioni, che saranno ancor più  allontanate dal mondo del lavoro o utilizzate come concorrenza con la  prossima creazione di una contrattazione duale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Così il governo “tecnico” presenta la manovra più politica che si  ricordi – con l’obiettivo di dare un preciso segnale ai "mercati":  questo paese punta a spremere tutto quello che è spremibile dai soggetti  più deboli e non toccherà in nessun modo le rendite, i profitti, gli  interessi che quei mercati presidiano e difendono.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;I provvedimenti racchiusi nella manovra vanno tutti in questa stessa  direzione: aumento dell’età per andare in pensione e peggioramento degli  assegni pensionistici; riproposizione dell’Ici e aumento delle rendite  catastali; taglio delle imposte sulle imprese; liberalizzazione di  interi settori dei servizi (quindi nuovo attacco all'acqua pubblica ma  anche ai trasporti locali); rilancio delle grandi opere come la Tav.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;In questo modo il governo mette in luce la sua natura politica, che  ha il volto delle banche e della finanza che hanno festeggiato il suo  insediamento.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;L’appoggio unanime di centrodestra e centrosinistra (a parte  l’ipocrita “opposizione” della Lega Nord che cerca di approfittare di  questa “intesa nazionale” per rifarsi il trucco...) rende ancora più  pericolosa l’operazione politica di Monti-Napolitano, perché cerca di  affermare l’esigenza dell’“unità nazionale” di fronte alla crisi e del  carattere “necessario e indifferibile” dei sacrifici.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;La scelta del PD di schierarsi in prima fila in questa operazione è  altrettanto significativa della natura di questo “partito naturale di  governo”, avversario degli interessi delle classi più deboli e di una  qualsiasi alternativa politica di sinistra.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Le prevedibili (e previste) scelte del governo Monti-Napolitano  richiedono un impegno forte di tutta l’opposizione politica e sociale  per rilanciare un’iniziativa unitaria e di massa contro il governo e  contro le politiche di austerità. Unità dal basso, senza scorciatoie  politiciste, ma capace di coinvolgere milioni di lavoratrici e  lavoratori, pensionate/i, giovani precari/e e studenti – quelle donne e  uomini che avevano riempito le strade di Roma il 15 ottobre - vittime  sacrificali dei coccodrilli di governo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Unità dell’opposizione politica e sociale capace di affermare il  rifiuto delle politiche di austerità e delle nuove liberalizzazioni, per  ribadire la scelta del non pagamento del debito illegittimo e del  recupero delle risorse necessarie ad un nuovo welfare e alla difesa  degli interessi delle classi deboli (in particolare per garantire  diritti e reddito a tutte/i) con il taglio delle spese militari, la  cancellazione delle grandi opere inutili e dannose, il recupero  dell’immensa evasione fiscale....&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Unità dell’opposizione che può e deve partire da un vero sciopero  generale e generalizzato capace di dare una risposta ferma e forte alla  manovra del governo e alla sua stessa natura politica.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Sinistra Critica è impegnata nella costruzione di questa larga opposizione sociale e politica:&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;    * saremo in tutte le piazze degli scioperi contro la manovra – il  12 dicembre e soprattutto il 16 con la Fiom e lavoratrici e lavoratori  della Fiat (dove si sperimentano le nuove forme di sfruttamento e  cancellazione dei diritti dei lavoratori).&lt;br /&gt;     &lt;strong&gt;Serve uno sciopero generale vero ed efficace e un'unità  sindacale (a partire da quella dei sindacati di base) basato sulla  difesa di diritti fondamentali non più negoziabili sull'altare della  concertazione;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;   * il 17 dicembre a Roma nell’assemblea del “Comitato No debito” che  vogliamo diventi un appuntamento aperto e unitario organizzato da tutto  il fronte di opposizione politica e sociale – anche &lt;strong&gt;per organizzare insieme a  tutte le forze che si oppongono al governo Monti, una grande manifestazione nazionale;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;   * nella partecipazione alla campagna “Rivolta il debito” e per una  Audit pubblico sul debito illegittimo – con iniziative nelle diverse  città italiane nella settimana tra il 10 e il 17 dicembre.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-448548084295107806?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/448548084295107806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/448548084295107806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/dal-caimano-ai-coccodrilli.html' title='Dal caimano ai coccodrilli'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-eglL8PMg5vs/Tt_HfQawx-I/AAAAAAAAA1g/75Gw7oK3phA/s72-c/A-Mario-Monti1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-6506096714511086674</id><published>2011-12-05T22:50:00.001+01:00</published><updated>2011-12-05T22:53:43.488+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Lacrime di coccodrillo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-yxlYYWnfdeo/Tt09V8SBFuI/AAAAAAAAA1U/3gZxWc4rHFo/s1600/Fornero_PiangeR400.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 220px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-yxlYYWnfdeo/Tt09V8SBFuI/AAAAAAAAA1U/3gZxWc4rHFo/s320/Fornero_PiangeR400.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682765751979677410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="field field-type-filefield field-field-image-articolo"&gt;     &lt;div class="field-items"&gt;             &lt;div class="field-item odd"&gt;                    &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;di Salvatore Cannavò&lt;/span&gt; &lt;a href="http://ilmegafonoquotidiano.it/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;ilmegafonoquotidiano.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;         &lt;/div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;" class="field field-type-text field-field-autore-articolo"&gt;     &lt;div class="field-items"&gt;                      &lt;/div&gt; &lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Mario Monti ha presentato le sue carte e ha buttato sul tavolo una  manovra economica all'altezza delle aspettative. Quelle del rigore e  dell'attacco ai più deboli. Come avevamo già capito l&lt;strong&gt;a retorica dell'equità si è tradotta in una gigantesca truffa&lt;/strong&gt;  ai danni di lavoratori, lavoratrici e pensionati. Un indebito prelievo  nelle tasche di chi ha già pagato, di chi ha poco da dare e di chi è la  vera vittima designata di tutta l'operazione politica che porta alla  nascita del governo Monti. Sì, perché la nascita del governo "tecnico"  presenta la manovra più politica che si ricordi. L'attacco verso i  lavoratori è spietato e chirurgico e prescinde dall'entità  dell'intervento finanziario. Se davvero l'Italia è a rischio "default",  chi può pensare o credere che bastino 20 miliardi di misure aggiuntive  per rimediare un debito pubblico che è di 1900 miliardi? E perché  accanirsi sulle pensioni che, essendo il bilancio dell'Inps in pareggio,  non pesano sui saldi complessivi?&lt;br /&gt;Il punto è che si è voluto dare un preciso segnale ai "mercati": questo  paese punta a spremere tutto quello che è spremibile dai soggetti più  deboli e non toccherà in nessun modo le rendite, i profitti, gli  interessi che quei mercati presidiano e difendono. Non si spiega  altrimenti &lt;strong&gt;il super-scalone Fornero,&lt;/strong&gt; quell'aumento  secco di cinque anni contributivi per ottenere la pensione di anzianità -  oggi, con la quota 97 che scatta nel 2012, basterebbero 37 anni di  contributi e 60 anni di età per ritirarsi anticipatamente dal lavoro  mentre dal prossimo anno serviranno 42 anni agli uomini e 41 alle donne.  Le lacrime della ministra, in genere abituata a cimentarsi con i numeri  e non con le persone in carne e ossa, suonano come una beffa che su  aggiunge al danno e ricordano da vicino le lacrime di coccodrillo.&lt;br /&gt;Nella stessa direzione antipopolare si muove l'operazione super-recessiva di &lt;strong&gt;aumento dell'Iva&lt;/strong&gt;  e di blocco degli adeguamenti inflazionistici per le pensioni, con una  riduzione secca dei consumi che sarà tangibile già dal prossimo Natale.  Alla fine, dietro la pressione di sindacati e Pd, il blocco non  riguarderà le pensioni fino a 960 euro ma comunque il segnale viene dato  e, anche in questo caso, la spietatezza si palesa in quel &lt;strong&gt;misero 1,5 per cento&lt;/strong&gt;  a cui vengono sottoposti nuovamente i capitali scudati sotto il governo  Berlusconi al 5 per cento. Si tratta dei capitali fatti rientrare  dall'estero e che sarebbero dovuti essere tassati per lo meno al 12,5 o  20 per cento - almeno come le rendite finanziarie se non all'aliquota  fiscale di riferimento - e invece vengono ancora "graziati". Mentre le  pensioni pagheranno.&lt;br /&gt;Ancora, la stessa rotta è seguita dall'&lt;strong&gt;aumento indiscriminato dell'Ici-Imu &lt;/strong&gt;e dall'assenza di una sia pur timida &lt;strong&gt;patrimoniale&lt;/strong&gt;  - sembra che in Italia non si possa fare, dice Monti, perché non c'è  contezza dei patrimoni…ma va? - sostituita da un po' di tassazione alle  barche e alle auto di lusso. Anche la tracciabilità dei pagamenti con  riduzione della quota contante a 1000 euro è ridicola. Di "lotta  all'evasione fiscale" non si parla nemmeno se non con misure lievi e  impercettbili.&lt;br /&gt;E invece i messaggi sono espliciti per le imprese tanto che Corrado  Passera, in conferenza stampa, chiama la ministra "Elsa" Fornero, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;"Emma".&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; Un lapsus rivelatore del partner con cui è stata scritta la manovra. E così il governo defiscalizza &lt;strong&gt;l'Irap&lt;/strong&gt;, offre incentivi alla ricapitalizzazione delle imprese, &lt;strong&gt;liberalizza&lt;/strong&gt; interi settori dei servizi, quindi nuovo attacco all'acqua pubblica ma anche ai &lt;strong&gt;trasporti locali &lt;/strong&gt;- tanto che viene istituita un'Authority - rilancia le grandi opere come la &lt;strong&gt;Tav&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Il governo dà un messaggio esplicito del suo progetto e della sua  natura: il salvataggio dell'euro significa un'austerità che tutti gli  economisti minimamente onesti giudicano un errore clamoroso, un  passaggio che peggiorerà la situazione. E la natura del governo, come  abbiamo già avuto modo di dire, ha il volto delle banche e della finanza  che hanno festeggiato il suo insediamento.&lt;br /&gt;Difficile vedere le differenze con i governi Berlusconi se non in  peggio. Perché, in un modo o nell'altro, il precedente governo si è  trattenuto nell'affondare i colpi sui ceti più deboli - il blocco della  perequazione automatica delle pensioni è micidiale - ma soprattutto  perché questo governo si è presentato come "salvatore della Patria" e ha  ricevuto benedizioni a destra e sinistra. &lt;strong&gt;La stessa Cgil,&lt;/strong&gt; che ora schiuma rabbia, ha disdetto &lt;strong&gt;la manifestazione nazionale prevista per il 3 dicembre,&lt;/strong&gt;  alla vigilia della manovra, che, se fosse stata mantenuta, avrebbe  garantito ben altra dialettica. E' l'effetto dell'errore "storico" del  Pd, quello di non aver voluto scegliere la strada delle elezioni e dell'&lt;strong&gt;operazione Napolitano&lt;/strong&gt;,  il caro e amato presidente della Repubblica le cui manovre vengono  fatte pagare ai ceti meno abbienti. Uno scandalo evidente che grida  indignazione e mobilitazione.&lt;br /&gt;A sinistra, nel mondo dell'opposizione sociale e politica al governo Monti, è di nuovo gettonata la parola "unità" e &lt;strong&gt;la costruzione di un percorso comune, sociale e politico.&lt;/strong&gt;  Ne ha parlato il congresso di Rifondazione comunista, se ne discute nel  sindacato, in altri settori, nei movimenti. Sarebbe il caso che si  realizzasse un incontro immediato delle forze che non vogliono stare in  silenzio e che non vogliono lasciare intentato uno scatto e una  possibilità di reazione. Il 16 dicembre, ad esempio, scelto dalla Fiom  per il suo sciopero contro la Fiat, potrebbe offrire un'ottima occasione  per battere un colpo. Se non chiama lo sciopero generale una manovra  come questa, cos'altro giustifica la mobilitazione totale?&lt;br /&gt;Se non altro per mettere agli atti che in questo paese non viene dalla Lega l'unica opposizione.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-6506096714511086674?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6506096714511086674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6506096714511086674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/lacrime-di-coccodrillo.html' title='Lacrime di coccodrillo'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-yxlYYWnfdeo/Tt09V8SBFuI/AAAAAAAAA1U/3gZxWc4rHFo/s72-c/Fornero_PiangeR400.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-1092516760689692293</id><published>2011-12-05T22:41:00.004+01:00</published><updated>2011-12-05T22:55:30.242+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Le pensioni e la Cgil</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;di Antonio Moscato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;da http://antoniomoscato.altervista.org/index.php&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-8LbyEOiJs8A/Tt08ba0VlLI/AAAAAAAAA1I/-Xrkpr34bY0/s1600/vauro.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-8LbyEOiJs8A/Tt08ba0VlLI/AAAAAAAAA1I/-Xrkpr34bY0/s320/vauro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682764746564408498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;I quaranta anni non si toccano… ripete la Camusso. “Quaranta è un  numero magico e intoccabile”. In realtà per molti è semplicemente irraggiungibile.  Tra tutti i miei laureati con cui sono rimasto in contatto, molti dei  quali già quarantenni o oltre, solo una minima parte ha potuto  cominciare a lavorare subito dopo la laurea con regolari contributi.&lt;br /&gt;Quando mai arriveranno a 40 o 41 anni di contributi?  Discutere solo su questo è ridicolo: si deve dire che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non c’è nessun  bisogno di toccare le pensioni perché al contrario l’INPS finanzia lo  Stato da anni, con un costo complessivo a carico dei contributi  previdenziali pari a 142 miliardi tra il 1998 e il 2009 &lt;/span&gt;(vedi tabella in  fondo). Ma al contrario, da Vendola a Fassina, anche la cosiddetta  sinistra accetta la impostazione della ministra Elsa Fornero. Non  parliamo neppure di Bersani, che apprezza “nel merito e nei toni”  l’intervento della ministra.  Ma non c’è solo il continuo spostamento in là dell’età necessaria per ottenere la pensione, c’è l’introduzione del sistema contributivo per tutti,  che è un atto gravissimo che cancella l’impostazione generale del  sistema pensionistico ottenuta nel 1969 grazie a una svolta radicale  della CGIL, ma anche per merito del coraggio e la coerenza del ministro  Giacomo Brodolini, che forzò la mano al governo su questo come sullo  Statuto dei diritti dei lavoratori.&lt;br /&gt;La svolta della CGIL era avvenuta dopo un ennesimo cedimento: uno  sciopero generale fissato dalle tre confederazioni per il 15 dicembre  1967 era stato revocato in seguito a generiche promesse del governo  Moro, e una raffica di proteste da parte di militanti e strutture locali  e di categoria aveva scosso la CGIL, che aveva accettato la revoca.  Pochi mesi dopo, il 27 febbraio 1968, CGIL, CISL e UIL avevano  concordato col governo Moro una proposta di riforma che prevedeva che i  futuri pensionati ottenessero un trattamento pari al 65% dell’ultimo  stipendio, ma spostava a 60 anni l’età della pensione per le donne, ed  escludeva il cumulo tra la pensione e qualche lavoretto per integrarla.  Le tre confederazioni si erano impegnate a consultare i rispettivi  massimi organismi nazionali, ma sembrava una pura formalità; invece la  CGIL, tempestata di telegrammi di protesta, nella nottata ritirava il  suo assenso con una dichiarazione di Luciano Lama. L’avvicinamento tra  le tre confederazioni saltava, e la direzione della CGIL era costretta  dalle strutture di base a proclamare da sola uno sciopero generale per  il 7 marzo. Nonostante l’esecrazione di CISL e UIL, che gridarono al  tradimento e insinuarono che ci fossero strumentalizzazioni politiche  preelettorali, lo sciopero riuscì benissimo. E segnò una svolta: tutti  sindacati capirono che c’era una crisi di rappresentanza, che  costringeva a mutare linea.  Effettivamente l’irrigidimento della CGIL era il riflesso di un  mutamento profondo del paese, che le altre confederazioni avevano  tardato a percepire, e che ebbe anche una  ricaduta elettorale. Alle elezioni politiche del 18 giugno 1968 il PCI  passò dal 25,3% al 26,9%, e il PSIUP che lo fiancheggiava ma al tempo  stesso lo incalzava e lo criticava da sinistra arrivò al 4,4%;  l’unificazione socialista invece non fu premiata dal voto, e PSI e PSDI  uniti persero quasi un quarto dei voti che avevano avuto presentandosi  separatamente, mentre la DC restava statica.  Nel paese intanto continuavano a svilupparsi lotte aziendali, spesso  avanzatissime nelle rivendicazioni e nelle forme di lotta. Ne ho parlato  a lungo nella parte finale del saggio La rinascita del sindacalismo nel secondo dopoguerra.&lt;br /&gt;Furono soprattutto queste, che violavano la tregua di fatto sancita dal  rinnovo contrattuale del 1966, ad imporre alle confederazioni  un’attenzione maggiore alle richieste della base, e al governo di  riprendere in mano la riforma pensionistica e anche il progetto dello  Statuto dei lavoratori. Ma ci vollero altri due riuscitissimi scioperi  generali, questa volta unitari, il 14 novembre 1968 e il 5 febbraio  1969, perché il governo, presieduto ora da Mariano Rumor, approvasse il  15 febbraio una riforma che portava al 74% il rapporto tra pensione e  ultimo stipendio, da elevare all’80% entro il 1975. Era previsto anche  un meccanismo di “scala mobile”, cioè di parziale adeguamento automatico  all’inflazione; una pensione sociale per i vecchi senza contributi  sufficienti, mentre veniva ripristinata la “pensione di anzianità” per  chi pur non avendo raggiunti i 60 anni aveva 35 anni di contributi  versati. Veniva anche ripristinata la possibilità di cumulo della  pensione con i salari di chi aveva continuato a lavorare. Quanto alla  proposta di posticipare per le donne l’età della pensione da 55 a 60  anni, era già stata ritirata dal governo dopo il successo del primo  sciopero della sola CGIL…&lt;br /&gt;Ho già accennato che, come per lo Statuto dei lavoratori, in  discussione da tempo e a lungo osteggiato dai settori più miopi della  società e della politica italiana, il ruolo di Giacomo Brodolini fu  decisivo per forzare la mano al resto del governo. Brodolini era  gravemente malato e sapeva di non aver molto tempo da vivere (morì in  una clinica di Zurigo l’11 luglio 1969). Così impegnò i sei mesi che gli  restavano per una tenace battaglia per far approvare dal governo Rumor  la riforma pensionistica e poi lo Statuto, spiazzando gli elementi più  conservatori. Coerente con la sua origine di socialista radicale  proveniente dal partito d’azione, non esitò in quei mesi a compiere  gesti inediti, come la partecipazione alla veglia di capodanno in via  Veneto dei lavoratori dell’Apollon occupata, o il viaggio ad Avola per  portare la sua solidarietà ai braccianti dopo l’uccisione di due di loro  da parte della polizia. Di fronte alle resistenze nel governo, accettò che per finanziare la  riforma pensionistica si aumentasse il prezzo della benzina: “Se il  ricorso al fisco fosse necessario per far fronte al dovere di meglio  assistere i pensionati, non mi scandalizzerei”, scrisse in un articolo.  Naturalmente “mi preoccuperei che non fossero colpiti i consumi  maggiormente popolari. Non si deve infatti togliere con la destra parte  di quanto si dà con la sinistra”. Peccato che nessuno oggi nel PD pensi a  utilizzare questi argomenti semplici e convincenti…&lt;br /&gt;Nella relazione sulla riforma presentata alla Camera il 19 febbraio  1969 Brodolini, dopo aver sottolineato che il “considerevole apporto  della collettività nazionale agli oneri connessi alla riforma  pensionistica (8.000 miliardi di lire nel periodo 1969-1975)” è prima di  tutto “una grande opera di giustizia” e un contributo a una “più equa  ridistribuzione del reddito”, aggiunse che avrebbe avuto anche  ripercussioni positive sullo sviluppo dell’economia. Infatti, proseguiva  Brodolini, “è da ritenere che il provvedimento, apportando un  miglioramento delle prestazioni nei confronti di oltre 8 milioni di  pensionati, sia destinato ad avere riflessi tonificanti sul mercato  attraverso l’incremento della domanda di beni e servizi e, quindi, a  ripercuotersi positivamente sull’economia nazionale”. Aveva ragione: quella spesa non mandò in rovina la società italiana,  ma assicurò invece parecchi anni di sviluppo impetuoso dell’economia.&lt;br /&gt;Ho ricordato il ruolo del socialista Brodolini e riportate le sue parole, per  sottolineare quanto grande sia stata negli ultimi trent’anni  l’involuzione di quel che resta della sinistra parlamentare, che quegli  argomenti ha totalmente dimenticato. Ma Brodolini era stato solo un  interprete onesto e coerente di una trasformazione che stava investendo i  sindacati e che portò, pochi mesi dopo la sua morte, alla grande  stagione di lotte dell’Autunno caldo… Ed è questo che volevo sottolineare. Il sistema pensionistico italiano  diventò allora, grazie alla lotta, unitaria se possibile, ma anche  della sola CGIL, uno dei migliori in Europa, senza mandare in rovina il paese:  bisogna ricordare come è stato conquistato, e perché appena sparita la  sinistra è diventato il bersaglio principale di tutte le sedicenti  “riforme”, che riforme non sono affatto, nonostante le pensioni dei  lavoratori non avessero nulla a che vedere con le cause della crisi  strutturale del sistema capitalistico europeo.&lt;br /&gt;Il “contributivo per tutti” è semplicemente una truffa, che serve esclusivamente a fare cassa  colpendo un settore più debole e approfittando del ruolo scandalosamente  complice (al di là delle fievoli proteste) di due confederazioni e  mezzo (la CGIL è evidentemente divisa). È una truffa perché l’INPS non è  affatto in crisi, e al contrario ha finanziato negli ultimi anni lo  Stato italiano (nell’ultimo anno per il quale si hanno questi dati, il 2009, il saldo è stato di 27,6 miliardi di euro, pari all’1,8% del Pil). Il sistema retributivo funzionava bene finché aumentava l’occupazione,  e rastrellava anche i contributi dei lavoratori stranieri e italiani  che non arrivavano a poter avere una pensione. Inoltre i contributi di  lavoratori e aziende venivano fatti fruttare in vario modo. L’attacco  cominciò con lo scopo di rendere insicuri i lavoratori sulla pensione  futura costringendoli a investire il loro TFR in pensioni private (che  in realtà non davano nessuna sicurezza e che per fortuna solo una  minoranza ha sottoscritto, nonostante le pressioni bipartisan e le  complicità confederali). Il contributivo “pro rata” (termine misterioso,  quasi mai spiegato, e che dovrebbe corrispondere a un pro rata temporis) proposto da Berlusconi nel 1994 e poi,  dopo la sua caduta, realizzato sia pure parzialmente dal suo ministro  dell’economia col consenso della “sinistra”, equivale a passare dalla funzione di banca a quella di salvadanaio.  Infatti, se col retributivo i lavoratori al termine di una lunga e  faticosa vita lavorativa iniziata in tempi bui con pochi e miseri  contributi potevano avere una percentuale elevata dell’ultimo stipendio senza mandare in rovina l’INPS,  ora col contributivo avranno diritto solo a quanto hanno versato,  suddiviso per gli anni di presumibile “godimento” calcolati in base alla  speranza di vita. Che spesso, per chi ha lavorato quarant’anni in una  miniera o in una fabbrica chimica o al siderurgico di Taranto, è assai  minore della media… Non è  vero quanto ci si ripete ogni giorno: “noi italiani siamo vissuti al di  sopra delle nostre possibilità”.&lt;br /&gt;È una bufala: l’Italia è esattamente  allineata alla Germania e alla Francia, così come era stato riportato il  24 ottobre 2011 dal Corriere della Sera: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l’età media effettiva di  pensionamento in Italia è di 61,5 per gli uomini, 60 per le donne; in Germania di 61,6 e 59,9; in Francia per uomini e donne di 58,8 e 58,8; in Spagna di 62,6 e 59,5.&lt;/span&gt;  Ma da anni i superburocrati inutili e strapagati dell’Unione Europea, e  la troika Merkel-Sarkozy-BCE ci ripetono: “l’Europa chiede all’Italia  tagli alle pensioni…” Se l’ Eurostat sostiene che l’attuale spesa pensionistica incide in misura anomala sul Pil, è perché fa confronti statisticamente disomogenei. Infatti  il dato italiano è sovradimensionato dall’indebita inclusione dei  trattamenti di fine rapporto TFR (pari a circa un punto e mezzo di Pil) e  dalla valutazione delle prestazioni al lordo delle ritenute  previdenziali (in Germania i soldi che escono dagli enti pensionistici sono  esattamente quelli che entrano nelle tasche dei pensionati e la spesa  pensionistica viene contabilizzata al netto di ciò che viene pagato; in  Italia invece viene registrato come spesa pensionistica il lordo  erogato, inclusa la ritenuta d'acconto). Questi due  elementi di disomogeneità, se tolti dal computo, riducono l’incidenza  sul Pil della nostra spesa pensionistica al di sotto o in linea con  quelle francesi e tedesche. Il Tfr infatti non è una prestazione pensionistica, e neppure i prepensionamenti  a seguito di crisi aziendali, che solo in Italia diventano spesa  pensionistica, mentre in altri Paesi sono considerati interventi di  politica industriale non contabilizzabili nella spesa pensionistica.  Casomai  un problema reale è che la gestione Inps delle pensioni dei lavoratori  dipendenti, è in attivo di 10 miliardi e non ha bisogno di  aggiustamenti, mentre quelle di autonomi e dirigenti è in perdita. Anche  quando paga un po’ meno di quel che si accaparrano i Guarguaglini e  soci quando devono andarsene.   &lt;br /&gt;Riporto qui una tabella ricavata da un dossier curato come sempre accuratamente da Sergio Casanova, che ringrazio.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;IL VERO BILANCIO DELL'INPS &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1. SPESA PER LE PRESTAZIONI PREVIDENZIALI&lt;/span&gt; Risulta dalla:&lt;br /&gt;• spesa per le pensioni di Invalidità, Vecchiaia, Superstiti (IVS) cui vanno sottratte:&lt;br /&gt;• la quota, di quella spesa, sostenuta dall'INPS per prestazioni assistenziali, che dovrebbero essere a carico dello Stato&lt;br /&gt;• le trattenute IRPEF sulle pensioni, che, per lo  Stato, non costituiscono certo una spesa (visto che sono versate  direttamente dall'INPS al Fisco!).&lt;br /&gt;Tanto che, ad esempio, in Germania la  spesa previdenziale è calcolata sulle pensioni al netto dell'imposta  personale sul reddito.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2. ENTRATE CONTRIBUTIVE &lt;/span&gt;L'insieme dei contributi versati dalle lavoratrici e dai lavoratori. Deve essere chiaro che anche la quota dei contributi versati dal “datore” di lavoro fa parte del reddito dei lavoratori, tanto che persino le statistiche ISTAT comprendono nel Reddito da lavoro dipendente la totalità dei contributi.&lt;br /&gt;DAL 1998 LA DIFFERENZA TRA ENTRATE CONTRIBUTIVE E SPESA PREVIDENZIALE È SEMPRE RISULTATA ATTIVA. Ecco i dati ( in milioni di euro) tratti dalla Tabella 4.1 a pag. 335 del “Rapporto sullo stato sociale 2011” (a cura di F.R. Pizzuti, maggio 2011, Gruppo editoriale Esselibri -Simone ).&lt;br /&gt;• 1998.....+ 1.810&lt;br /&gt;• 1999.....+ 2.105&lt;br /&gt;• 2000.....+ 4.540&lt;br /&gt;• 2001.....+ 9.811&lt;br /&gt;• 2002.....+ 7.463&lt;br /&gt;• 2003.....+ 5.845&lt;br /&gt;• 2004.....+ 7.514&lt;br /&gt;• 2005.....+ 7.283&lt;br /&gt;• 2006.....+11.306&lt;br /&gt;•2007.....+13.279&lt;br /&gt;• 2008.....+33.133&lt;br /&gt;• 2009.....+27.597&lt;br /&gt;SI TRATTA DI 141.955 mln., RIVALUTANDO I DATI ANNUALI AL 2010.&lt;br /&gt;È L'INPS A FINANZIARE LO STATO, non viceversa, come  predicano i grandi falsari di governo, Confindustria, sindacati  confederali e dei grandi mezzi di disinformazione di massa. Quindi lo  Stato, negli anni tra il 1998 e il 2009, ha utilizzato 142 miliardi di  contributi versati dai/lle lavoratori/trici, mettendo in atto una  colossale manovra finanziaria continuata e occulta ai loro danni.&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height: normal;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:TimesNewRomanPS-BoldMT;mso-bidi-mso-bidi-font-weight:boldfont-family:TimesNewRomanPS-BoldMT;font-size:12.0pt;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-1092516760689692293?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1092516760689692293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1092516760689692293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/le-pensioni-e-la-cgil.html' title='Le pensioni e la Cgil'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-8LbyEOiJs8A/Tt08ba0VlLI/AAAAAAAAA1I/-Xrkpr34bY0/s72-c/vauro.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-6278100744381635039</id><published>2011-12-05T22:35:00.002+01:00</published><updated>2011-12-05T22:38:36.887+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Islanda prima in Europa a riconoscere la Palestina come Stato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-FgBiXIOldKo/Tt05ywqCbFI/AAAAAAAAA08/wxrRLmyeUYk/s1600/islanda-palestina.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 251px; height: 201px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-FgBiXIOldKo/Tt05ywqCbFI/AAAAAAAAA08/wxrRLmyeUYk/s320/islanda-palestina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682761849028897874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Roma,02 dicembre 2011, Nena News – “L’Islanda è il primo paese  europeo a compiere questo passo” ha annunciato il ministro degli esteri  islandese Ossur Skaphedinsonn dopo che il parlamento ha passato una  mozione con 38 voti a favore su 63 per il riconoscimento della Palestina  “come stato sovrano ed indipendente” coi confini del 1967.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa misura, che riconosce l’OLP come la rappresentante legittima  dello stato palestinese, è stata approvata il 29 novembre, nel giorno in  cui nel mondo si celebra la giornata di Solidarietà con il Popolo  Palestinese.&lt;br /&gt;Riyad Mansour, osservatore palestinese presso le Nazioni Unite, ha  letto davanti alla sede centrale dell’ONU un messaggio del presidente  Mahmoud Abbas (Abu Mazen), il quale ribadiva che la decisione di  rivolgersi alle Nazioni Unite è un diritto legittimo del popolo  palestinese. “Ora ho l’autorità per dichiarare il nostro riconoscimento della Palestina” ha continuato Ossur.&lt;br /&gt;La risoluzione, proposta dal ministro degli esteri islandese, afferma  che “il parlamento esorta israeliani e palestinesi a cercare un accordo  di pace sulla base del diritto internazionale e delle risoluzioni ONU,  che includa il riconoscimento reciproco dello stato di Israele e di  quello di Palestina”.&lt;br /&gt;Questa mossa è giunta dopo la recente adesione della Palestina  all’UNESCO, per la quale l’Islanda, assieme ad altri 10 membri  dell’Unione Europea si era espressa a favore.&lt;br /&gt;Tuttavia dopo l’attesa sconfitta al Consiglio di Sicurezza dell’ONU,  con soli 8 voti favorevoli su 15 – che non hanno nemmeno obbligato gli  USA a far uso del diritto di veto – la Palestina non è riuscita ad  ottenere una piena adesione alle Nazioni Unite.&lt;br /&gt;Il prossimo passo potrebbe essere quello di rivolgersi all’Assemblea  Generale ma il recente blocco del trasferimento delle tasse nella casse  dell’Anp che Israele ha attuato come forma punitiva  per la recente  adesione della Palestina all’UNESCO, potrebbe bloccare l’intero  processo. Nena News &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/news/3300-islanda-riconosce-palestina-israele-avvia-trasferimento-fondi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-6278100744381635039?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6278100744381635039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6278100744381635039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/12/islanda-prima-in-europa-riconoscere-la.html' title='Islanda prima in Europa a riconoscere la Palestina come Stato'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-FgBiXIOldKo/Tt05ywqCbFI/AAAAAAAAA08/wxrRLmyeUYk/s72-c/islanda-palestina.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-8683464750225961817</id><published>2011-11-30T17:15:00.003+01:00</published><updated>2011-11-30T17:29:04.207+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rivolta il debito'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Rifiutarsi di pagare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-1yXjp-2EY5E/TtZZxyMDovI/AAAAAAAAA0w/q088TgrZpTw/s1600/DEBITO.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-1yXjp-2EY5E/TtZZxyMDovI/AAAAAAAAA0w/q088TgrZpTw/s320/DEBITO.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5680826691795264242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;di Salvatore Cannavò&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La formazione del debito pubblico italiano è una biografia del paese,  evidenzia i meccanismi di un funzionamento specifico del capitalismo in  cui i benefici fiscali per le grandi imprese e i più ricchi si sposano  all’utilizzo della macchina pubblica per una gestione centralizzata e  classista della spesa sociale. Discutere del suo annullamento, o  congelamento o default negoziato come hanno proposto diversi interventi  del manifesto e come propongono alcune campagne in corso (Campagna per  il congelamento del debito o Rivolta il debito) è del tutto pertinente.  Alcuni di questi interventi, tra tutti Guido Viale, hanno fatto  riferimento alla possibilità di un Audit pubblico sul debito per  definire la parte di debito legittimo, da pagare, e quella illegittima  da annullare. E’ attorno a questa proposta che una campagna sul debito  può trovare una ampia unità e permettere al dibattito di fare  significativi passi in avanti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;La galleria fotografica della Prima Repubblica che costella l’ascesa  delle percentuali di debito sul Pil supporta l’interpretazione secondo  la quale il debito è frutto di una scellerata politica clientelare  propria del “regime” democristiano. Ovviamente c’è del vero in questa  affermazione. Ma c’è dell’altro. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La spesa sociale &lt;/span&gt;in rapporto al Pil,  infatti, è aumentata in linea con le entrate fiscali tra il 1980 e il  1990 e poi addirittura&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; si è ridotta (dal governo Amato del ’92 a oggi,  le manovre finanziarie hanno operato tagli per circa 500 miliardi di  euro)&lt;/span&gt;. Negli stessi anni abbiamo assistito invece a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;una miriade di  finanziamenti a pioggia, di incentivi, defiscalizzazioni  rivolte alle  imprese in un ginepraio di intrecci e conflitti di interesse difficile  da definire con precisione.&lt;/span&gt; Marco Cobianchi autore del saggio “Mani  bucate”, ha calcolato in &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;30-40 miliardi di euro l’anno&lt;/span&gt; i trasferimenti  “a pioggia” dello Stato alle imprese: la metà di quanto si spende per  interessi.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Poi c’è la questione fiscale. Secondo Eurostat, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dal 2000 al  2010 la pressione fiscale dell’Europa a 27 è passata dal 44,7 al 37,1  per cento con una riduzione del 7,6 per cento.&lt;/span&gt; Le imposte sui redditi  delle società sono passate dal 31,9 al 23,2 con una riduzione dell’8,7  per cento. In Italia la pressione fiscale sui redditi delle società è  passata &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dal 41,3 per cento al 31,4&lt;/span&gt; con una riduzione del 9,9 per cento.  Da queste politich\e deriva un allarme che giustifica politiche di  austerità durissime e annuncia un default di fatto, almeno sul piano  sociale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;E’ giusto quindi chiedere l’annullamento della parte illegittima del  debito, cioè quello realizzato per sostenere i profitti, per garantire  la speculazione delle grandi banche e per sorreggere un’economia  capitalistica in crisi di sbocchi, e quindi di margini di profitto, e  bisognosa di una bolla finanziaria in grado di garantire l’attività.  Come è giusto contestare la legittimità di un debito contratto per  applicare politiche sociali ingiuste, in violazione dei diritti  economici, sociali, culturali e civili dei popoli. E’ quanto ha  sostenuto per anni il Comitato per l’annullamento del debito del terzo  mondo (Cadtm) che ormai si occupa dei debiti del “nord del mondo” e le  cui idee sono state pubblicate nel volume “Debitocrazia” in uscita con  Alegre.  Argomenti analoghi utilizza François Chesnais nel suo “I debiti  illegittimi” pubblicato da DeriveApprodi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Si tratta del primo passo necessario a costituire un rapporto di  forza adeguato per raffreddare la stessa tensione finanziaria. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La  moratoria sul debito esige un Audit, fondamentale per radiografare il  debito e per il quale è essenziale la partecipazione di cittadini e  cittadine, dei movimenti, delle associazioni, dei sindacati.&lt;/span&gt; Ovviamente,  un simile obiettivo richiede una forte mobilitazione sociale perché non  esiste, oggi, un governo in grado di accettare una simile proposta.  Allo stesso tempo, questa proposta può aiutare a selezionare un governo  possibile del paese: chi davvero abbia a cuore il futuro della  popolazione, dei lavoratori e delle lavoratrici, dei giovani e dei  pensionati, dei vari strati sociali colpiti dalla crisi non dovrebbe che  sposare una simile tesi e voltare le spalle agli interessi delle grandi  banche e delle società finanziarie.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;La &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;moratoria unilaterale&lt;/span&gt; servirebbe anche a rinegoziare tassi di  interesse e tempi di rimborso per il debito considerato legittimo o  legale considerando che la quota del bilancio statale da consacrare a  tale spesa non dovrebbe superare una percentuale accettabile: ad esempio  il 5 per cento delle entrate, come propone il Cadtm, mentre a fine  2010, in Italia, quel rapporto era del 9,7 per cento.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Tra le obiezioni fondamentali alla moratoria e al congelamento degli interessi ve ne sono alcune che provengono da sinistra.&lt;/p&gt; &lt;ol style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;   &lt;em&gt;il “default” sarebbe pagato dalla popolazione e da lavoratori e  pensionati. Il problema sarebbe però ovviato da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un atto, sovrano, di  moratoria&lt;/span&gt; – e non di “default” – da cui sarebbero esplicitamente esclusi  quei settori da proteggere proprio in virtù degli interessi della  collettività. &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;em&gt;Dopo la moratoria uno Stato farebbe una fatica immensa a  finanziarsi di nuovo sui mercati interni e internazionali: nessuno gli  farebbe più credito. I casi di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Argentina o Ecuador&lt;/span&gt; – in cui si è  realizzato un vero Audit pubblico con ampi benefici per quello Stato -  mostrano il contrario, dipende dalle situazioni. In ogni caso, per  l’Italia, si tratta di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;riequilibrare il ricorso al prestito “interno”&lt;/span&gt;  facendo leva su una ricchezza finanziaria netta altissima (circa 3700  miliardi di euro).&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;em&gt;Un default significa uscire dall’euro e scontrarsi con una forte  svalutazione con il crollo del potere di acquisto dei salari.  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’andamento dei salari &lt;/span&gt;degli ultimi dieci anni, quelli in cui è vigore  l’euro, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non autorizza a parlare di mantenimento del potere di acquisto&lt;/span&gt;.  L’Europa può imboccare una strada diversa, quella dell’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Europa Sociale&lt;/span&gt;  che rifiuti la dittatura delle banche.&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;L’appello per un Audit pubblico in Francia è stata lanciata da una serie di forze sociali e intellettuali (&lt;a href="http://www.audit-citoyen.org/"&gt;www.audit-citoyen.org&lt;/a&gt;  pubblicato in italiano su www.rivoltaildebito.org) e ha già superato le  40 mila adesioni. Tra i promotori forze sindacali come la Cgt, l’Union  syndacal Solidaires, Attac, il Cadtm, economisti come François Chesnais e  Michel Husson, filosofi come Etienne Balibar, altermondialisti come  Susan George. Forse si potrebbe fare anche qui in Italia.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-8683464750225961817?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8683464750225961817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8683464750225961817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/11/rifiutarsi-di-pagare.html' title='Rifiutarsi di pagare'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-1yXjp-2EY5E/TtZZxyMDovI/AAAAAAAAA0w/q088TgrZpTw/s72-c/DEBITO.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-7717019267452336291</id><published>2011-11-30T17:09:00.002+01:00</published><updated>2011-11-30T17:13:22.098+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rivolta il debito'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Un Audit sul debito</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-FfMnu6b7mwM/TtZV1hUDESI/AAAAAAAAA0k/KP0eJM3FhQE/s1600/debt.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 237px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-FfMnu6b7mwM/TtZV1hUDESI/AAAAAAAAA0k/KP0eJM3FhQE/s320/debt.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5680822357938344226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;di Guido Viale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Agli storici del futuro (se il genere umano sopravviverà alla crisi  climatica e la civiltà al disastro economico) il trentennio appena  trascorso apparirà finalmente per quello che è stato: un periodo di  obnubilamento, di dittatura dell'ignoranza, di egemonia di un pensiero  unico liberista sintetizzato dai detti dei due suoi principali  esponenti: «La società non esiste. Esistono solo gli individui», cioè i  soggetti dello scambio, cioè il mercato (Margaret Thatcher); e «Il  governo non è la soluzione ma il problema», cioè, comandi il mercato!  (Ronald Reagan). Il liberismo ha di fatto esonerato dall'onere del  pensiero e dell'azione la generalità dei suoi adepti, consapevoli o  inconsapevoli che siano; perché a governare economia e convivenza, al  più con qualche correzione, provvede già il mercato. Anzi, "i mercati";  questo recente slittamento semantico dal singolare al plurale non  rispecchia certo un'attenzione per le distinzioni settoriali o  geografiche (metti, tra il mercato dell'auto e quello dei cereali; o tra  il mercato mondiale del petrolio e quello di frutta e verdura della  strada accanto); bensì un'inconscia percezione del fatto che a regolare o  sregolare le nostra vite ci sono diversi (pochi) soggetti molto  concreti, alcuni con nome e cognome, altri con marchi di banche, fondi e  assicurazioni, ma tutti inarrivabili e capricciosi come dèi dell'Olimpo  (Marco Bersani); ai quali sono state consegnate le chiavi della vita  economica, e non solo economica, del pianeta Terra. Questa delega ai  "mercati" ha significato la rinuncia a un'idea, a qualsiasi idea, di  governo e, a maggior ragione, di autogoverno: la morte della politica.  La crisi della sinistra novecentesca, europea e mondiale, ma anche della  destra - quella "vera", come la vorrebbero quelli di sinistra - è tutta  qui.&lt;br /&gt;Ma, dopo la lunga notte seguita al tramonto dei movimenti degli  anni sessanta e settanta, il caos in cui ci ha gettato quella delega  sta aprendo gli occhi a molti: indignados, gioventù araba in rivolta, e i  tanti Occupy. Poco importa che non abbiano ancora "un vero programma"  (come gli rinfacciano tanti politici spocchiosi): sanno che cosa  vogliono.&lt;br /&gt;Mentre i politici spocchiosi non lo sanno: vogliono solo  quello che "i mercati" gli ingiungono di volere. È il mondo, e sono le  nostre vite, a dover essere ripensati dalle fondamenta. Negli anni il  liberismo - risposta vincente alle lotte, ai movimenti e alle conquiste  di quattro decenni fa - ha prodotto un immane trasferimento di ricchezza  dal lavoro al capitale: mediamente, si calcola, del 10 per cento dei  Pil (il che, per un salario al fondo alla scala dei redditi può voler  dire un dimezzamento; come negli Usa, dove il potere di acquisto di una  famiglia con due stipendi di oggi equivale a quello di una famiglia  monoreddito degli anni sessanta). Questo trasferimento è stato favorito  dalle tecnologie informatiche, dalla precarizzazione e dalle  delocalizzazioni che quelle tecnologie hanno reso possibili; ma è stato  soprattutto il frutto della deregolamentazione della finanza e della  libera circolazione dei capitali. Tutto quel denaro passato dal lavoro  al capitale non è stato infatti investito, se non in minima parte, in  attività produttive; è andato ad alimentare i mercati finanziari, dove  si è moltiplicato e ha trovato, grazie alla soppressione di ogni regola,  il modo per riprodursi per partenogenesi. Si calcola che i valori  finanziari in circolazione siano da dieci a venti volte maggiori del Pil  mondiale (cioè di tutte le merci prodotte nel mondo in un anno, che si  stima valgano circa 75 mila miliardi di dollari). Ma non sono state  certo le banche centrali a creare e mettere in circolazione quella  montagna di denaro; e meno che mai è stata la Banca centrale europea  (Bce), che per statuto non può farlo (anche se in effetti un po' lo ha  fatto e continua a farlo, per così dire, "di nascosto"). Se la Bce è  oggi impotente di fronte alla speculazione sui titoli di stato (i  cosiddetti debiti sovrani) è perché lo statuto che le vieta di "creare  moneta" è stato adottato per fare da argine in tutto il continente alle  rivendicazioni salariali e alle spese per il welfare. Una scelta  consapevole quanto miope, che forse oggi, di fronte al disastro  imminente, sono in molti a rimpiangere di aver fatto. A creare quella  montagna di denaro è stato invece il capitale finanziario che si è  autoriprodotto; i "mercati". E lo hanno fatto perché tutti i governi  glielo hanno permesso. Certo, in gran parte si tratta di "denaro  virtuale": se tutto insieme precipitasse dal cielo sulla terra, non  troverebbe di fronte a sé una quantità altrettanto grande di merci da  comprare. Ciò non toglie che ogni tanto - anzi molto spesso - una parte  di quel denaro virtuale abbandoni la sfera celeste e si materializzi  nell'acquisto di un'azienda, una banca, un albergo, un'isola; o di  ville, tenute, gioielli, auto e vacanze di lusso. A quel punto non è più  denaro virtuale, bensì potere reale sulla vita, sul lavoro e sulla  sicurezza di migliaia e migliaia di esseri umani: un crimine contro  l'umanità.&lt;br /&gt;È un meccanismo complicato, ma facile da capire: in ultima  analisi, quel denaro "fittizio" - che fittizio non è - si crea con il  debito e si moltiplica pagando il debito con altro debito: in questa  spirale sono stati coinvolti famiglie (con i famigerati mutui subprime;  ma anche con carte di credito, vendite a rate e "prestiti d'onore"),  imprese, banche, assicurazioni, Stati; e, una volta messi in moto, quei  debiti rimbalzano dagli uni agli altri: dai mutui alle banche, da queste  ai circuiti finanziari, e poi di nuovo alle banche, e poi ai governi  accorsi in aiuto delle banche, e dalle banche di nuovo agli Stati. E non  se ne esce, se non - probabilmente - con una generale bancarotta.&lt;br /&gt;In  termini tecnici, l'idea di pagare il debito con altro debito si chiama  "schema Ponzi", dal nome di un finanziere che l'aveva messa in pratica  negli anni '30 del secolo scorso (al giorno d'oggi quell'idea l'hanno  riportata in vita il finanziere newyorchese Bernard Madoff e,  probabilmente, molti altri); ma è una pratica vecchia come il mondo,  tanto che in Italia ha anche un santo protettore: si chiama "catena di  Sant'Antonio". In realtà, tutta la bolla finanziaria che ci sovrasta non è che un immane schema  Ponzi. E anche i debiti degli Stati lo sono. Il vero problema è  sgonfiare quella bolla in modo drastico, prima che esploda tra le mani  degli apprendisti stregoni dei governi che ne hanno permesso la  creazione. Nell'immediato, un maggiore impegno del fondo salvastati, o  del Fmi, o gli eurobond, o il coinvolgimento della Bce nell'acquisto di  una parte dei debiti pubblici europei potrebbero allentare le tensioni.  Ma sul lungo periodo è l'intera bolla che va in qualche modo sgonfiata.&lt;br /&gt;Prendiamo  l'Italia: paghiamo quest'anno 70 miliardi di interessi sul debito  pubblico (che è di circa 1900 miliardi). L'anno prossimo saranno di più,  perché gli interessi da pagare aumentano con lo spread. Negli anni  passati a volte erano meno, ma a volte, in proporzione, anche di più.  Quasi mai sono stati pagati con le entrate fiscali dell'anno (il  cosiddetto avanzo primario); quasi sempre con un aumento del debito.  Basta mettere in fila questi interessi per una trentina di anni - da  quando hanno cominciato a correre - e abbiamo una buona metà, e anche  più, di quel debito che mette alle corde l'economia del paese e  impedisce a tutti noi di decidere come e da chi essere governati. Perché  a deciderlo è ormai la Bce. Ma la vera origine del debito italiano è  ancora più semplice: l'evasione fiscale. Ogni anno è di 120 miliardi o  cifre equivalenti: così, senza neanche scomodare i costi di "politica",  della corruzione o della malavita organizzata, bastano quindici anni di  evasione fiscale - e ci stanno - per spiegare i 1900 miliardi del debito  italiano. Aggiungi che coloro che hanno evaso le tasse sono in buona  parte - non tutti - gli stessi che hanno incassato gli interessi sul  debito e il cerchio si chiude. La spesa pubblica in deficit ha la sua  utilità se rimette in moto "risorse inutilizzate": lavoratori  disoccupati e impianti fermi. Ma se alimenta evasione fiscale e  "risparmi" che vanno solo ad accrescere la bolla finanziaria, è una  sciagura.&lt;br /&gt;Altro che pensioni da tagliare (anche se le ingiustizie da  correggere in questo campo sono molte)! E altro che scuola, e  università, e sanità, e assistenza troppo "generose"! Siamo di fronte a  cifre incomparabili: per distruggere scuola e Università è bastato  tagliare pochi miliardi di euro all'anno. E da una "riforma" anche molto  severa delle pensioni si può ricavare solo qualche miliardo di euro  all'anno. Dalla svendita degli immobili dello Stato e dei servizi  pubblici locali non si ricava molto di più. Dalla liquidazione di Eni,  Enel, Ferrovie, Finmeccanica, Fincantieri e quant'altro, come  improvvidamente suggerito nel luglio scorso dai bocconiani Perotti e  Zingales (l'economista di riferimento, quest'ultimo, di Matteo Renzi; ma  anche di Sarah Palin!), si ricaverebbe non più di qualche decina di  miliardi una volta per sempre, trasferendo in mani ignote (ma potrebbero  benissimo essere quelle della mafia) le leve dell'economia di un intero  paese. Mentre interessi ed evasione fiscale ammontano a decine di  miliardi ogni anno e il debito da "saldare" si conta in migliaia di  miliardi. Per questo il rigore promesso dal governo potrà fare male ai  molti che non se lo meritano, ma non ha grandi prospettive di successo:  affrontare con queste armi il deficit pubblico, o addirittura il debito,  è un'impresa votata al fallimento. O una truffa. Per questo è urgente  effettuare un audit (un inventario) del debito italiano, perché tutti  possano capire come si è formato, chi ne ha beneficiato e chi lo detiene  (anche per poter prospettare trattamenti diversi alle diverse categorie  di prestatori).&lt;br /&gt;L'altro inganno che domina il delirio pubblico  promosso dagli economisti mainstream - e in primis dai bocconiani - è la  "crescita". A consentire il pareggio del bilancio imposto dalla Bce e  tra breve "costituzionalizzato", cioè il pagamento degli interessi sul  debito con il solo prelievo fiscale, e addirittura una graduale  riduzione, cioè restituzione, del debito dovrebbe essere la "crescita"  del Pil messa in moto dalle misure liberiste che i precedenti governi  non avrebbero saputo o voluto adottare: liberalizzazioni,  privatizzazioni, riforma del mercato del lavoro (alla Marchionne),  eliminazioni delle pratiche amministrative inutili (ben vengano, ma  bisognerà riparlarne) e le "grandi opere" (in primis il Tav). Ma per  raggiungere con l'aumento del Pil obiettivi del genere ci vorrebbero  tassi di crescita "cinesi"; in un periodo in cui l'Italia viene  ufficialmente dichiarata in recessione, tutta l'Europa sta per entrarci,  l'euro traballa, gli Stati Uniti sono fermi e l'economia dei paesi  emergenti sta ripiegando. È il mondo intero a essere in balia di una  crisi finanziaria che va ad aggiungersi a quella ambientale - di cui  nessuno vuole più parlare - e allo sconvolgimento dei mercati delle  materie prime (risorse alimentari in primo luogo) su cui si riversano i  capitali speculativi che stanno ritirandosi dai titoli di stato (e non  solo da quelli italiani). Interrogati in separata sede, sono pochi gli  economisti che credono che nei prossimi anni possa esserci una qualche  crescita. Molti prevedono esattamente il contrario; ma nessuno osa  dirlo. Questa farsa deve finire. È ora di pensare - e progettare  seriamente - un mondo capace di soddisfare i bisogni di tutti e di  consentire a ciascuno una vita dignitosa anche senza "crescita".  Semplicemente valorizzando le risorse umane, il patrimonio dei saperi,  le fonti energetiche e le risorse materiali rinnovabili, gli impianti e  le attrezzature che già ci sono; e rinnovandoli e modificandoli solo per  fare meglio con meno. Non c'è niente di utopistico in tutto questo;  basta - ma non è poco - l'impegno di tutti gli uomini e le donne di buon  senso e di buona volontà.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-7717019267452336291?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/7717019267452336291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/7717019267452336291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/11/un-audit-sul-debito.html' title='Un Audit sul debito'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-FfMnu6b7mwM/TtZV1hUDESI/AAAAAAAAA0k/KP0eJM3FhQE/s72-c/debt.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-7664866239955312571</id><published>2011-11-27T18:49:00.002+01:00</published><updated>2011-11-27T18:55:23.802+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='acqua territorio e beni comuni'/><title type='text'>26 novembre: I movimenti per l'acqua pubblica di nuovo in piazza. Per la democrazia, contro la Bce e il governo Monti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-LKpovpVrYrs/TtJ5guzMjZI/AAAAAAAAA0Y/KzkwMoAEPxI/s1600/manifestazione-acqua2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-LKpovpVrYrs/TtJ5guzMjZI/AAAAAAAAA0Y/KzkwMoAEPxI/s320/manifestazione-acqua2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679735683293154706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sembra sia passato chissà quanto tempo da quando si era tutti in piazza,  il 13 Giugno, a festeggiare la vittoria dei SI  per i Referendum contro  il nucleare e per l'acqua pubblica. D'altronde, la casta del  centrodestra come quella del centrosinistra, con l'aiuto delle grandi  testate giornalistiche, hanno fatto di tutto per oscurarla. Una vittoria  insperata, nata dal basso e quindi ingovernabile perchè capace di  ribaltare la logica per cui il bene ultimo deve essere sempre il  profitto. E' questo che ha spaventato! Ha spaventato questa voglia di  partecipazione, questa voglia di rimettere in discussione la democrazia  delegata, questa determinazione a mettere uno stop a un sistema  economico pronto a far diventare merce beni necessari per la  sopravvivenza. C'è stata una consapevolezza diffusa per cui col  referendum non era in gioco solo la critica ad un governo di  centrodestra, ma la possibilità di anteporre a logiche speculative il  proprio futuro, la propria vita.&lt;br /&gt;Il dibattito politico  invece ha ripreso immediatamente il suo stanco  rituale autoreferenziale fatto di polemiche e gioco delle parti. E'  stata necessaria la pubblicazione della lettera della BCE all'Italia per  tornare a parlare di quella che è la reale partita in gioco: la crisi,  le sue conseguenze e quindi come si intende ripianare il debito dei vari  stati europei. Anche su questo centrodestra e centrosinistra hanno  inscenato un gioco delle parti vergognoso. Nessuno dei due schieramenti  si è posto minimamente il problema di essere credibile nei confronti di  chi questa crisi la sente sempre più pesante e insopportabile. Si  è  invece assistito ad una corsa a dimostrarsi più credibile nei confronti  dei diktat della BCE. Della serie: le regole dell'economia vengono prima  della democrazia. Su questo è caduto il Governo Berlusconi e su questo è  nato il governo Monti. Ma cosa prevederebbe oggi il Governo Monti  rispetto ai servizi pubblici locali? Ovviamente la stessa ricetta di  questi ultimi dieci anni: privatizzazione. Privatizzare definitivamente   servizi come i rifiuti, i trasporti e perchè no anche l'acqua. Alla  faccia del referendum e della Costituzione.&lt;br /&gt;Per questo i movimenti per l'acqua pubblica possono e devono rimanere un  argine, come lo sono stati finora, nei confronti di una crisi economica  che le grandi multinazionali intendono superare proprio con  l'aggressione dei beni comuni e dell'ambiente.&lt;br /&gt;La manifestazione indetta il 26 Novembre per cui non dovrà limitarsi ad  esigere il rispetto dell'esito referendario di Giugno. Dovrà saper  parlare a coloro che il 15 Ottobre a Roma, come nel resto del mondo  hanno manifestato la propria indignazione e rabbia verso un sistema  economico profondamente ingiusto e anti-democratico. Un sistema  economico più attento a salvare le banche che i posti di lavoro e i  diritti sociali. Un manifestazione che sappia innescare la costruzione  dell'opposizione sociale e politica al Governo Monti, al Governo di  Banche e Vaticano.&lt;br /&gt;Provare a vincere definitivamente per garantire l'acqua pubblica a tutti  può significare in modo pratico che noi il debito di questa crisi non  lo paghiamo. Anzi che vogliamo costruire un mondo dove non sia l'1% a  decidere per il resto del 99%.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Esecutivo nazionale Sinistra Critica&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-7664866239955312571?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/7664866239955312571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/7664866239955312571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/11/26-novembre-i-movimenti-per-lacqua.html' title='26 novembre: I movimenti per l&apos;acqua pubblica di nuovo in piazza. Per la democrazia, contro la Bce e il governo Monti'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-LKpovpVrYrs/TtJ5guzMjZI/AAAAAAAAA0Y/KzkwMoAEPxI/s72-c/manifestazione-acqua2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-1159291874609357645</id><published>2011-11-27T16:34:00.003+01:00</published><updated>2011-11-27T16:42:30.759+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='egitto'/><title type='text'>Tahrir non si arrende, no all'ancien regime</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-jpsNWN75wig/TtJZo81v3pI/AAAAAAAAA0M/eB2aAdWx6T4/s1600/Egitto%2Bpiazza%2B.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 215px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-jpsNWN75wig/TtJZo81v3pI/AAAAAAAAA0M/eB2aAdWx6T4/s320/Egitto%2Bpiazza%2B.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679700640128818834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;h4 id="post-title"&gt;&lt;/h4&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il premier incaricato Ganzuri ha iniziato le  consultazioni ma questo non è servito a fare tacere la piazza simbolo  della rivoluzione che chiede con forza l’uscita di scena dei militari  ancora al potere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Cairo, 26 novembre 2011, Nena News – “Sono andato a letto mentre  diventava primo ministro un collaboratore del vecchio rais e mi sono  risvegliato  a piazza Tahrir il 25 gennaio (giornata nella quale è  scoppiata la rivolta ndr ) ”, ha scritto un attivista egiziano  non appena ha raggiunto Tahrir, la piazza centrale del Cairo che ieri è  stata nuovamente riempita da decine di migliaia di manifestanti.  “Ganzuli  (il nuovo primo ministro  ndr) è stato riciclato  dalla spazzatura del vecchio regime” si legge su un cartello esposto in  una strada del centro. “Non vogliamo tornare agli anni ’90 ( quando  Ganzuli era a capo dell’esecutivo, ndr)” recitava un striscione  dove era attaccata una fotografia di Habib el Adly, l’ex ministro degli  interni attualmente in carcere, già membro della prima squadra di  governo di Ganzuli.&lt;br /&gt;Ufficialmente i militari hanno annunciato una tregua e il primo  ministro ha iniziato le consultazioni per la creazione di un nuovo  esecutivo che annuncerà non prima di lunedì, ma questo non è servito a  fare tacere gli scontenti che hanno risposto  all’appello di quanti li  avevano invitati a scendere in strada per ricordare i martiri di  quest’ultima settimana di violenza e continuare a chiedere l’uscita di  scena dei militari. Tahrir ieri si è riempita anche se i sostenitori di Tantawi, il  generale a capo del Consiglio delle Forze Armate, hanno partecipato una  contromanifestazione davanti il Ministero della difesa e il movimento  della Fratellanza Musulmana ha organizzato  una marcia alternativa. “E’  l’ennesimo tradimento degli islamisti ” dice un manifestante che ricorda  che questo movimento  aveva già boicottato il sit iniziato martedì  scorso. “Hanno a cuore solo le elezioni e sanno che ogni giorno che  passa perdono voti” conclude. A lanciare un appello ai vertici militari sono stati anche i suoi più  generosi finanziatori  oltre oceano. Imbarazzati a vedere che il loro  patner sparava e lanciava lacrimogeni  – per altro made in Usa – sui  manifestanti,  gli Stati Uniti avevano spinto l’esercito a scusarsi con  le famiglie delle vittime, a nominare un nuovo premier e a garantire lo  svolgimento delle elezioni. Le richieste americane sono aumentate  e il  portavoce della Casa Bianca ha domandato  all’esercito di uscire di  scena il piú presto possibile e di trasferire immediatamente il potere a  un nuovo esecutivo civile che sia capace di rispondere alle richieste  degli egiziani.&lt;br /&gt;Tra poche ore, lunedi’,  si apriranno le porte dei seggi elettorali  eppure al Cairo sono pochi quelli che parlano di questo tanto atteso  appuntamento con la storia. Molti credono che per iniziare una nuova era  bisogna prima mettere una pietra sopra quella precedente.  Per  mantenere l’unità nazionale, diversamente dal solito, a Tahtir non erano  stati montati i palchi da cui solitamente parlano i rappresentanti dei  diversi partiti. “Il consiglio supremo delle Forze Armate vuole   risuscitare il regime di Mubarak. Adesso il dovere di tutti è restare  uniti per salvare la rivoluzione” scrive Ala al Aswani, scrittore del  bestseller Palazzo Yacubian e a lungo oppositore del vecchio regime.   “In questi mesi la giunta militare è riuscita a sottomettere gli  egiziani e a seminare discordia tra le forze rivoluzionarie. Le  divisioni politiche devono essere rimandate a vantaggio dell’unità: Solo  così si riuscirà a  formare una coalizione di governo rivoluzionaria  che possa portare all’elezione di un’autorità civile”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-1159291874609357645?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1159291874609357645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1159291874609357645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/11/tahrir-non-si-arrende-no-allancien.html' title='Tahrir non si arrende, no all&apos;ancien regime'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-jpsNWN75wig/TtJZo81v3pI/AAAAAAAAA0M/eB2aAdWx6T4/s72-c/Egitto%2Bpiazza%2B.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-1686387778337299296</id><published>2011-11-23T00:18:00.003+01:00</published><updated>2011-11-23T00:26:47.538+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='genova2011'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><title type='text'>Assoluzione per De Gennaro: "Sentenza politica"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-3QK0g193pBc/TswvI_ec_fI/AAAAAAAAA0A/aPtwP0vwQNc/s1600/degennaro.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 212px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-3QK0g193pBc/TswvI_ec_fI/AAAAAAAAA0A/aPtwP0vwQNc/s320/degennaro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677965061731974642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Annullata senza rinvio,              dalla Cassazione, la condanna all'ex capo della polizia Gianni De              Gennaro e all'ex capo della Digos di Genova Spartaco Mortola&lt;/span&gt;              con riferimento all'accusa di aver istigato alla falsa testimonianza              l'ex questore del capoluogo ligure Francesco Colucci. Si è concluso              cosí, con una smentita delle conclusioni di colpevolezza cui erano              arrivati i magistrati della Corte di Appello di Genova dopo il              verdetto assolutorio emesso dal gip in primo grado, il primo filone              processuale approdato al vaglio della Suprema Corte e nato dalle              inchieste successive alle violenze del G8 del 2001.&lt;br /&gt;De              Gennaro, dopo l'assoluzione, "è molto sollevato e              soddisfatto: ci teneva molto al riconoscimento della correttezza del              suo operato", ha detto il professor Franco Coppi che ha difeso anche              in Cassazione l'attuale capo del Dipartimento delle informazioni per              la sicurezza. "Le cose sono state rimesse a posto in modo molto              perentorio ed è stata cancellata l'amarezza della sentenza di              appello", ha aggiunto il legale.&lt;br /&gt;La decisione è stata emessa              dalla Sesta sezione penale - con la formula ampiamente liberatoria              "perchè i fatti non sussistono" - ed è stata aderente alla richiesta              del sostituto procuratore generale della Cassazione Francesco Mauro              Iacoviello che aveva chiesto di annullare senza rinvio la sentenza              di secondo grado emessa il 17 giugno del 2010. Probabilmente i              supremi giudici - ma questo lo si saprà con certezza entro un mese,              quando saranno depositate le motivazioni estese dal consigliere              Giacomo Paoloni - hanno ritenuto che i fatti addebitati a De              Gennaro e Mortola non "avessero portata offensiva", ovvero              non abbiano avuto alcuna incidenza sul corretto svolgimento del              processo per le violenze alla Diaz.&lt;br /&gt;Sia il Pg - che ha ricordato              come a suo avviso al G8 siano stati ben altri gli avvenimenti di              rilievo come i pestaqgi e la morte di Carlo Giuliani - sia le              arringhe dei difensori, avevano battuto il tasto sulla non rilevanza              delle diverse versioni inerenti, in definitiva, la catena di comando              responsabile dell'irruzione delle forze dell'ordine alla Diaz. Coppi              ha spiegato che "De Gennaro non ha assolutamente preso le              distanze da quanto accaduto dal momento che ha autorizzato, per              questa vicenda, l'intervento di un battaglione dei carabinieri:              figuriamoci se voleva fare pressioni su Colucci per chiamarsi              fuori!". Il legale ha poi aggiunto che l'addetto alle relazioni              esterne Sgalla, "arriva alla Diaz quando tutto si era ormai              consumato e c'erano le ambulanze e i feriti: arriva lí dopo aver              cenato e sono circa le 23.30 di sera, con tutto comodo. Non è              immaginabile che sia stato allertato da De Gennaro per poi              arrivare quando tutto era concluso". Comunque, per Coppi, come già              aveva indicato il Pg, "‚ irrilevante chi abbia preso la decisione di              mandare Sgalla alla Diaz, anche se sembra piú credibile che sia              stato Colucci a prendere quell'iniziativa".&lt;br /&gt;Di diverso parere              sono stati gli avvocati delle parti civili che si sono battuti per              la conferma delle condanna. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Il problema della falsa testimonianza              non è irrilevante - ha detto l'avvocato Francesco Romeo, legale di              uno dei giovani pestati alla Diaz dagli agenti - perchè incide sul              processo per le violenze alla Diaz. E ci sono le prove dirette sia a              carico di De Gennaro che di Mortola: intercettazioni,              interrogatori, la lettera dello stesso De Gennaro e la              testimonianza del questore Andreassi"&lt;/span&gt;. Anche l'Associazione dei              giuristi democratici, rappresentata dall'avvocato Rebotti, aveva              chiesto la convalida del verdetto di appello.(ANSA).&lt;br /&gt;                           &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;G8, Malabarba (Sinistra Critica): PER DE              GENNARO SENTENZA POLITICA&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;                          "L'assoluzione di Gianni De Gennaro dal reato              di istigazione alla falsa testimonianza nel processo per la              'macelleria messicana' alla scuola Diaz è una sentenza politica, che              nega paradossalmente l'esistenza della catena di comando che ha              deciso la repressione durante il G8 di Genova e i chiari tentativi              di depistaggio accertati dalla magistratura genovese in appello".&lt;br /&gt;Lo              dichiara Gigi Malabarba di Sinistra Critica, testimone al              processo e senatore membro del Copaco all'epoca dei              fatti.             "Le intercettazioni di De Gennaro e Mortola              hanno messo in luce responsabilità inequivocabili che solo una              precisa volontà politica di togliere dai guai l'ex capo della              polizia e attuale direttore del Dis ha potuto vanificare. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'attuale              situazione politico-sociale del paese esige la cancellazione di              qualsiasi ombra sull'operato di chi dirige tutti gli apparati di              sicurezza e una condanna del più alto in grado avrebbe              sicuramente provocato un terremoto incontrollabile"&lt;/span&gt; prosegue              Malabarba.             "Ora per De Gennaro si spianano le possibilità              persino per nuovi incarichi, con sostegno bipartisan, a livello              istituzionale e, perchè no?, anche per 'rimettere ordine' nella              tangentata Finmeccanica, suo antico sogno. Staremo a vedere. Ma              tutto ciò è un messaggio inquietante non solo perchè allontana la              verità sul G8, ma per la stessa democrazia" conclude              Malabarba.&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-1686387778337299296?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1686387778337299296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1686387778337299296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/11/assoluzione-per-de-gennaro-sentenza.html' title='Assoluzione per De Gennaro: &quot;Sentenza politica&quot;'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-3QK0g193pBc/TswvI_ec_fI/AAAAAAAAA0A/aPtwP0vwQNc/s72-c/degennaro.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-2798838001861887373</id><published>2011-11-22T00:11:00.002+01:00</published><updated>2011-11-22T00:15:34.379+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><title type='text'>Mozione finale del Coordinamento nazionale di Sinistra Critica - 20 novembre 2011</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La caduta del governo Berlusconi rappresenta indubbiamente una modifica sostanziale del quadro politico, al di là della stessa natura e del profilo programmatico del governo Monti-Napolitano.  La crisi del governo Lega-Pdl era cominciata da tempo, inizialmente legata a differenti visioni sulle risposte necessarie alla crisi economica, ai protagonismi di una parte della destra di governo, alle difficoltà di rappresentare in maniera adeguata i diversi interessi che rappresentavano la base politica e sociale del governo.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;  Le manifestazioni contro il governo dei mesi scorsi (in particolare quelle del febbraio di “Se non ora quando”), la sconfitta elettorale della destra in grandi città come Milano e Napoli, il grande successo referendario del 12 giugno hanno accelerato la crisi politica, senza produrre un'immediata modifica istituzionale - che avviene oggi per volontà diretta della borghesia italiana ed europea - ma creando i primi scossoni elettorali e le crepe nella maggioranza.  A far cadere il governo Berlusconi, infine, è però la tenaglia costituita dagli interessi delle grandi banche, dei cosiddetti mercati finanziari spalleggiati dai governi di Francia e Germania e dai circoli forti della borghesia italiana.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; Il governo Monti-Napolitano nasce così come governo politico, prodotto della scelta della maggioranza dei partiti istituzionali di provare a uscire dalla loro crisi e rispondere alle esigenze del capitale europeo e italiano attraverso un “temporaneo” affidamento delle responsabilità di governo a “tecnici” che siano abbastanza autorevoli da applicare i provvedimenti richiesti dalla Bce e dai governi europei – e che risponde agli interessi di Marchionne, della Confindustria e del Vaticano.      Dopo l’approvazione – garantita da tutti i gruppi parlamentari – di una “Legge di stabilità” che rappresenta l’ennesimo provvedimento di macelleria sociale, i primi interventi del governo Monti delineano un coerente programma politico-economico con l’obiettivo di sostenere le imprese italiane in Europa attraverso il rigore di bilancio, politiche di contenimento della spesa pubblica, il rilancio delle Grandi opere e delle infrastrutture, una politica fiscale più leggera per le imprese stesse (con il contemporaneo aumento delle imposte indirette sul consumo) e la riforma del mercato del lavoro.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Un programma liberista – nel senso di salvaguardia del primato del profitto privato sull’interesse pubblico – condito dall’abituale sostegno pubblico del mercato e delle imprese.  Un programma che possa guadagnare il favore dei mercati internazionali e che sia considerato credibile dagli investitori esteri, affinché il debito sia gradualmente ripagato senza rotture.  Le parole d’ordine di Monti sono allora &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rigore di bilancio, crescita ed equità&lt;/span&gt;: il rigore di bilancio come forma di compressione e controllo della spesa pubblica; la “crescita” come fattore di rilancio della credibilità internazionale e di sostegno dei profitti; l’equità come specchietto per le allodole e ideologia del “siamo tutti sulla stessa barca”, chiamando ancora una volta chi ha già pagato a fare nuovi sacrifici (questa volta però “equi”).   Chiedere a chi è stato derubato di contribuire al risarcimento insieme a chi lo ha derubato non è equità, è un truffa!   &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; La novità rappresentata dalla caduta di Berlusconi e dalla nascita del governo Monti-Napolitano mette in fibrillazione l'intero quadro politico istituzionale e non:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; * nel PdL si accentua la crisi di leadership - in previsione di una successione a Berlusconi - e di tenuta complessiva, anche se non è ancora la fine di Berlusconi e del berlusconismo&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; * il PD riafferma il suo ruolo di “partito naturale di governo” praticando l'ennesima versione di governo di unità nazionale che rende ancora più chiara la natura di questo partito&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; * il cosiddetto terzo polo ha finalmente l'occasione di rilanciare un progetto di grande centro che sia il perno insostituibile di qualsiasi coalizione e maggioranza&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;* la Lega  Nord cerca di rifarsi una verginità nelle zone di maggiore presenza collocandosi all'opposizione e provando in questo modoa presentarsi come unica opposizione al “governo delle banche”.   &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La nuova fase politica provoca un profondo smottamento anche a sinistra.  Il progetto di SEL è quello che entra maggiormente in crisi: si allungano i tempi delle eventuali primarie e si accentua la volontà del PD di una coalizione rivolta al centro, che renderebbe il protagonismo di Vendola più complicato fino al fallimento del suo progetto politico.  La  Federazione della Sinistra, invece, si divide tra chi (il Pdci) valuta positivamente la “discontinuità” rappresentata da Monti, il Prc che in questa fase sceglie l’opposizione al governo anche se ha impostato il congresso sull'alleanza con il Pd, e una terza posizione che comunque ribadisce la scelta strategica di lavorare per la coalizione di centrosinistra.   &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; Le modalità della sostituzione del governo Berlusconi danno il segno di un grave “difetto di democrazia”: non solo non esistono veri spazi di partecipazione e decisione collettiva (pensiamo per esempio ai tentativi di affossamento dei risultati referendari) ma si afferma un protagonismo del Presidente della Repubblica che se resta formalmente interno alle norme della Costituzione, in realtà opera una forzatura fattuale di questa ponendosi come garante degli equilibri del sistema politico-economico europeo, delle richieste di BCE e governi UE e delle esigenze dei mercati internazionali.  Anche la pervicace volontà di evitare il passaggio elettorale è il segno di una legittimazione che si ricerca solamente all’esterno e sulla testa degli elettori.   &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; La caduta di Berlusconi – che non significa ancora la sua scomparsa politica – rappresenta un’occasione anche perché potrebbe definitivamente mettere fuori gioco l’antiberlusconismo vissuto come alibi per non affrontare i contenuti delle sue politiche.  I provvedimenti già annunciati dal governo Monti-Napolitano richiedono urgentemente la costruzione di un'iniziativa convergente di tutte le forze politiche e sociali disponibili all'opposizione al governo e chi lo appoggia. Un'iniziativa che contenda una possibile risposta della destra estrema e della Lega - che potrebbero presentarsi come uniche “legittime opposizioni” al “governo delle banche"; un fronte ampio che non sia semplicemente la riunione delle forze politiche che non appoggiano il governo, ma che abbia un forte carattere sociale e sia in grado di mobilitare e suscitare conflitto e opposizione di massa alle politiche del governo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Sinistra Critica si fa interprete di questa esigenza e di questa proposta impegnandosi direttamente in questa direzione e invitando tutte le forze politiche e sociali contrarie al governo Monti-Napolitano e alle sue politiche a prendere in tutte le città urgenti iniziative aperte di dibattito, di denuncia e di protesta.  Due momenti estremamente importanti in questa direzione saranno:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;* la manifestazione nazionale dei comitati per l'acqua del 26 novembre, che oltre alla difesa dei risultati del referendum dovrebbe assumere il carattere di contestazione dei progetti di rilancio delle privatizzazioni dei beni comuni e delle grandi opere (con un maggior ruolo dei privati) già annunciati da Monti;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;* l'assemblea del “Comitato no Debito” del 17 dicembre, che proponiamo diventi un appuntamento più largo, aprendolo all’organizzazione di tutte le forze politiche e sociali disponibili all'opposizione al governo, facendone in questo modo un primo momento di dibattito e di uscita pubblica del fronte ampio di opposizione.   &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;  In questo quadro di necessaria costruzione della più ampia e diffusa opposizione al governo, Sinistra Critica ribadisce la sua priorità politica di fase nella campagna per il non pagamento del debito aderendo alla campagna lanciata da Rivolta il Debito (www.rivoltaildebito.org) a partire dalla richiesta di un audit pubblico; valorizzando la proposta di Referendum contro le politiche di austerità come espressione di un ampio fronte unitario. Opposizione al governo Monti, costituzione di un'alleanza politico-sociale la più ampia possibile, campagna contro il debito sono i passaggi immediati che contribuiscono a rafforzare la nostra opzione di una nuova sinistra anticapitalista.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial;font-weight:bold"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;   &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-2798838001861887373?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/2798838001861887373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/2798838001861887373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/11/mozione-finale-del-coordinamento.html' title='Mozione finale del Coordinamento nazionale di Sinistra Critica - 20 novembre 2011'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-2057650720713246283</id><published>2011-11-21T23:54:00.003+01:00</published><updated>2011-11-22T00:07:42.724+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Italia, la base della vergogna</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-O7fqYiMP9io/TsrZttvINnI/AAAAAAAAAz0/AX3KhK8YmpI/s1600/isra.jpeg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 238px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-O7fqYiMP9io/TsrZttvINnI/AAAAAAAAAz0/AX3KhK8YmpI/s320/isra.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677589659648538226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Luca Galassi&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;www.peacereporter.net&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Decimomannu, Sardegna, 19 &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;novembre 2010&lt;/strong&gt;. Nel corso dell'operazione di addestramento chiamata 'Vega', un pilota israeliano compie una &lt;strong&gt;manovra altamente pericolosa&lt;/strong&gt;. Dopo il decollo dalla base sarda, secondo quanto riporta il blog di Davide Cenciotti, che ha ripreso la notizia dal sito&lt;strong&gt; JewPI.com&lt;/strong&gt;,  un F16 del 106° squadrone della IAF (Israeli Air Force) esegue una  rotazione di 360 gradi (un 'tonneau', nel gergo dell'aviazione  acrobatica). L'evoluzione è stata compiuta &lt;strong&gt;"senza motivo né vantaggio"&lt;/strong&gt;: con queste parole un tribunale militare israeliano ha condannato il pilota a&lt;strong&gt; sette giorni di carcere e un anno di sospensione dal volo&lt;/strong&gt;.  "La rotazione del velivolo - scrive Cenciotti nel suo blog - lungo il  suo asse longitudinale è una manovra acrobatica che deve essere compiuta  &lt;strong&gt;all'interno di aree specifiche e ad altitudini di sicurezza&lt;/strong&gt;". Il sito JewPI riporta che l'aereo ha anche oltrepassato il muro del suono, causando un 'bang sonico' &lt;strong&gt;non autorizzato e al di sotto delle altitudini consentite&lt;/strong&gt;. Della manovra altamente pericolosa, del 'bang sonico', dell'arresto e della sospensione del pilota&lt;strong&gt; nessun organo di stampa italiano ha mai parlato.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;La pratica degli F16 israeliani del 'sonic boom' a basse altezze&lt;strong&gt; è diventata frequente nella Striscia di Gaza&lt;/strong&gt;  dopo la rimozione degli insediamenti ebraici nel 2005. Da allora, i  piloti si esercitano sulla popolazione civile palestinese, producendo  boati assordanti paragonabili a quelli di una bomba o di un terremoto. A  volte, secondo quanto riporta il quotidiano britannico Guardian (&lt;a href="http://www.guardian.co.uk/world/2005/nov/03/israel" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;http://www.guardian.co.uk/world/2005/nov/03/israe&lt;/strong&gt;l&lt;/a&gt;),  lo spostamento d'aria è talmente forte da far sanguinare il naso. A  Decimomannu si addestrano tali piloti. Non è escluso che alcuni di loro  abbiano bombardato la Striscia durante 'Piombo Fuso', provocando la  morte di oltre mille civili.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;La base di Decimomannu dista pochi chilometri dall'abitato&lt;/strong&gt;.  Una decina di giorni fa si è conclusa l'edizione 2011 dell'operazione  Vega, che ha visto centinaia di apparecchi da guerra europei - decine  gli israeliani - e &lt;strong&gt;mezzo migliaio di militari &lt;/strong&gt;prendere parte a esercitazioni di &lt;strong&gt;electronic warfare&lt;/strong&gt;.  L'operazione Vega rientra nella cooperazione militare Italia-Israele,  stabilita dalla Legge 17 maggio 2005, e nel "Programma di cooperazione  individuale" con Israele, ratificato dalla Nato il 2 dicembre 2008, &lt;strong&gt;circa tre settimane prima dell'attacco israeliano a Gaza&lt;/strong&gt;.  Esso comprende una vasta gamma di settori in cui "Nato e Israele  cooperano pienamente": aumento delle esercitazioni militari congiunte;  connessione di Israele al sistema elettronico Nato; cooperazione nel  settore degli armamenti; allargamento della "cooperazione contro la  proliferazione nucleare". "Ignorando che Israele - scrivono il Manifesto  nell'edizione sarda il 22 novembre 2010 e il Manifesto nell'edizione  nazionale il 4 novembre 2011 - unica potenza nucleare della regione,  rifiuta di firmare il Trattato di non-proliferazione ed ha respinto la  proposta Onu di una conferenza per la denuclearizzazione del Medio  Oriente". La base è infatti fornita dei più sofisticati apparecchi e dei  sistemi per l'addestramento al tiro. E' inoltre l'aeroporto con il più  alto numero di decolli e atterraggi presente in Europa, con una media di  circa&lt;strong&gt; 60mila movimenti annui, pari a circa 450 movimenti giornalieri&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il sito non ufficiale di Decimomannu (&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.awtideci.com/" target="_blank"&gt;http://www.awtideci.com&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;)  riporta: "In pochi minuti di volo sono raggiungibili diverse aree  adibite a poligoni aria-aria, aria-terra e bassa navigazione". Tra  queste, la tristemente nota Quirra e Capo Frasca, ultima propaggine  dell'area naturalistica del Sinis. Le aree coprono buona parte della  Sardegna meridionale. &lt;strong&gt;Non è noto sapere quali armamenti siano stati usati per la dotazione degli F-15 ed F-16 israeliani&lt;/strong&gt;  impegnati nelle esercitazioni (così come di nessuno degli aerei di  tutte le forze Nato che periodicamente si esercitano sui cieli sardi).  Mentre l'Aeronautica diffonde la versione di una guerra esclusivamente  ‘elettronica', sempre il sito non ufficiale riferisce che, nella zona di  Capo Frasca, "operazioni principali sono il bombardamento al suolo e  l'uso di cannoni o mitragliatrici di bordo. Il poligono offre &lt;strong&gt;una serie di bersagli adatti allo scopo&lt;/strong&gt;.  Apposite torri di controllo gestiscono il traffico aereo impegnato  nelle sessioni di addestramento". In particolare, per Capo Frasca,  designato con la sigla R59 nella mappa radar, "le operazioni sono  bombardamento al suolo e uso di mitragliatrici di bordo. Il poligono  offre una serie di bersagli utili allo scopo". In definitiva, gli aerei,  Nato e non, decollano da Decimomannu, sorvolano aree civili, spesso con  manovre 'altamente pericolose e scaricano il loro potenziale  distruttivo in aree paesaggisticamente intatte, contaminando  l'ecosistema, la biodiversità e - come si è visto per Quirra, e da poco  anche per Capo Frasca - anche gli esseri umani. In quest'ultimo poligono  sono stati testati i missili teleguidati AIM dell'Eurofighter prima  dell'entrata in servizio. Come per il poligono di Quirra, anche qui  cominciano a emergere &lt;strong&gt;storie di malattie oncologiche, ematiche o linfatiche&lt;/strong&gt;, come ben esemplifica la vicenda del maresciallo Madeddu, &lt;a href="http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=167575&amp;amp;v=2&amp;amp;c=1489&amp;amp;t=1" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;riportata dal quotidiano 'Unione Sarda' il 30 maggio 2011&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Decimomannu ha un lungo bollettino di incidenti aerei. Dalla fine  della Seconda Guerra mondiale 64 aerei hanno subito danni, sono  precipitati al suolo o in mare, in località che abbracciano tutta la  Sardegna meridionale: Capo Frasca, stagno di Cabras, Capo Carbonara,  Orroli, Capo Ferrato, Alghero, Arborea. &lt;strong&gt;Ventitré piloti sono morti&lt;/strong&gt;,  e numerosi aerei o pezzi di aereo sono andati perduti. L'aeroporto è  stato e continuerà ad essere un pericolo per gli abitanti della  Sardegna. A dispetto del motto che campeggia beffardo sul sito ufficiale  della base: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;D&lt;/em&gt;&lt;em&gt;ecimomannu, dove gli aviatori del mondo libero si addestrano per mantenere la pace&lt;/em&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-2057650720713246283?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/2057650720713246283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/2057650720713246283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/11/italia-la-base-della-vergogna.html' title='Italia, la base della vergogna'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-O7fqYiMP9io/TsrZttvINnI/AAAAAAAAAz0/AX3KhK8YmpI/s72-c/isra.jpeg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-6895254709986277602</id><published>2011-11-16T18:27:00.002+01:00</published><updated>2011-11-16T18:31:41.448+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='acqua territorio e beni comuni'/><title type='text'>26 Novembre - In piazza per l'acqua, i beni comuni e la democrazia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-ay6jiQD9aQ4/TsPzZGeCrRI/AAAAAAAAAzQ/AqPItzMA3Ls/s1600/banner-26-11.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 110px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ay6jiQD9aQ4/TsPzZGeCrRI/AAAAAAAAAzQ/AqPItzMA3Ls/s400/banner-26-11.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675647567975853330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;blockquote style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;PER IL RISPETTO DELL'ESITO REFERENDARIO, PER UN'USCITA  ALTERNATIVA DALLA CRISI&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Roma, ore 14.00 - Piazza della Repubblica&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;  per l'uscita dell'acqua dalle logiche di mercato, per la sua   affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una   gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.  &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Un voto netto e chiaro&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, con il quale 27  milioni di  donne e uomini, per la prima volta dopo decenni, hanno  ripreso fiducia  nella partecipazione attiva alla vita politica del  nostro paese e hanno  indicato un'inversione di rotta rispetto all'idea  del mercato come unico  regolatore sociale.&lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt; &lt;/blockquote&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;  la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua   continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari, gli enti   locali - ad eccezione del Comune di Napoli - proseguono la gestione  dei  servizi idrici attraverso S.p.A. e nessun gestore ha tolto i  profitti  dalla tariffa.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Non solo.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;  Con l’alibi della crisi e dei diktat della Banca Centrale Europea, il   Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una   nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali,   addirittura riproponendo il famigerato”Decreto Ronchi” abrogato dal   referendum.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Governo e   Confindustria, poteri finanziari e lobbies territoriali, resisi conto   che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di   abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di   democrazia.&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;blockquote style="margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;IL RISULTATO REFERENDARIO DEVE ESSERE RISPETTATO E&lt;br /&gt;TROVARE IMMEDIATA APPLICAZIONE&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt; &lt;/div&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Per questo, il movimento per l’acqua si prepara a lanciare la campagna nazionale “Obbedienza civile”&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;,&lt;/em&gt;  ovvero una campagna che, obbedendo al mandato del popolo italiano,   produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto   organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell’acqua, secondo   quanto stabilito dal voto referendario.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;  di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale.   Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. I poteri forti invece  di  prenderne atto invertendo la rotta, ne hanno deciso la prosecuzione,   attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico a colpi di   necessità imposte dalla riduzione del debito e dai patti di stabilità,   la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la   cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso   l'art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società e   la conseguente riduzione degli spazi di democrazia.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Indietro non si torna. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;Dalla   crisi non si esce se non cambiando sistema, per vedere garantiti: il   benessere sociale, la tutela dei beni comuni e dell’ambiente, la fine   della precarietà del lavoro e della vita delle persone, un futuro   dignitoso e cooperativo per le nuove generazioni.&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;blockquote style="margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Un altro modello di società è necessario&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;per l’intero pianeta.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;Insieme   proveremo a costruirlo anche nei prossimi appuntamenti internazionali,   come la conferenza sui cambiamenti climatici di Durban di fine  novembre e  a Marsiglia nel Forum Alternativo Mondiale dell'acqua a  Marzo 2012.&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote style="margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Siamo vicini ai popoli&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;che subiscono violenze, ingiustizie e vengono privati del diritto all’acqua&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;  come in Palestina, di cui ricorre il 29 novembre la Giornata   internazionale di solidarietà proclamata dall’Assemblea della Nazioni   Unite.&lt;/blockquote&gt; &lt;/div&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Per tutti  questi  motivi il popolo dell’acqua tornerà in piazza il prossimo 26  novembre e  invita tutte e tutti a costruire una grande e partecipata  manifestazione  nazionale.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;   &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Vogliamo che sia il luogo di tutte e di tutti&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;,   da qui l’invito a costruirlo insieme, come sempre è stata l’esperienza   del movimento per l’acqua. Un movimento che ha sempre praticato la   radicalità nei contenuti e la massima inclusione, con modalità   condivise, allegre, pacifiche e determinate nelle forme di   mobilitazione, considerando le une inseparabili dalle altre.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Per questo, nel   prepararci a costruire l’appuntamento con la massima inclusione   possibile, altrettanto francamente dichiariamo indesiderabile la   presenza di chi non intenda rispettare il modo di esprimersi di questa   ricchissima esperienza.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;   &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;  di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad   essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e   le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una   società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;E un futuro diverso per tutte e tutti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Promuove: &lt;a href="http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article7382"&gt;Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Aderiscono:  Alternativa Ribelle/Ribalta, Alternativ@Mente, Ass. Altraladispoli, Ass.  Altramente, Ass. BETA-L.E.E.S., Ass. Federata di Tutela degli Utenti e   Consumatori - USICONS, Ass. Fratelli dell'Uomo, Ass. Logout Lab,  AteneinRivolta - Coordinamento Nazionale dei Collettivi, CGIL Padova,  Coordinamento Lavoratori Autoconvocati, Ecologisti Civici e Verdi, Forum  Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio/Salviamo il  Paesaggio, Difendiamo i Territori, Italia Nostra Castelli Romani,  Liberacittadinanza - Rete dei girotondi e movimenti, Meetup 607 Amici di  Beppe Grillo di Cuneo, Movimento Nazionale Stop al Consumo di  Territorio, Osservatorio Europa, PeaceLink, Rete@Sinistra, Rete Commons -  Uniti per i beni comuni Benevento, Rete Zero Waste Lazio, Terracina  Social Forum, Unione Inquilini, Unione Sindacale Italiana - USI, Verdi  Ambiente e Società - VAS ONLUS&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;   &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Sostengono:  Comunisti Uniti, Comunisti Sinistra Popolare, Democratici per l'Acqua  Pubblica, Federazione della Sinistra, Federazione dei Verdi, FGCI, Forum  SEL "Beni Comuni" - Emilia Romagna, Laboratorio politico-culturale  Alternativa, Movimento Cinque Stelle Portici (NA), Movimento Città Viva -  Nola, Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione  Comunista, Sinistra critica - Movimento per la Sinistra Anticapitalista,  Sinistra Ecologia e Libertà, &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Adesioni Enti Locali: Comune di Cassinetta di Lugagnano (MI)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;La CGIL sostiene la manifestazione nazionale del 26 Novembre&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  Per info e adesioni scrivere a &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;  &lt;a href="mailto:segreteria@acquabenecomune.org"&gt;segreteria@acquabenecomune.org&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-6895254709986277602?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6895254709986277602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6895254709986277602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/11/26-novembre-in-piazza-per-lacqua-i-beni.html' title='26 Novembre - In piazza per l&apos;acqua, i beni comuni e la democrazia'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ay6jiQD9aQ4/TsPzZGeCrRI/AAAAAAAAAzQ/AqPItzMA3Ls/s72-c/banner-26-11.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-5873040890884684197</id><published>2011-11-14T23:59:00.003+01:00</published><updated>2011-11-15T00:10:33.453+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Addio a Berlusconi e al suo governo. Adesso opposizione al governo delle banche e della finanza europea</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-LZmNP_RLf6g/TsGel8hfn_I/AAAAAAAAAy4/XeJH53qyRMM/s1600/ioe_PJg3O6nk.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 218px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-LZmNP_RLf6g/TsGel8hfn_I/AAAAAAAAAy4/XeJH53qyRMM/s320/ioe_PJg3O6nk.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674991380202495986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le migliaia di donne e uomini nelle piazze in tante città italiane  giustamente festeggiano le dimissioni di un personaggio che troppi danni  ha fatto negli anni in cui è stato presidente del consiglio – e anche  in quelli in cui è stato all’opposizione. &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Non condividiamo di questi festeggiamenti la disattenzione per come è  avvenuta la caduta di Berlusconi e per quello che succedera da questo  momento.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nemmeno condividiamo la gioia verso il presidente Napolitano, che è  stato protagonista di questa caduta per rispondere alle esigenze del  capitale e della leadership politica europea, che consideravano  Berlusconi e il suo governo inadatti a portare a termine le politiche di  austerità e di distruzione dello stato sociale che in tutta Europa sono  l’unica “risposta” alla crisi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Tantomeno possiamo dimenticare che la cronaca di un’austerità  annunciata porta il nome di Mario Monti, commissario integerrimo che  vietava qualsiasi aiuto di Stato, per favorire gli interessi delle  grandi banche e per garantire la deregulation del sistema finanziario.  Lo stesso Mario Monti che sul “Corriere della sera” esaltava le  “riforme” di Gelmini e Marchionne. Può seriamente qualcuno a sinistra  pensare che sia l’uomo giusto, che possa rappresentare qualcosa di  “meglio”?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Non c’è un “dopo”, quindi, c’è invece un presente rappresentato da un  governo pericoloso per gli interessi delle classi popolari e che ha  come suo unico programma nuove e più pesanti manovre  economico-finanziarie contro lavoratrici e lavoratori, per maggiori  privatizzazioni dei beni comuni, per asservire ancora maggiormente le  scelte interne alle esigenze del capitale europeo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Un governo che vuole vendere la vecchia ideologia secondo la quale  dalla crisi si può uscire solamente con ulteriori sacrifici dopo che il  welfare, i salari, le pensioni fanno sacrifici da più di vent'anni.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per lavoratrici e lavoratori, precari/e, giovani, migranti c’è solo  una strada possibile: l’opposizione immediata e ferma al governo  Monti-Napolitano – ricostruendo dal basso le ragioni e l’organizzazione  necessarie per resistere a nuove manovre contro di loro e per costruire  una rete che ponga le questioni dell’alternativa sociale e politica,  facendo pagare la crisi a chi l’ha provocata.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Non ci sono scorciatoie istituzionali: l’unica via democratica non  può che venire da elezioni immediate e da un confronto sulla politica e  sui programmi che provi a far tesoro di quanto accaduto negli ultimi  quattro anni – con una sinistra anticapitalista che rifiuti qualsiasi  compromesso di “unità nazionale” o “tecnico” e organizzi l’opposizione  sociale e politica.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Invitiamo tutte/i a costruire la più ampia unità delle forze che  rifiutano il governo Monti per un’uscita da sinistra alla crisi. Noi ci  saremo.&lt;/p&gt;&lt;div style="font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0); text-align: justify;"&gt; &lt;strong&gt;Esecutivo nazionale Sinistra Critica&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-5873040890884684197?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5873040890884684197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5873040890884684197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/11/addio-berlusconi-e-al-suo-governo.html' title='Addio a Berlusconi e al suo governo. Adesso opposizione al governo delle banche e della finanza europea'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-LZmNP_RLf6g/TsGel8hfn_I/AAAAAAAAAy4/XeJH53qyRMM/s72-c/ioe_PJg3O6nk.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-2518111215713037975</id><published>2011-11-09T00:44:00.002+01:00</published><updated>2011-11-09T00:48:05.623+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Via Berlusconi... e poi?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-IpzyfRtEk9Y/Trm_lvp9X7I/AAAAAAAAAyc/f5w-4ADfWD8/s1600/berlusconipreoccupato16nov-294x216.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 294px; height: 216px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-IpzyfRtEk9Y/Trm_lvp9X7I/AAAAAAAAAyc/f5w-4ADfWD8/s400/berlusconipreoccupato16nov-294x216.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672775860818370482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;" class="field field-type-text field-field-autore-articolo"&gt;     &lt;div class="field-items"&gt;             &lt;div class="field-item odd"&gt;                     &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Piero Maestri*&lt;/span&gt;        &lt;/div&gt;         &lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; Vogliamo essere chiari fin dall’inizio: la caduta, meglio la  cacciata, del governo Berlusconi e la fine della carriera politica del  presidente del consiglio sono obiettivi sacrosanti. Punto.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Questo governo rappresenta e ha rappresentato la faccia feroce e immorale delle politiche liberiste&lt;/strong&gt;,  un governo che non conosce le regole democratiche e ha costruito le  fortune di imprese e personaggi amici sul taglio delle spese sociali e  del livello di vita di milioni di donne e uomini. Per questo la sua  caduta è una liberazione e un’occasione per le classi popolari e per la  democrazia del nostro paese.&lt;br /&gt;Ma…&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Non ci interessa minimamente il dibattito sulla composizione  istituzionale della crisi di governo: governo tecnico, governo  “traghettatore”, governo di larghe intese e altre amenità…&lt;br /&gt;Ci interessa molto, invece, comprendere &lt;strong&gt;cosa si sta preparando per lavoratrici e lavoratori, giovani,precarie/i di questo paese.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La crisi di governo non avviene sull’onda delle mobilitazioni di massa,  che pure non sono mancate anche in Italia, ma è la conseguenza  dell’incapacità di Berlusconi in prima persona e della sua maggioranza  di mentecatti di dare piena soddisfazione alle esigenze dal capitale  dominante in Europa - quindi alla Bce e ai suoi padroni franco-tedeschi,  anche se alla guida c’è l’italiano Draghi – e alle necessità della  Confindustria e delle banche di avere capitali freschi per permettere  loro di uscire dalla crisi con maggiori profitti e poteri.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per poter applicare fino in fondo questi provvedimenti il  centrodestra al governo non è sufficiente: serve imbarcare  nell’operazione anche una parte della cosiddetta “opposizione”, quella  “responsabile” formata dal PD e dal fantomatico “terzo polo” (pensate al  trio Casini, Fini, Rutelli…..). Opposizione così responsabile da  condividere fino in fondo le ricette di Fmi e Bce e che quando critica  Berlusconi sulla politica economica lo fa… da destra: nel senso che  critica l’impresentabilità di Berlusconi, ma non le politiche di fondo.&lt;br /&gt;Così responsabile da aver permesso che passassero le finanziarie (per  discutere la sfiducia – dicembre 2010), la manovra di bilancio, la legge  di stabilità….&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per dare una risposta adeguata alla crisi di governo, una risposta di  sinistra, si deve affrontare con chiarezza e onestà un nodo chiave  delle scelte politiche dei prossimi mesi: &lt;strong&gt;chi paga la crisI?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non è sufficiente dire che si vogliono più risorse per il lavoro, i  giovani, il welfare, la cultura ecc… se non si dice dove devono essere  prese queste risorse.&lt;br /&gt;E la risposta, come si deve dire, è una risposta di classe: paghi chi ha  provocato la crisi; paghi chi non ha mai pagato; altro che “anche i  ricchi paghino”: solo i “ricchi” devono pagare, gli altri (pensionate/i,  precari/e,lavoratrici e lavoratori, migranti) hanno già pagato e ancora  pagano.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La caduta del governo Berlusconi è un’occasione affinché la sinistra e  i movimenti sociali prendano la forza di organizzarsi e perché  lavoratrici e lavoratori, precari/e, studentesse e studenti, migranti &lt;strong&gt;diano vita ad una mobilitazione che ponga dal basso una piattaforma chiara&lt;/strong&gt;:  il debito illegittimo non si deve pagare; vanno tagliate le spese  inutili e dannose (spese militari e grandi opere come Tav, Expo2015,  Ponte di Messina…); vanno recuperati i miliardi regalati alle imprese  con il cuneo fiscale di prodi ancora in vigore e con altri provvedimenti  simili; vanno nazionalizzate le banche e difesa la gestione pubblica  dei beni comuni – come hanno chiesto 27milioni di elettori ed elettrici  il 12 giugno scorso.&lt;br /&gt;Con queste risorse si potrà costruire una politica economica diversa,  che finalmente risponda ai bisogni del “99%” – come dicono i  manifestanti di “Occupy Wall Street” – e che ponga al primo posto la  riconversione ecologica della produzione (e del territorio, così da  evitare altri morti alla prossima pioggia o al prossimo terremoto).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Alla “società civile” che manifesta contro il governo Berlusconi e ne  denuncia soprattutto gli aspetti più scandalosi/scandalistici, non  chiediamo opinioni sul prossimo governo: chiediamo se è pronta a lottare  per questi contenuti, se smette di ragionare di governi (o giunte  regionali e comunali) amici, se è pronta a non permettere a qualsiasi di  governo di fare politiche di guerra, contro i diritti dei lavoratori,  contro le lassi popolari.&lt;br /&gt;Insomma, di fare il suo mestiere: non più supporto esterno a governi  amici, ma indipendenza e autonomia per costruire l’alternativa.&lt;br /&gt;Noi ci proviamo – &lt;strong&gt;già dalle prossime settimane: dalle  manifestazioni studentesche del 17 novembre alla manifestazione  nazionale per la difesa di acqua e beni comuni del 26 novembre,&lt;/strong&gt;  nella speranza di uno sciopero generale vero (che probabilmente verrà  fermato dalla “responsabilità” dei sindacati Conferderali di fronte ad  un governo di larghe intese…).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;* Portavoce di Sinistra Critica&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-2518111215713037975?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/2518111215713037975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/2518111215713037975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/11/via-berlusconi-e-poi.html' title='Via Berlusconi... e poi?'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-IpzyfRtEk9Y/Trm_lvp9X7I/AAAAAAAAAyc/f5w-4ADfWD8/s72-c/berlusconipreoccupato16nov-294x216.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-5919301772444528430</id><published>2011-11-06T20:38:00.003+01:00</published><updated>2011-11-06T20:47:31.581+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='acqua territorio e beni comuni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><title type='text'>L’odore della morte non nasconde la puzza dei fiumi di denaro e profitti che l’hanno provocata.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-OPvAXLrIKmI/Trbi5-xtXsI/AAAAAAAAAyQ/DZtQXGVX74g/s1600/alluvione-genova.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-OPvAXLrIKmI/Trbi5-xtXsI/AAAAAAAAAyQ/DZtQXGVX74g/s320/alluvione-genova.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671970266451631810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A Genova e in Liguria, ormai ad ogni autunno, siamo di fronte ad alluvioni con tragiche conseguenze. A Genova, ancora lo scorso anno, con lo straripamento del Chiaravagna a Sestri Ponente, e oggi con l’esondazione del Bisagno e del Fereggiano, con un bilancio di ben 6 vittime. E solo pochi giorni fa la tragedia delle Cinque Terre, a Monterosso e Vernazza, con altri morti e interi paesi devastati.&lt;br /&gt;Il profitto e la cementificazione del territorio sono le cause prime di questi colpevoli disastri. Interi quartieri genovesi, come ad esempio Quezzi, sono stati costruiti a stretto contatto dei torrenti e dei rivi, se non addirittura nel loro alveo. Si sono coperti interi tratti di torrenti e corsi d’acqua, ristretti gli alvei naturali. E’ quindi una ovvia conseguenza che, in presenza di piogge più forti, le acque si riprendano i loro spazi. Paradossalmente e senza alcuna vergogna, il presidente del Consiglio Berlusconi afferma che “si è costruito laddove non si doveva costruire”, come se i suoi governi non avessero varato due condoni edilizi nel 2003 e nel 2009, e ancora pochi giorni fa non si pensasse di riproporne un terzo all’interno dei provvedimenti economici e finanziari che il governo vuol mettere in atto.&lt;br /&gt;Ma l’insieme delle compagini governative che si sono succedute in questi ultimi decenni, di destra come di centrosinistra, hanno pesanti responsabilità nel non aver progettato e finanziato ciò che occorrerebbe veramente: un grande progetto nazionale di messa in sicurezza e di manutenzione del territorio. Destra e centrosinistra, invece, sostengono in maniera bipartisan progetti e finanziamenti per “grandi opere” di ulteriori cementificazioni e sconvolgimenti ambientali, come la TAV, o come il Terzo valico o la Gronda autostradale per l’area genovese. A tutto ciò si sommano poi le scelte delle amministrazioni locali, anch’esse peraltro tutte sostenitrici di queste “grandi opere”.&lt;br /&gt;Lo vogliamo dire utilizzando le parole usate dal geologo del CNR Mario Tozzi, conosciuto conduttore del programma televisivo “La gaia scienza”: “La Regione Liguria nel suo piano casa – il peggiore tra tutti – ha previsto di portare la distanza minima dagli alvei da dieci a tre metri. E’ una roba da criminali. Non si può far finta di nulla. E poi quando succede la disgrazia ti lamenti e vuoi la calamità naturale ... Ma lì non dovresti aggiungere nemmeno una pietra in più. Come al solito, si danno concessioni edilizie per fare cassa ... Siamo un paese medievale che brucia territorio inutilmente. Duecentomila ettari all’anno, mentre in Inghilterra solo diecimila. Questo è il vero spread.” E Tozzi si riferisce al piano casa varato dal Consiglio regionale della Liguria non chissà quanto tempo fa, ma nello scorso febbraio. Così come per il nuovo PUC (Piano Urbanistico Comunale), in corso di approvazione in questi giorni nel Consiglio comunale a Genova, con cui la destinazione d’uso di amplissime aree sarà lasciata alla “contrattazione” con i privati.&lt;br /&gt;Ma alle critiche formulate da Legambiente, secondo cui “con questo Piano l’amministrazione persevera, in modo anche peggiore, con il sistema dell’urbanistica contrattata portata avanti dalla giunta Pericu-Gabrielli, con un’ulteriore cementificazione della città”, la sindaco Vincenzi ha risposto che “la vostra è un’idea di pianificazione che aveva la sinistra negli anni ‘80, noi abbiamo cercato di evolverci”. Ecco, la responsabilità politica della Giunta comunale, a nostro avviso, non si esaurisce certo nella polemica se era giusto o meno chiudere le scuole, né se a livello di strutture tecniche di prevenzione siano state date tempestivamente o meno previsioni e disposizioni preventive, ma stanno soprattutto nelle scelte strategiche  di fondo che prediligono “grandi opere” e infrastrutture, piuttosto che cura del territorio, e che vengono appunto da tempi lontani e da sempre nuovi appetiti di grandi costruttori. E intanto, a Sestri Ponente, il palazzo costruito sul torrente Chiaravagna è sempre lì ...&lt;br /&gt;Genova, 6 novembre 2011&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Sinistra Critica – organizzazione per la sinistra anticapitalista &lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Coordinamento provinciale – Genova&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-5919301772444528430?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5919301772444528430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5919301772444528430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/11/lodore-della-morte-non-nasconde-la.html' title='L’odore della morte non nasconde la puzza dei fiumi di denaro e profitti che l’hanno provocata.'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-OPvAXLrIKmI/Trbi5-xtXsI/AAAAAAAAAyQ/DZtQXGVX74g/s72-c/alluvione-genova.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-5016715548409987352</id><published>2011-11-05T18:52:00.004+01:00</published><updated>2011-11-05T19:08:19.879+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='acqua territorio e beni comuni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>La battagglia per l'acqua come risposta alla crisi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-G7AlK-zUhyA/TrV7jWk4AcI/AAAAAAAAAyE/uP-gU0gIWw4/s1600/acqua_denaro.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 259px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-G7AlK-zUhyA/TrV7jWk4AcI/AAAAAAAAAyE/uP-gU0gIWw4/s320/acqua_denaro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671575153028891074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;font-size:16.0pt;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;di Marco Bersani (Attac) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’entra la battaglia per la ripubblicizzazione dell’acqua con la crisi e con le politiche monetariste della Banca Centrale Europea? Moltissimo e per diversi motivi.  &lt;br /&gt;Il primo dei quali ha a che fare con la risposta che Governo e poteri forti hanno dato alla vittoria referendaria dello scorso giugno. Consapevoli di aver perso il consenso sociale, preoccupati dell’evidente erosione della catena culturale che per più di due decenni ha legato le persone all’idea del pensiero unico del mercato, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Governo e poteri forti hanno rilanciato una nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali&lt;/span&gt;, giustificandola con le risposte da dover dare all’Unione Europea in merito alla riduzione del debito pubblico.  La stessa Unione Europea, nell’ormai famosa lettera-diktat, con la quale chiede addirittura modifiche della Costituzione al nostro Paese, rilancia le politiche liberiste proprionel senso della svendita del patrimonio pubblico e della messa sul mercato di tutti i beni comuni.&lt;br /&gt;L’operazione ideologica, che sottende a questo perseverare in politiche che sono state la causa stessa della crisi globale, è quella che tenta di&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; far credere, come se fossimo nell’antica Grecia, che esistano nuove divinità impalpabili e inconoscibili - i cosiddetti mercati – che tuttavia provano emozioni:&lt;/span&gt; possono dare e togliere fiducia, divenire euforici o collerici, turbarsi. E che alle popolazioni non resti altro che fare continui sacrifici in loro onore, sperando di ingraziarli per suscitare la loro benevolenza o per mitigarne la collera.  Di conseguenza, il voto della maggioranza assoluta del popolo italiano a favore dell’uscita dell’acqua dal mercato e dei profitti dall’acqua non può essere considerato perché cause  di forza maggiore, ed indipendenti dalle volotà umane, impongono altre strade e direzioni. &lt;br /&gt;Il secondo motivo sta proprio nella &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;radicalità della battaglia del movimento per l’acqua&lt;/span&gt;. Avendo scelto, con la legge d’iniziativa popolare e con la battaglia referendaria, l’obiettivo strategico di non  limitarsi a contrastare le privatizzazioni selvagge cercando di ottenere una riduzione del danno, bensì di disegnare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;uno scenario di fuoriuscita totale dei beni comuni dalle gestioni attraverso SpA, &lt;/span&gt;il movimento per l’acqua apre nuovi scenari che parlano di nuovo ruolo della fiscalità generale, di necessità di una nuova finanza pubblica, di ridisegno radicale degli enti locali di prossimità, di cultura dellademocrazia come partecipazione.  Tutti obiettivi che cozzano inevitabilmente con la costruzione di un’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Unione Europea&lt;/span&gt; che, lungi dall’essere stata pensata come entità politica e culturale, è stata forgiata come spazio monetario con un unico scopo: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il consolidamento dei dogmi liberisti&lt;/span&gt;, attraverso le politiche della Banca Centrale Europa, finalizzate esclusivamente alla stabilità dei prezzi, all’equilibrio di bilancio e allo stimolo della concorrenza e sottratte, attraverso la totale “indipendenza” dai Governi, a qualsivoglia controllo democratico dei cittadini.  &lt;br /&gt;La battaglia per la riappropriazione sociale dell’acqua e dei beni comuni contrasta inevitabilmente con il patto di stabilità esterno ed interno, perché è esattamente attraverso questo strumento che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;si impedisce agli Stati di poter esercitare un ruolo pubblico nell’economia e si costringono gli enti locali al drastico restringimento delle loro funzioni&lt;/span&gt;, fino al loro smantellamento definitivo. Significativa a questo proposito la norma contenuta nell’art. 4 della manovra finanziaria estiva che, nell’obbligare –nonostante il voto referendario- i Comuni a vendere tutti i servizi pubblici locali, prevede che i ricavi di tali vendite possano essere introitati dai Comuni stessi e spesi per opere che non verranno conteggiate nel patto di stabilità interno (come dire, se vuoi asfaltare una strada o costruire un asilo devi vendere l’acqua o il trasporto pubblico).   &lt;br /&gt;Nell’attuale contesto di crisi, ciò che sta succedendo è il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;trasferimento di un debito del sistema bancario e finanziario agli Stati e da questi ultimi ai cittadini&lt;/span&gt;; ovvero, si salvano le banche socializzandone gli oneri e poi si interviene per evitare il default degli Stati con misure di macelleria sociale che mandano in default i cittadini. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Si tratta di una gigantesca trasposizione dal welfare&lt;/span&gt;, che aveva caratterizzato, seppur in forme differenti tra loro, tutti i paesi dell’Unione Europea della seconda parte del ‘900, come compromesso sociale tra il capitale e il lavoro, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;verso un sistema di bankfare&lt;/span&gt;, all’interno del quale il ruolo del pubblico diviene esclusivamente quello di sostenere, a spese dei cittadini, il sistema bancario e finanziario internazionale, causa prima della crisi in atto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il risultato è un circolo vizioso grazie al quale il debito degli Stati è notevolmente aumentato proprio grazie al fatto che i governi hanno deciso di accollarsi le perdite del capitale finanziario.&lt;/span&gt;  &lt;br /&gt;Ma l’idea di invertire la rotta non sfiora neppur lontanamente i poteri forti politico-economici, tant’è che la linea di “rigore” è stata recentemente rafforzata con alcune misure a livello comunitario, in primis attraverso le sei proposte legislative per il rafforzamento del patto di stabilità, così riassumibili: ulteriore controllo della spesa pubblica, ulteriori restrizioni nei parametri relativi a debito e deficit, obbligo di deposito cauzionale a garanzia del rispetto delle raccomandazioni, nuove regole di redazione dei bilanci, set di indicatori economici per valutare gli squilibri, ammende in caso di mancato rispetto.  Sono tutte norme conseguenti al nuovo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;“Patto per l’Euro”, approvato dal Consiglio Europeo il 24-25 marzo 2011&lt;/span&gt; e che prevede obiettivi comuni per tutti i governi, a partire dalla “sostenibilità” della finanza pubblica, con l’ unico scopo di riaffermare il primato dell’impresa e del mercato sui beni comuni, i diritti sociali e del lavoro.   &lt;br /&gt;Che fare, dentro questo quadro? E’ evidente che per il movimento per l’acqua, dopo la straordinaria vittoria referendaria, si aprono nuovi scenari di lotta. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La realizzazione dei risultati referendari, con la ripubblicizzazione di tutte le gestioni dei servizi idrici e la loro gestione partecipativa e senza profitti è senz’altro il primo compito.&lt;/span&gt;  Da questo punto di vista la mobilitazione per l’approvazione dellalegge d’iniziativa popolare da una parte e il lancio della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;campagna di “Obbedienza civile” per l’autorganizzazione della riduzione  delle tariffe&lt;/span&gt; in obbedienza al voto del popolo italiano, sono gli obiettivi immediati. Ma possono essere portati a vero compimento solo se collocati in una mobilitazione più ampia che prenda di petto le politiche monetariste dell’UE e liberi un nuovo ruolo del pubblico nella finanza e nell’economia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un primo obiettivo non può che riguardare il debito. &lt;/span&gt;Un debito che va studiato ed esaminato attraverso la creazione di auditorie popolari che facciano l’anamnesi dello stesso, ne identifichino le  responsabilità e ne propongano la drastica riduzione/ristrutturazione sino al suo non pagamento.  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Un secondo obiettivo riguarda il controllo dei capitali finanziari&lt;/span&gt;, a partire dall’approvazione della FTT, ovvero la tassa su tutte le transazioni finanziarie, sino alla costruzione di condivise politiche  fiscali europee.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un terzo obiettivo deve diventare l’apertura di un fronte per il superamento del patto di stabilità&lt;/span&gt;, cominciando a sottrarre allo stesso tutta la spesa rivolta all’accesso ai beni comuni naturali e sociali e all’erogazione e qualità dei servizi pubblici locali.&lt;br /&gt;Infine, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la riapertura di uno spazio nuova di finanza pubblica &lt;/span&gt;che preveda la risocializzazione del sistema bancario, a partire dalla ripubblicizzazione della Cassa Depositi e Prestiti, il cui capitale  pubblico è immenso, ma tutto orientato alla valorizzazione finanziaria e all’investimento in dannose grandi opere.&lt;br /&gt;Con la vittoria referendaria il movimento per l’acqua ha inserito un fortissimo granello di sabbia negli ingranaggi dell’economia liberista, ora si tratta di costruire percorsi, alleanze e intrecci a livello nazionale ed europeo per arrivare tutte e tutti assieme a ingripparne definitivamente il motore.   La grande manifestazione nazionale a Roma del prossimo 26 novembre sarà il primo passo in questa direzione.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;font-size:12.0pt;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-5016715548409987352?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5016715548409987352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/5016715548409987352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/11/la-battagglia-per-lacqua-come-risposta.html' title='La battagglia per l&apos;acqua come risposta alla crisi'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-G7AlK-zUhyA/TrV7jWk4AcI/AAAAAAAAAyE/uP-gU0gIWw4/s72-c/acqua_denaro.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-3229662825027284689</id><published>2011-11-05T18:43:00.002+01:00</published><updated>2011-11-05T18:50:53.322+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>4 novembre, no alle parate e alle spese militari!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-pxvkxNPzMp4/TrV3dhWrbmI/AAAAAAAAAx4/U6RUXA7EZao/s1600/Spese-militari.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 237px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-pxvkxNPzMp4/TrV3dhWrbmI/AAAAAAAAAx4/U6RUXA7EZao/s320/Spese-militari.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671570654796410466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 4 novembre ricorre l'anniversario della fine di uno dei più terribili  massacri della storia, nulla di più lontanto dunque dall'idea di un  festa delle forze armate. Anche quest'anno invece Verona offre piazza  Brà per l'ennesima esibizione militare e così un sindaco leghista che  fino a qualche tempo fa inneggiava con il suo partito alla seccessione,  ora rifluisce nella più mite, ma non meno insopportabile, retorica  patriottarda.&lt;br /&gt; In particolare, in questo periodo di crisi profonda, ci parrebbe  certamente più opportuna una politica che anziché versare retorica,  tagliasse le spese militari (ad esempio 700 milioni di euro a semestre  per la guerra in Afghanistan e per le  altre missioni; 3,6 miliardi di euro per l'acquisto di 131  cacciabombardieri F-35; oltre un miliardo di euro spesi solo nei primi  tre mesi della guerra in Libia) a favore di una spesa sociale in difesa  dei posti di lavoro, dell'istruzione e della sanità pubbliche. .&lt;br /&gt;Noi  però non nutriamo alcuna fiducia né in questo governo, né  nell'opposizione parlamentare quanto mai preoccupata di far rispettare i  diktat liberisti e antidemocratici della Commissione Europea, della  Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale, che in nome  del pagamento del debito pubblico stanno costringendo anche l'Italia ad  una vera e propria macelleria sociale.&lt;br /&gt; &lt;b&gt;Sinistra Critica è invece convinta della necessità di una mobilitazione  sociale, in grado di praticare una democrazia diretta, che rivendichi il  blocco delle misure economiche del governo, la rinegoziazione del  debito pubblico e l'introduzione di misure (come la patrimoniale) che  vadano a reperire i soldi da chi non ha mai pagato per investirli nella  spesa sociale.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; No alle parate e alle spese militari! No alla retorica patriottarda che  nasconde la crisi economica! Che se ne vada tutta questa calsse  politica! Non paghiamo noi la loro crisi ed il loro debito!&lt;br /&gt; &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;b style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;i&gt;Sinistra Critica - Organizzazione per la sinistra anticapitalista&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-3229662825027284689?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/3229662825027284689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/3229662825027284689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/11/4-novembre-no-alle-parate-e-alle-spese.html' title='4 novembre, no alle parate e alle spese militari!'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-pxvkxNPzMp4/TrV3dhWrbmI/AAAAAAAAAx4/U6RUXA7EZao/s72-c/Spese-militari.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-4901712500701829583</id><published>2011-11-03T23:25:00.000+01:00</published><updated>2011-11-03T23:26:27.075+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola e università'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><title type='text'>Alemanno sperimenta le sue regole autoritarie: solidarietà a studenti/studentesse in piazza a Roma</title><content type='html'>&lt;div class="content"&gt;     &lt;div style="width: 260px" class="image-attach-body"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il sindaco/podestà Gianni Alemanno – dopo aver vietato illegittimamente e  impunemente le manifestazioni nel centro di Roma – sperimenta oggi  sugli studenti la repressione verso che coscientemente e legittimamente  viola provvedimenti che vogliono impedire la libera espressione e le  libere manifestazioni.&lt;br /&gt; Prima l’avvertimento ai presidi affinché schedassero chi usciva dalle  scuole per andare in corteo, poi i controlli all’interno delle scuole da  parte delle “forze dell’ordine” (agli ordini di chi?), infine le  cariche al corteo, il sequestro degli studenti in piazza e la  costrizione alla schedatura in fila per uno. Scene cilene, o siriane che  non possono essere tollerate.&lt;br /&gt;Siamo incondizionatamente dalla parte delle studentesse e degli studenti  che hanno deciso di manifestare a Roma e invitiamo tutte le forze  democratiche a protestare e a organizzare una disobbedienza di massa  alle “regole” di Alemanno.&lt;br /&gt;È pericolosamente in atto un “strategia della provocazione” da parte  degli esponenti della destra (Sacconi che grida al pericolo terrorista  collegandolo al 15 ottobre, Alemanno che si comporta da podestà  fascista, ecc....) per provare a delegittimare e fermare l’estendersi di  una rivolta che potrà travolgerli e che consapevolmente chiede che si  ponga fine alle politiche che vogliono far pagare la crisi a chi non  l’ha provocata.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non ci fermeranno, noi a casa non torniamo! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Dichiarazione di Flavia D’Angeli e Piero Maestri, portavoce di Sinistra Critica&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-4901712500701829583?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/4901712500701829583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/4901712500701829583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/11/alemanno-sperimenta-le-sue-regole.html' title='Alemanno sperimenta le sue regole autoritarie: solidarietà a studenti/studentesse in piazza a Roma'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-1299196527272391327</id><published>2011-11-02T17:30:00.003+01:00</published><updated>2011-11-02T17:35:35.817+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Il referendum che fa paura</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;" class="field field-type-text field-field-autore-articolo"&gt;     &lt;div class="field-items"&gt;             &lt;div class="field-item odd"&gt;                     &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-X3R63V-bxTw/TrFxEMRfSyI/AAAAAAAAAxs/b9-Yn_MFZzA/s1600/grecia-crisi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 210px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-X3R63V-bxTw/TrFxEMRfSyI/AAAAAAAAAxs/b9-Yn_MFZzA/s320/grecia-crisi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670437722664160034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La decisione greca di consultare i cittadini getta &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;nel panico mezza  Europa segno dello scarto tra tecnocrazie e democrazia. Eppure, il  referendum e la possibilità di decidere è l'unica strada contro gli  apprendisti stregoni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;di Salvatore Cannavò&lt;br /&gt;www.ilmegaonoquotidiano.it&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;        &lt;/div&gt;         &lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Cosa c’è di meglio delle parole dell’agenzia di rating &lt;strong&gt;Fitch&lt;/strong&gt;  a proposito dell’eventualità di un referendum in Grecia sulle misure  anticrisi, per capire cosa ci sta riservando l’Unione europea e quali  fulmini si abbatteranno sui cittadini europei? “&lt;em&gt;Il referendum greco – dice Fitch - mette a repentaglio la stabilità e la vitalità stessa dell'euro”. &lt;/em&gt;Terrore  e panico sui mercati, le borse sprofondano, la politica europea va in  subbuglio. La borsa italiana, ovviamente,  scende più delle altre perché  chi può pensare che un governo guidato da Silvio Berlusconi e dalla sua  corte possa solo pensare di risolvere una crisi di questa portata?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il punto, però, in questo caso non è tanto Berlusconi quanto  l’opposizione feroce che viene fissata tra le esigenze del risanamento e  la democrazia. E così scopriamo che &lt;strong&gt;Sarkozy&lt;/strong&gt; si dice  “costernato” per la decisione annunciata dal premier greco Papandreou,  la Germania è terrorizzata e Francoforte perde il 3,8 per cento in una  sola giornata. Secondo il presidente della Banca mondiale, Robert &lt;strong&gt;Zoellick&lt;/strong&gt; il referendum greco è una “roulette russa” mentre il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude &lt;strong&gt;Junker&lt;/strong&gt;  ipotizza il fallimento per Atene se si ricorrerà al voto dei cittadini.  Sembra di risentire Sergio Marchionne quando avvertiva gli operai di  Pomigliano sui rischi del referendum in fabbrica.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;A questo punto non è più nemmeno tanto sicuro che il referendum si  farà. Papandreou sta facendo dichiarazioni su dichiarazioni per  assicurare che non succederà nulla mentre su diversi giornali  internazionali si sottolinea il fatto che la Costituzione greca non  consente referendum su materie fiscali. Insomma, non si deve votare né  partecipare alle decisioni. Sembra che l’unica forma di consultazione  dei cittadini sia quella del tacito consenso. In caso contrario si può  sempre spaccare qualche vetrina, così si sfoga un po’ la rabbia ma  nessuna borsa viene infranta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Il punto, invece, è che bisognerebbe proprio poter decidere&lt;/strong&gt;.  Poter essere consultati proprio quando tutti gli schemi stanno saltando  e con essi tutte le regole e anche le stesse leggi, immutabili,  dell’economia liberista. Del resto, la Grecia dimostra che ci si muove  su coordinate inedite. Si pensi alla decisione di svalutare i titoli del  debito del 50 per cento in possesso delle banche, con il loro consenso.  Come sempre avviene di fronte a ipotesi di fallimento, i creditori sono  i primi a favorire la capacità di rimborso dei debitori anche se  costretti a pagare qualche prezzo. Ma è sempre meglio incassare il 50  per cento che nulla anche perché i mercati hanno già scontato quella  svalutazione. Però, se sono “gli indignati” a proporre una moratoria sul  debito e una sua ricontrattazione, giudicando quale sia quello  legittimo e quale, invece, quello da non rimborsare, scatta subito  l’accusa di utopismo o di scarso senso della realtà.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il problema è che se davvero si dovrà agire sul piano della riduzione  consistente e visibile dei debiti pubblici le stangate saranno di una  durezza impensabile. &lt;strong&gt;Se solo si pensa che il debito pubblico italiano è di circa 1900&lt;/strong&gt;  miliardi di euro mentre il Pil non arriva a 1600 miliardi, si capisce  che per arrivare a una percentuale del debito sul Pil, poniamo del 100  per cento, servirà, in assenza di crescita economica, &lt;strong&gt;una manovra da 300 miliardi.&lt;/strong&gt; E non è un caso che circoli la cifra di 400 miliardi. Un governo di unità nazionale dovrà servire proprio a questo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Mai come in questo momento servirebbe la presenza sulla scena  politica di movimenti e cittadinanza in grado di dire la propria, di  decidere cosa è possibile sacrificare e chi dovrebbe fare questi  sacrifici. In un paese che, secondo i dati di Bankitalia, &lt;strong&gt;ha una ricchezza netta di circa 8600 miliardi di cui il 44 per cento è concentrato nelle mani del 10 per cento delle famiglie&lt;/strong&gt;,  noi non abbiamo dubbi su chi debba pagare il risanamento. Ma proprio  per questo la più ampia discussione e, quindi, anche lo strumento del  referendum, costituirebbe l’unica garanzia di procedere sulla giusta  strada. Anche perché i vari capi di governo si sono rivelati finora dei  perfetti apprendisti stregoni (e quello italiano, nemmeno apprendista).&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-1299196527272391327?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1299196527272391327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1299196527272391327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/11/il-referendum-che-fa-paura.html' title='Il referendum che fa paura'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-X3R63V-bxTw/TrFxEMRfSyI/AAAAAAAAAxs/b9-Yn_MFZzA/s72-c/grecia-crisi.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-6500821816888230195</id><published>2011-10-26T20:45:00.003+02:00</published><updated>2011-10-26T20:49:39.841+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuova sinistra anticapitalista'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Tutte/i a Nizza contro il G20!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-6Od7POiUAYk/TqhWPNJ-3fI/AAAAAAAAAxc/GuHLsF8SKtg/s1600/g20.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 180px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-6Od7POiUAYk/TqhWPNJ-3fI/AAAAAAAAAxc/GuHLsF8SKtg/s400/g20.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5667874950275325426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:180%;"&gt;&lt;span style="  FONT-WEIGHT: bold;font-family:Arial;font-size:18pt;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;span style=" ;font-family:Arial;font-size:10pt;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="  FONT-WEIGHT: bold;font-family:Arial;font-size:10pt;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="  FONT-WEIGHT: bold;font-family:Arial;font-size:10pt;"  lang="EN-GB" &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;“Les  peuples d’abord. Pas la finance!”.&lt;/span&gt; Potremmo  tradurlo in maniera un po’ libera: le nostre vite valgono più della loro  finanza.&lt;br /&gt;Questo slogan – che esprime un  sentimento anticapitalista sempre più diffuso di fronte alla crisi, in Europa e  non solo – è l’invito della coalizione francese “Collectif national contre  G8/G20” per essere tutte/i a Nizza/Cannes dal 1 al 4 novembre 2011  in occasione del vertice dei G20 (che si terrà dal 3 al 5  novembre al resort Riviera a Cannes). &lt;br /&gt;I mesi scorsi sono stati  caratterizzati dalle proteste e dalle rivolte in diversi paesi europei e da vere  e proprie rivoluzioni nei paesi arabi; mobilitazioni che hanno messo in luce –  nell’evidente diversità dei contesti – l’esistenza di una diffusa consapevolezza  dell’intollerabilità del sistema economico e politico in cui viviamo e una forte  insofferenza per la gestione della crisi da parte dei vecchi e nuovi padroni del  mondo, che scaricano il costo della loro crisi sui poveri, su lavoratrici e  lavoratori, sulle giovani generazioni a cui viene negato un futuro, su interi  popoli. &lt;br /&gt;La crisi economico-finanziaria  naturalmente colpisce soprattutto i paesi più poveri, ma le  conseguenze sono drammatiche anche nei paesi  industrializzati. Di fronte a questo le scelte politiche dei governi – che hanno  privilegiato il salvataggio del settore finanziario e bancario - si sono  incentrate esclusivamente su misure di austerità, e un rilancio di misure che  sono già all’origine dell’impoverimento di lavoratrici e lavoratori e che  provocano ulteriori conseguenze negative (aumento della disoccupazione e della  precarietà, crisi degli alloggi, taglio del sistema di welfare...).   &lt;br /&gt;Il vertice del G20 rappresenta il  tentativo da parte delle principali economie di trovare qualche forma di  regolazione in campo finanziario, cercando di coinvolgere le economie dei paesi  in crescita nella gestione della crisi globale. Non è detto che questo tentativo  porti a qualche risultato concreto – ma è certo che non verranno toccati i due  assi centrali delle politiche globali che stanno soffocando le popolazioni in  tutto il pianeta: la gestione del debito e le politiche di  austerità. &lt;br /&gt;La  crisi però non può più essere affrontata solamente con misure – comunque  necessarie - di “regolazione” del mercato finanziario (tassa sulle transazioni  finanziarie, eliminazione dei paradisi fiscali, maggiori controlli su banche e  finanziarie), ma rende urgente misure radicali anticapitaliste che partano dal  rifiuto del pagamento del debito illegittimo (già pagato ampiamente da  lavoratici/lavoratori e poveri in tutto il pianeta e pretesto per il taglio  delle spese sociali e dei servizi pubblici e per una nuova stagione di  privatizzazioni), dall’opposizione alle misure di austerità (recuperando risorse  per le politiche sociali colpendo profitti, rendite, spese militari e spese per  inutili grandi opere continentali), dalla difesa di diritti e poteri di  lavoratrici e lavoratori e l’istituzione di forme di reddito sociale.      &lt;br /&gt;Il programma delle iniziative  prevede una manifestazione di massa il 1 novembre a Nizza, un “controvertice” a  Nizza con incontri e dibattiti il 2 e 3 novembre (http://www.mobilisationsg8g20.org/).  &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Anche  dall’Italia tutte/i a Nizza!  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sinistra  Critica parteciperà alla manifestazione del 1° novembre a Nizza con la spezzone  anticapitalista organizzato dal “Nouveau Parti Anticapitaliste” francese&lt;/span&gt;,  insieme alle altre organizzazioni della sinistra anticapitalista europea (e di  nord africa e Medio oriente).&lt;br /&gt;Un nostro rappresentante interverrà  anche al workshop organizzato dal Npa all’interno del forum, il 2  novembre. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per partecipare  con noi, informazioni a: &lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Torino: sinistracriticato@yahoo.it;  340.9658306 &lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Milano: info@sinistracriticamilano.it;  333.4665107 &lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Genova: sinistracriticage@gmail.com;  339.2118014&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="  FONT-WEIGHT: bold;font-family:Arial;font-size:12pt;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-6500821816888230195?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6500821816888230195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6500821816888230195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/10/tuttei-nizza-contro-il-g20.html' title='Tutte/i a Nizza contro il G20!'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-6Od7POiUAYk/TqhWPNJ-3fI/AAAAAAAAAxc/GuHLsF8SKtg/s72-c/g20.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-975726298716212055</id><published>2011-10-23T02:33:00.002+02:00</published><updated>2011-10-23T02:36:26.576+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='no tav'/><title type='text'>23 ottobre: No TAV - Appello</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-plc4TGtcxxM/TqNhfwOwHrI/AAAAAAAAAxQ/mn74U6-Am_c/s1600/23ottobre-giaglione.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 110px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-plc4TGtcxxM/TqNhfwOwHrI/AAAAAAAAAxQ/mn74U6-Am_c/s320/23ottobre-giaglione.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666479954312830642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span class="Stile1"&gt;&lt;strong&gt;Diamoci un taglio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A mani nude, a volto scoperto,  a testa alta&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;         &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Il 23 ottobre 2011 la Val di Susa sarà nuovamente  protagonista: taglierà  le reti che la vedono ostaggio della lobby del  TAV dicendo no ai tagli allo  stato sociale, alla sanità, alla cultura.&lt;/p&gt;          &lt;p align="justify"&gt;Da quattro mesi una parte della valle è  militarizzata, una vasta area è  off-limits per i cittadini, recintata e  protetta da reti posate illegalmente e  difese da centinaia di  poliziotti che proteggono un “cantiere che non ‘c’è”.&lt;br /&gt;     Da quattro mesi chi denuncia questa situazione e protesta davanti  alle  recinzioni è bersaglio di migliaia di candelotti lacrimogeni al CS  (un gas  tossico vietato dalle convenzioni internazionali) e non si  contano le  intimidazioni a singoli cittadini e all’intero movimento  notav. &lt;/p&gt;          &lt;p align="justify"&gt;Oggi appare sempre più evidente la follia di un  progetto TAV  Torino-Lione non solo per la sua inutilità dal punto di  vista trasportistico, ma  anche e soprattutto per l’enorme spreco di  risorse sottratte alla collettività:  a nessuno può sfuggire la volontà  criminale di una classe politica incapace e  corrotta, al servizio di  quel sistema di “finanzieri senza volto” rappresentato  dalle grandi  banche e dai fondi di gestione, che non mostra alcun pudore a  voler  imporre l’opera mentre taglia pesantemente i servizi ai cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Il TAV è la punta dell’iceberg di questa follia imposta da governi  che non  rispondono più ai propri elettori (in Val di Susa viene negata  ogni minima  forma di dissenso politico) ma a quel mondo opaco che  specula sulla crisi  economica. E’ lo stesso mondo pronto a prestare i  capitali necessari alla realizzazione  del TAV costringendo tutti i  cittadini italiani a nuovi sacrifici per rimborsare  quei prestiti e a  subire nuovi tagli ad uno stato sociale ormai al collasso.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Le reti illegali che in Val di  Susa delimitano un cantiere che non c’è difendono in realtà questo sistema. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;          &lt;p align="justify"&gt;In Val di Susa sono sospesi i diritti, la  democrazia è ferita,  le reti delimitano un’area di illegalità  mentre  una Procura della Repubblica strabica si scatena alla ricerca di   improbabili sovversivi e criminali al di fuori delle reti: nei loro  confronti  usa le denunce e il carcere per intimorire un’intera valle e  nel frattempo le  ditte che manovrano ruspe e trivelle (alcune delle  quali in evidente odor di  mafia) si sentono protette e il partito degli  affari si sente autorizzato a  sperare che prima o poi partano i  cantieri.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il 23 ottobre La Val di Susa  dimostrerà  loro che aprire i cantieri è una speranza vana: migliaia di  cittadini  marceranno per tagliare le reti, per aprire varchi nel recinto, per   riaprire spiragli di democrazia&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;       &lt;strong&gt;In migliaia dimostreremo a  testa alta che con la forza ed il sopruso non è possibile aprire alcun  cantiere, né oggi né mai. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;     Lo faremo a mani nude, portando solo gli strumenti per abbattere  le  reti; lo faremo a volto scoperto perché non abbiamo nulla da  nascondere, ognuno  mostrerà la sua faccia pulita che chiede soltanto  rispetto. Daremo un taglio  alle reti e non porteremo alcuna offesa a  chi dovrebbe difendere la legalità ed  è mandato invece a coprire  l’illegalità di recinti abusivi che offendono la  nostra dignità. &lt;/p&gt;     &lt;p align="justify"&gt; &lt;/p&gt;     &lt;p align="justify"&gt;In migliaia taglieremo le reti invitando chi sta  dall’altra parte a  desistere da violenze e rappresaglie, dal lancio di  lacrimogeni e quant’altro:  se l’invito non verrà accolto ci difenderemo  dai gas, e chi dovesse dare  l’ordine di aggredire cittadini pacifici  che chiedono giustizia se ne assumerà  la responsabilità di fronte al  paese che ci guarda.&lt;/p&gt;     &lt;p align="justify"&gt; &lt;/p&gt;     &lt;p align="justify"&gt;Migliaia di cittadini mostreranno che sono loro  dalla parte della  legalità e non hanno paura di difendere il loro  futuro, che la loro è una lotta  per la difesa dei beni comuni.&lt;/p&gt;     &lt;p align="justify"&gt; &lt;/p&gt;     &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il 23 ottobre sarà una giornata  di resistenza attiva che coinvolgerà un’intera valle.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;       &lt;strong&gt;A tutti coloro che condividono  le nostre ragioni e ci  sostengono, chiediamo di dare visibilità alla nostra  azione, a tutti  chiediamo di comprendere il valore del nostro gesto, di  rispettare il  nostro modo di protestare civilmente.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p align="justify"&gt; &lt;/p&gt;     &lt;p align="justify"&gt;Aprire varchi nelle reti, mostrare che non ci  rassegniamo alla  cancellazione di spazi di partecipazione democratica è  il nostro obiettivo. Il  risultato di questa giornata non si misurerà  in metri di recinzione abbattuti  ma sarà nella determinazione, visibile  e forte, di una popolazione che non si  rassegna al silenzio; sarà la  dimostrazione che questo folle progetto TAV non  potrà che rimanere  sulla carta; il suo valore sarà nell’azione di massa  coraggiosa,  pacifica ma determinata a dare un taglio alle reti e agli  inganni di  una politica che chiede voti  pensando solo alle tangenti generosamente  offerte dall’alta velocità. L’Europa ne  prenda atto, governo, partiti e  lobby si rassegnino e non abbiano paura di  perdere la faccia: noi  la  nostra faccia  ce la mettiamo sempre e continueremo a farlo.  &lt;/p&gt;     &lt;p align="justify"&gt; &lt;/p&gt;     &lt;p align="justify"&gt;La lotta della Val di Susa non appartiene solo a  noi, in questi anni ne  abbiamo avuto continue conferme: è diventata  anch’essa un bene comune da  difendere.&lt;/p&gt;          &lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il movimento NO TAV&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-975726298716212055?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/975726298716212055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/975726298716212055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/10/23-ottobre-no-tav-appello.html' title='23 ottobre: No TAV - Appello'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-plc4TGtcxxM/TqNhfwOwHrI/AAAAAAAAAxQ/mn74U6-Am_c/s72-c/23ottobre-giaglione.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-8035657044225765443</id><published>2011-10-19T21:01:00.002+02:00</published><updated>2011-10-20T23:28:27.050+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola e università'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Oltre il 15 ottobre, per una rivolta permanente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-EO0GtVmUGAU/TqCSZTJLTCI/AAAAAAAAAxE/NlpY2hU29zs/s1600/15ott.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 196px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-EO0GtVmUGAU/TqCSZTJLTCI/AAAAAAAAAxE/NlpY2hU29zs/s320/15ott.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665689294565231650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nelle nostre intenzioni, la giornata del 15 ottobre doveva essere un grande momento di avvio (ripetiamo, avvio) di un processo di mobilitazione collettiva, permanente, che nascesse dal basso, dalla libera condivisione e dall’autodeterminazione di ogni singolo e singola.Una riappropriazione collettiva e stabile dello spazio pubblico sempre più urgente visto il precipitare della crisi economica e sociale, il carattere epocale e cruciale di questi giorni, di queste settimane, di questi mesi. Un processo inedito di mobilitazioni permanenti in corso in molti paesi, dagli Usa al Portogallo e alla Spagna ma che in Italia non è stato ancora possibile innescare.&lt;br /&gt;Le notizie sul 15 ottobre dal mondo fanno crescere in noi la convinzione che questo processo si sarebbe potuto innescare anche in Italia proprio in quella giornata e invece così non è stato.&lt;br /&gt;L’irriducibile complessità della giornata del 15 ottobre ci obbliga a riflessioni approfondite e pure a mantenere la calma, il sangue freddo, a reprimere sul nascere ogni, opposta, ma simmetrica, reazione emotiva di fronte a quello che è successo sabato, ai commenti di molti, così come all’utilizzo strumentale che di quella giornata si sta facendo da più parti.&lt;br /&gt;A Roma hanno manifestato più persone che in qualsiasi altra capitale europea, questo è il dato che per noi più di tutti sintetizza l’occasione perduta. Sì perché alle nove o alle dieci di sabato sera eravamo tutti e tutte a casa e per questo ci domandiamo: su cosa si misura la radicalità di una pratica?&lt;br /&gt;Noi siamo convinti che si misuri sulla capacità di raggiungere un obiettivo politico, di comunicarlo e farlo percepire come praticabile a livello di massa. Quasi un anno fa, il 14 dicembre, scontrarsi con chi difendeva un despota e un palazzo corrotto era un obiettivo politico che in tanti hanno sentito proprio. Nessuno ha avuto la sensazione di essere stato sovradeterminato da pochi manifestanti quel giorno, perché era chiaro a tutti da dove veniva e dove voleva arrivare quella rabbia. Sabato questo non è successo. Siamo scesi in piazza con le nostre tende, per rimanerci, per occupare una piazza e aprire uno spazio pubblico di mobilitazione permanente. Un bisogno che abbiamo ritrovato nei volti delle centinaia di persone che abbiamo incontrato sabato con le tende in spalla.&lt;br /&gt;La piazza San Giovanni che avevano in mente una parte degli organizzatori non era quello che secondo noi serviva, non superava l’inutile ritualità, non avrebbe messo in campo elementi realmente utili alla costruzione del movimento necessario. Allo stesso modo però, non è stato utile nemmeno quanto accaduto da via Cavour a via Merulana, quando azioni in classico stile minoritario hanno cambiato il volto di un’intera manifestazione. Per questo abbiamo proposto altro, quell’altro che si sta dando ovunque tranne che in Italia. Una proposta di mobilitazione permanente che ci appare la più radicale, perché inedita, perché permanente, perché riproducibile, perché democratica!Chiaramente è differente il nostro giudizio su quanto accaduto a Piazza San Giovanni, dove migliaia di persone, soprattutto giovani, hanno resistito e si sono opposti alle cariche scellerate e criminali delle forze dell’ordine, che non hanno esitato a caricare con mezzi blindati ed idranti un’intera piazza.&lt;br /&gt;Ovviamente dal giorno dopo è subito partito il massacro mediatico che porta inevitabilmente alla divisione fra buoni e cattivi. Il dividi et impera, insomma, era annunciato!&lt;br /&gt;I giornali chiedono condanne e denunce pubbliche dei violenti. Una denuncia pubblica la vogliamo fare: polizia, carabinieri e finanza hanno tenuto un comportamento criminale, con le cariche  e i caroselli di blindati su una piazza composita ed eterogenea, dimostrando la volontà di colpire indiscriminatamente l’intero movimento.&lt;br /&gt;Per questi motivi non abbiamo dubbi nell’esprimere la nostra piena solidarietà a chi da giorni sta subendo irruzioni e perquisizioni in casa, a chi viene sbattuto in prima pagina e consegnato al massacro mediatico, a chi è stato arrestato e subirà la violenza di un sistema sempre più repressivo.Ci opporremo con tutte le nostre forze alle proposte di Maroni su nuove leggi speciali contro le manifestazioni e contro chi manifesta. Come al solito si vuole ridurre un problema sociale, frutto della crisi economica e della crisi della rappresentanza politica, ad un problema di ordine pubblico. Come al solito la ricetta parla di repressione e di limitazione degli spazi democratici e di dissenso.&lt;br /&gt;Da oggi vogliamo chiudere il capitolo 15 ottobre e guardare avanti. Vogliamo ripartire dalle centinaia di migliaia di persone scese in piazza e che hanno dimostrato che in Italia è presente una larghissima opposizione sociale.&lt;br /&gt;Questo movimento ha bisogno di potersi incontrare, di discutere liberamente, di condividere forme e contenuti. Questo movimento ha bisogno di poter sedimentare lentamente teorie e pratiche nuove e non di ripeterne di precostituite.&lt;br /&gt;Questo movimento deve legittimarsi e non imporsi. Deve riuscire a catalizzare la rabbia e l’indignazione sociale in un percorso condiviso, ampio e partecipato, in un soggetto che sappia contrastare, contestare e sconfiggere ogni giorno le politiche capitaliste e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.&lt;br /&gt;Questo movimento va dunque costruito.Ripartiremo dalle nostre facoltà, dai luoghi di studio e di lavoro. Ripartiremo dalle alleanze sociali che in questi anni hanno visto scendere in piazza gli studenti al fianco dei lavoratori, dei movimenti per i beni comuni, dei migranti, delle donne, dei precari.Siamo scesi in piazza gridando “Noi il debito non lo paghiamo”. Vogliamo trasformare questo slogan in realtà e far pagare la crisi a chi l’ha provocata!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;AteneinRivolta - Coordinamento Nazionale dei Collettivi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-8035657044225765443?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8035657044225765443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8035657044225765443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/10/oltre-il-15-ottobre-per-una-rivolta.html' title='Oltre il 15 ottobre, per una rivolta permanente'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-EO0GtVmUGAU/TqCSZTJLTCI/AAAAAAAAAxE/NlpY2hU29zs/s72-c/15ott.jpeg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-4050214734734548152</id><published>2011-10-17T19:04:00.004+02:00</published><updated>2011-10-17T19:08:11.834+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>15 ottobre: il nodo è l'autodeterminazione dei movimenti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-qgTPRPLaIoc/TpxggJbNNuI/AAAAAAAAAws/8YsWS8LqKrw/s1600/United-for-Global-Change-15ottobre_Roma_Salento.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 208px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-qgTPRPLaIoc/TpxggJbNNuI/AAAAAAAAAws/8YsWS8LqKrw/s320/United-for-Global-Change-15ottobre_Roma_Salento.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664508536727353058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Nota dell'Esecutivo Nazionale di Sinistra Critica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Si possono utilizzare sguardi e criteri diversi per descrivere quello  che è accaduto a Roma il 15 ottobre e posizionarsi di fronte agli  accadimenti. A noi interessa poco il dibattito sui “violenti” o sul  “complotto”, sui “cattivi” a cui si contrappongono i “buoni”. Il nostro  sguardo e il nostro punto di vista si colloca decisamente dentro al  movimento che vogliamo costruire e si preoccupa delle sue potenzialità,  della sua crescita, della sua efficacia e, soprattutto, della sua  possibilità di decidere democraticamente. Di autodeterminarsi. Questo è  il punto  che vogliamo mettere al centro di questa riflessione perché,  allo stesso tempo, questa possibilità è la grande sconfitta della  giornata del 15 ottobre.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;1)   Le potenzialità del 15 ottobre sono evidenti dai numeri di una  manifestazione in grande parte autorganizzata sia pure dal contributo di  molte organizzazioni. Organizzazioni, però, che non sono quella  “potenza politica” che c’è stata in altri tempi e quindi il numero di  coloro che in vario modo hanno sfilato a Roma – 200mila ci sembra la  cifra più credibile – dimostra una forza d’urto che è importante  registrare e valorizzare. Il contrasto alle politiche messe in campo dai  governi liberisti – di centrosinistra e di centrodestra, poco importa –  in questo paese continua a essere importante anche se politicamente si  colloca in forme diverse o, forse, non si colloca affatto. C’è una massa  critica che resiste che costituisce l’anomalia italiana, il segno di un  paese che non si è anestetizzato nonostante 17 anni di berlusconismo e,  sottolineiamo, di antiberlusconismo deteriore. Da qui occorre  ripartire.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;2)   Cosa ci facciamo con questa potenzialità, cosa avremmo potuto  fare se il 15 ottobre fosse andato diversamente? Come si trasforma la  disponibilità a lottare in mobilitazione permanente? Questa domanda è  importante porsela subito perché aiuta a dare un giudizio non  impressionista sui fatti del 15. Una buona componente della  manifestazione, tra cui noi con molta determinazione, aveva proposto di  chiudere il corteo con una grande accampata: una forma politica che  smentisse la ritualità della sfilata e non seguisse facili  avanguardismi. A cosa serviva l’accampata? A compiere un atto simbolico  di contrapposizione al potere dominante – sia esso il governo o la Banca  d’Italia o anche lo stesso Quirinale – a definire uno spazio pubblico  di dibattito e autorganizzazione e, quindi, a predisporre i primi  meccanismi per la nascita di un movimento vero: organizzato dal basso,  autodeterminato, dotato di un programma avanzato. Tutti questi  ingredienti, infatti, oggi non esistono. C’è un umore generale,  un’incazzatura diffusa, la disponibilità a venire a Roma ma, poi, nei  territori, nei luoghi di lavoro, di studio, nei luoghi del non lavoro,  nei luoghi migranti manca ancora la densità specifica e tipica di un  movimento di massa. Per noi, il 15 ottobre serviva a far germogliare  tutto questo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;3)   Serviva anche, quella giornata, a offrire uno spazio d’azione  utile a coloro che dovrebbero essere i veri protagonisti di un movimento  di massa duraturo e efficace: i soggetti reali, gli operai, gli  studenti, i precari, le donne, i migranti, i comitati per i beni comuni e  così via. Anche qui, se oggi ci sono segnali importanti in questa  direzione, quelle soggettività sono troppo spesso rappresentate solo  dalle organizzazioni di riferimento: sindacali, qualche volta sociali,  in parte partitiche. I soggetti reali non sono ancora i protagonisti e  questa resta una priorità di fase che ci porta, con questo spirito, a  diffidare della solita forma “parlamentare” di direzione del movimento  con riunioni di intergruppi che, se forse andavano bene dieci anni fa a  Genova, oggi non riescono a interpretare la fase. Per la natura diversa,  a volta contrapposta, dei soggetti in questione, per alcune coazioni a  ripetere indigeste e per una forma che pensa di assemblare il molteplice  con una dimensione che non rappresenta più tutto quello che si muove.  Il 15 è anche una sconfitta di quella dimensione e questo va tenuto in  considerazione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;4)   L’azione portata avanti dai settori che hanno animato gli  scontri costituisce una proposta politica molto chiara e, anche per  questo, attrae una porzione di giovani in gran parte precari che non va  banalizzata. Tanti giovani si sono uniti agli scontri spesso solo per  esprimere la frustrazione che proviene dalla crisi. Ma, appunto, la  proposta politica è in larga parte questa: offrire una sede scenica per  dare sfogo alla frustrazione. Inscenare scontri e un conflitto a uso  delle telecamere  per poi farlo rappresentare da un migliaio di giovani  "incazzati" non ci sembra però una proposta in grado di reggere nel  tempo se non con imprevedibili, quanto controproducenti, escalation.  Escalation che abbiamo già visto e che tra i tanti guasti prodotti hanno  comportato l'affossamento dei movimenti di massa.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;5) La decisione di forzare la situazione ha contraddetto quelle che  ci sembrano le priorità fondamentali: la costruzione di un movimento, la  sua crescita ed efficacia, la sua autodeterminazione. Il movimento non è  riuscito a nascere sabato in piazza, non avrà maggiore facilità a  crescere e soprattutto è stato determinato da soggettività che non  rispondono a nessuno.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;6)   In realtà, quello cui abbiamo assistito è stata la stanca  replica di un film troppe volte visto negli ultimi decenni. La nascita  di un movimento è scambiata per le forme e il gesto estetico di cui si  dota; l’autodeterminazione di massa, paziente e complessa, viene  aggirata tramite una scorciatoia praticabile da pochi; viene  assolutamente minimizzata la difficoltà a riportare su scala locale, sul  posto di lavoro, di studio o quant’altro, la dinamica che si sviluppa a  livello centrale; il passaggio democratico che richiede tempo e  orizzontalità viene bypassato da una scelta elitaria, avanguardista,  verticalizzata e, facciamo notare, fondamentalmente maschile.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;7) Per questo pensiamo che quanto avvenuto il 15 ottobre, con gravi  responsabilità della polizia per il modo irresponsabile con cui è  intervenuta in piazza San Giovanni, si ritorce contro il movimento e lo  spinge all’indietro, tutto sulla difensiva e in balia di quei settori  moderati ed elettoralisti – presenti in forze al suo interno e pronti ad  approfittare del 15 ottobre – che in questo contesto recuperano forza e  centralità.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;8) Noi non ci riconosciamo in queste forme ma solo in quelle che  vengono espresse dalla maturità e dalla consapevolezza dei soggetti  sociali autodeterminati. I mezzi e il fine vanno accordati e l’unico  modo per farlo, l’unica “moralità” che si può riconoscere all’azione  politica e quella che proviene dalla democrazia del movimento, dalla sua  autodeterminazione e quindi dalla sua autorganizzazione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;9) Questo è il punto che vogliamo proporre davvero alla discussione.  L’unico modo per uscire da questa impasse e dalla frustrazione che si  registra a livello generalizzato. Il movimento deve saper affrontare le  proprie scadenze avendo deciso cosa fare nelle piazze e come difenderlo  politicamente, socialmente e materialmente. Per fare questo occorrono  modalità che in Italia raramente si sono date visto che la grammatica  dei movimenti è stata in larga parte monopolizzata dalla svalorizzazione  e dal burocratismo della sinistra istituzionale e dal sostituzionismo  di forze "antagoniste" che, a quanto pare, continuano a riproporre lo  stesso schema già fallimentare.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;10) Proponiamo, dunque, di ripartire dall’indignazione dei soggetti  reali, dagli studenti, dai lavoratori, dai precari, dai migranti, dalle  donne. Ci impegniamo soprattutto nella costruzione di movimenti reali a  partire da questi soggetti Solo questa dimensione può fare davvero la  differenza.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;11) Rilanciamo l’idea dell’accampamento, ovviamente da reinventare,  in forme non estemporanee né calate dall’alto ma come espressione delle  lotte di soggetti reali.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;12) Pensiamo che la lotta contro la crisi e la sua declinazione  politica vada condotta rafforzando l’autorganizzazione, il movimento di  massa, la sua disponibilità al conflitto sulla base della capacità di  dotarsi di una vera piattaforma di lotta che dica che il debito non lo  paghiamo e che per farlo proponiamo un’altra agenda: moratoria  unilaterale sul debito pubblico, realizzazione di una banca pubblica  nazionale, tassazione fortemente progressiva di rendite e patrimoni,  salario minimo, reddito sociale per giovani e precari, riduzione  dell’orario di lavoro, riduzione drastica delle spese militari, difesa  dei beni comuni contro grandi opere come la Tav, abolizione del legame  tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro per i migranti,  estensione della democrazia diretta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;13) Siamo scesi in piazza al grido di “a casa non si torna”. Questo slogan, dopo il 15 ottobre, è ancora più attuale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Esecutivo Nazionale Sinistra Critica - Organizzazione per la Sinistra Anticapitalista&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-4050214734734548152?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/4050214734734548152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/4050214734734548152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/10/15-ottobre-il-nodo-e-lautederminazione.html' title='15 ottobre: il nodo è l&apos;autodeterminazione dei movimenti'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-qgTPRPLaIoc/TpxggJbNNuI/AAAAAAAAAws/8YsWS8LqKrw/s72-c/United-for-Global-Change-15ottobre_Roma_Salento.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-353882195987205585</id><published>2011-10-17T10:19:00.000+02:00</published><updated>2011-10-17T19:28:03.494+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><title type='text'>Il vero volto di Di Pietro...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-H3lGRHg8FhQ/TpxkdOvDX7I/AAAAAAAAAw4/DTIkFbzI9tc/s1600/di-pietro21.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 239px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-H3lGRHg8FhQ/TpxkdOvDX7I/AAAAAAAAAw4/DTIkFbzI9tc/s320/di-pietro21.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664512884659675058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Approvata il 22 maggio 1975 la legge Reale fornisce disposizioni a tutela dell'ordine pubblico. E  accresce notevolmente i poteri e le immunità delle forze dell'ordine. In  particolare, l'articolo 14 amplia i casi in cui è legittimo l'uso delle  armi da parte della polizia. Esso autorizza l'agente a sparare non solo  "quando vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o di  vincere una resistenza all'autorità", ma più specificatamente "per  impedire delitti di strage, naufragio, disastro aviatorio, disastro  ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata, sequestro di  persona", come oggi è previsto dall'articolo 53 del codice penale.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'articolo 3&lt;/span&gt; della legge chiarisce &lt;span&gt;che,  "anche fuori dei casi di flagranza, quando vi è il fondato pericolo di  fuga, gli ufficiali e gli agenti della polizia giudiziaria o della forza  pubblica possono fermare le persone nei cui confronti ricorrano  sufficienti indizi di delitto concernenti le armi da guerra o tipo  guerra". Dunque, anche quando non si è colti sul &lt;div class="adv adv-middle-inline"&gt;     &lt;/div&gt;  fatto a utilizzare armi durante manifestazioni pubbliche ma  sussiste il pericolo di fuga di chi ne ha fatto e potrebbe farne uso, le  forze dell'ordine sono autorizzate a intervenire. Tra le armi  "proibite" figurano i fucili a canna mozza, le loro munizioni e altro  materiale esplosivo. Inoltre le forze dell'ordine possono trattenere i  fermati per il tempo necessario ai primi accertamenti. Entro 48 ore la  notizia del fermo deve essere comunicata all'autorità giudiziaria, la  quale, dopo l'interrogatorio del fermato, entro ulteriori 48 ore, deve  procedere alla convalida del fermo con un decreto motivato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'articolo  4&lt;/span&gt; indica che "in casi eccezionali di necessità e urgenza che non  consentono un tempestivo provvedimento dell'autorità giudiziaria" le  forze dell'ordine possono procedere "all'identificazione e alla  perquisizione sul posto, al fine di accertare l'eventuale possesso di  armi, esplosivi e strumenti di effrazione" di coloro il cui  atteggiamento o presenza non appaia giustificabile in relazione alle  circostanze di tempo e luogo. Insomma, alle prime azioni ritenute  inopportune e ingiustificabili, gli agenti di polizia e carabinieri  sarebbero autorizzati a intervenire, anche perquisendo sul posto le  eventuali persone coinvolte.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'articolo 5&lt;/span&gt; vieta di prendere  parte a manifestazioni pubbliche "facendo uso di caschi protettivi o con  il volto del tutto o in parte coperto mediante l'impiego di qualunque  mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona".  Niente caschi dunque, nè passamontagna, cappucci o maschere antigas per  chi vuole scendere in piazza. Chi non rispetta questo principio è punito  con l'arresto da uno a due anni e con l'ammenda da 1.000 a 2.000 euro.  Alla norma in passato si è più volte fatto riferimento nei casi delle  donne musulmane che indossano burqua e niqab nei luoghi pubblici e che,  come recita l'articolo 5, renderebbero difficile il loro riconoscimento.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-353882195987205585?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/353882195987205585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/353882195987205585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/10/il-vero-volto-di-di-pietro.html' title='Il vero volto di Di Pietro...'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-H3lGRHg8FhQ/TpxkdOvDX7I/AAAAAAAAAw4/DTIkFbzI9tc/s72-c/di-pietro21.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-4379996111102252522</id><published>2011-10-14T20:45:00.001+02:00</published><updated>2011-10-14T20:49:02.420+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rivolta il debito'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Rivolta il debito, la campagna!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(34, 34, 34); line-height: 18px; font-weight: bold; font-style: italic;font-family:helvetica;font-size:12px;"  &gt;&lt;p style="margin: 10px 10px 0px 0px; padding: 0px; border-width: 0px; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; color: rgb(42, 42, 42); letter-spacing: 0.3px; line-height: 17px; text-align: left;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Tutto quello che volete sapere sul debito e su come non pagarlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; font-style: italic;" href="http://www.rivoltaildebito.org/"&gt;http://www.rivoltaildebito.org/  &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Servirebbe una bella botta, una rivoluzione. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-6llOtNlG5vs/TpiD4HEJXoI/AAAAAAAAAwg/KiQBAEsf_uE/s1600/logo-rivoltadebito.png"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 160px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-6llOtNlG5vs/TpiD4HEJXoI/AAAAAAAAAwg/KiQBAEsf_uE/s320/logo-rivoltadebito.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5663421531410751106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mario Monicelli Siamo lavoratori e lavoratrici, studenti, precari, attivisti e attiviste  dei movimenti sociali, di difesa dei beni comuni, delle donne, lgbt,  della solidarietà internazionale, convinti che occorra sollevarsi contro  il capitalismo e la sua crisi. Ci sentiamo parte del Movimento spagnolo  15M, della rivolta greca, delle rivoluzioni arabe, dei movimenti  americani e di tutti coloro che hanno deciso di prendere parola, di  mettersi in gioco, di sollevarsi contro l’ingiustizia.&lt;br /&gt;La crisi economica globale è una crisi del capitalismo, dei suoi  politici e delle caste che lo difendono, dei suoi meccanismi interni di  funzionamento: massimizzazione del profitto e compressione dei diritti  sociali, distruzione ambientale, guerra e povertà.&lt;br /&gt;Noi pensiamo che le nostre vite valgono più dei loro profitti.&lt;br /&gt;Rivolta  il debito è più di uno slogan, è campagna nel movimento che vuole  ribaltare il tavolo su cui giocano banchieri e capitalisti per far  pagare a noi questa crisi.&lt;br /&gt;Rivolta il debito è una iniziativa aperta, virale, contagiosa, fatta di  azioni dirette e dibattiti, approfondimenti e manifestazioni,  partecipata da tutti e tutte coloro che la condividono e vogliono  utilizzarla per organizzare la rivolta!&lt;br /&gt;Vogliamo costruire una grande campagna per l’annullamento del debito e  ci sentiamo parte della grande assemblea del 1 ottobre nata sull’onda  dell’appello “Dobbiamo fermarli”. Facciamo riferimento all’esperienza  internazionale del Cadtm, il movimento per l’Annullamento del debito del  terzo mondo che ormai si è concentrato sui debiti dei paesi del “nord”  del mondo.&lt;br /&gt;Ma vogliamo andare ancora oltre: puntiamo a un grande movimento di  massa, plurale, democratico e soprattutto, autorganizzato come metodo  decisivo dell’azione politica.&lt;br /&gt;Rivoltare il debito per attraversare,  suscitare e mettere in rete tutti i nodi dello scontro sociale e dei  movimenti, come premessa indispensabile per difendere i diritti del  lavoro, spezzare la precarietà, affermare i diritto allo studio,  garantire la dignità e i diritti delle donne, la libertà sessuale,  garantire i territori dall’assalto del profitto. Vogliamo costruire un  movimento generale per la trasformazione del nostro paese e di un mondo  che sembra non reggere più il peso delle proprie contraddizioni.&lt;br /&gt;Vogliamo un altro mondo fondato sui bisogni e non sui profitti. Vogliamo  un'altra società, alternativa al capitalismo, al suo sfruttamento unito  ad autoritarismo e corruzione. Una società fondata sulla democrazia  radicale, la partecipazione e in cui a ciascuno sia dato secondo i suoi  bisogni e da ciascuno provenga a seconda delle proprie capacità.  “Servirebbe una bella botta, una rivoluzione” ha detto il grande  Monicelli. Noi vogliamo esserne parte.&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(34, 34, 34);   line-height: 18px; font-family:helvetica;font-size:12px;"  &gt;&lt;p style="margin-top: 10px; margin-right: 10px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; color: rgb(42, 42, 42); letter-spacing: 0.3px; line-height: 17px; text-align: left; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-4379996111102252522?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/4379996111102252522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/4379996111102252522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/10/rivolta-il-debito-la-campagna.html' title='Rivolta il debito, la campagna!'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-6llOtNlG5vs/TpiD4HEJXoI/AAAAAAAAAwg/KiQBAEsf_uE/s72-c/logo-rivoltadebito.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-9036034408287749292</id><published>2011-10-14T00:04:00.002+02:00</published><updated>2011-10-14T00:09:24.449+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola e università'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Il 15 ottobre scendiamo in piazza per rimanerci! OccupyRome!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-2AoxNM9O7Yc/TpdhT11oJgI/AAAAAAAAAwU/WZoTRrPk25Y/s1600/6241942218_f4dcfffaba_o.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 226px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-2AoxNM9O7Yc/TpdhT11oJgI/AAAAAAAAAwU/WZoTRrPk25Y/s320/6241942218_f4dcfffaba_o.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5663102049939105282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;"Il 15 ottobre è necessario andare oltre un corteo rituale, oltre  una semplice sfilata che si concluda a San Giovanni. Vogliamo scendere  in piazza per rimanerci, accamparci e porre un problema al potere, fino a  quando questo governo non se ne sarà andato."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Editoriale di AteneinRivolta verso il 15 ottobre&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; Era fine settembre dell'Anno 2008 quando la crisi dei mutui Subprime  partendo dagli U.S.A. ha travolto il resto del globo. Non c'è voluto  molto prima che la crisi economica venisse a bussare alla porta del "bel  paese" chiedendo il conto (salato) di anni di sprechi, di speculazioni,  di sfruttamento, di politiche scellerate che da sempre svendono i  diritti dei cittadini per i profitti di pochi (soliti noti).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La storia non cambia, il metodo è sempre lo stesso: a pagare sono  sempre i soliti, chi lavora, chi produce, chi rivendica una vita libera e  dignitosa, ed ecco tagli all'università con la legge 133 del 2008 e  successiva riforma Gelmini, ecco l'attacco di Marchionne ai diritti  degli operai, ecco le solite facilonerie nei confronti degli impiegati  della funzione pubblica. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"Niente di nuovo sul fronte occidentale" direbbe Erich Maria  Remarque, ma è davvero tutto come sempre? Nient'affatto! non contenti i  signori dell'economia mondiale si sono buttati a capofitto - sempre con i  soldi dei cittadini - nei mercati finanziari, ed ecco l'imminente  catastrofe dinnanzi ai nostri occhi: l'Europa è a rischio default, a  cominciare dalla Grecia, la cosiddetta "crisi del debito" si sta  espandendo a macchia d'olio, e così anche l'Italia è entrata  nell'esclusivo club dei &lt;strong&gt;P.I.I.G.S.&lt;/strong&gt;  (Grecia, Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Sono anni ormai che subiamo la retorica del debito, “abbiamo speso  troppo”,  “bisogna stringere la cinghia”, “abbiamo vissuto al di sopra  delle nostre possibilità” e poi il più eloquente “bisogna tagliare!”.  Noi studenti li conosciamo bene questi tagli: in tre anni l’università  (triennio 2008 – 2011) ha visto una decurtazione del FFO pari al –  12.95%, scompaiono le borse di studio - se mai ci fossero davvero state -  i servizi vengono tagliati, le tasse aumentano, per non parlare di  quello che accade al di fuori del mondo accademico. L’ultima manovra  finanziaria varata quest’estate ha tolto dalle tasche dei cittadini &lt;strong&gt;43 miliardi di euro!&lt;/strong&gt; E, ovviamente, questi soldi andranno tutte alle banche e in maniera indiretta alle multinazionali. &lt;strong&gt;Ci troviamo a pagare doppiamente un debito che non abbiamo contratto noi&lt;/strong&gt;:  lo paghiamo una volta perché ogni anno fette di P.i.l. sempre più ampie  vengono sottratte a chi produce per fare gli interessi dei banchieri e  lo paghiamo una seconda volta perché ora, dopo che questi ultimi hanno  creato la bolla di speculazioni finanziarie, hanno deciso di salvarsi  con soldi che non gli appartengono.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Questo debito non l’abbiamo contratto noi e dunque &lt;strong&gt;IL LORO DEBITO NON LO PAGHIAMO!&lt;/strong&gt;  Con questo spirito ci accingiamo ad affrontare le giornate di mobilitazione che abbiamo davanti! Si comincia &lt;strong&gt;il 12 ottobre davanti la Banca d’Italia&lt;/strong&gt;  in occasione del convegno internazionale "L'Italia e l'economia  mondiale, 1861-2011" al quale parteciperanno il Presidente della  Repubblica Napolitano e Mario Draghi,  per restituire al mittente la  lettera firmata da Draghi-Trichet e contestare la manovra finanziaria  dettata dalla BCE. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Si continua il &lt;strong&gt;&lt;a href="http://ateneinrivolta.org/rivolta/15oct-rise-up" title="appello"&gt;15 ottobre nella giornata internazionale contro il debito&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;,  riprendendoci le strade e facendo sentire la nostra voce contro la  dittatura finanziaria imposta dalla Troika formata da BCE, FMI e  Commissione Europea.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Pensiamo che queste date siano solo un inizio di mobilitazione che  dovrà necessariamente andare oltre, innescare una dinamica di &lt;strong&gt;mobilitazione permanente&lt;/strong&gt; imparando dagli esempi greci e spagnoli.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Per questo il 15 ottobre è necessario andare oltre un corteo  rituale, oltre una semplice sfilata che si concluda a San Giovanni.  Vogliamo scendere in piazza per rimanerci, &lt;a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=245346648846025" title="appello"&gt;accamparci&lt;/a&gt;  e porre un problema al potere, fino a quando questo governo non se ne  sarà andato. Oggi scegliamo di non lanciare un luogo e un orario per  l’accampamento perché vogliamo che questa non sia una proposta di parte  né un accampamento di qualcuno. &lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ne siamo consapevoli, non basterà una giornata di lotta per ribaltare  la logica del debito e dell'usura a cui tutti e tutte noi siamo  sottoposti. Sentiamo la necessità di costruire spazi pubblici larghi e  di movimento che puntino a intrecciare i conflitti e le vertenze, quelle  già in campo e quelle che si apriranno, in un'ottica radicale di  ribaltamento dei ricatti che subiamo da troppo tempo. Per farlo dobbiamo  superare i tentativi troppe volte praticati di semplici sommatorie di  organizzazioni sociali o politiche. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Il tempo delle scorciatoie è finito! Davanti a noi non  abbiamo i 100 metri ma una maratona, un percorso politico e sociale  tutto da inventare!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Noi siamo il 99%, loro solo l'1%!&lt;br /&gt;Noi il loro debito non lo paghiamo!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;AteneinRivolta - Coordinamento Nazionale dei Collettivi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-9036034408287749292?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/9036034408287749292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/9036034408287749292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/10/il-15-ottobre-scendiamo-in-piazza-per.html' title='Il 15 ottobre scendiamo in piazza per rimanerci! OccupyRome!'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-2AoxNM9O7Yc/TpdhT11oJgI/AAAAAAAAAwU/WZoTRrPk25Y/s72-c/6241942218_f4dcfffaba_o.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-92635753468496429</id><published>2011-10-11T20:13:00.003+02:00</published><updated>2011-10-11T20:21:24.772+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Verona, giovedì 20 ottobre "Capitalismo tossico"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-y4tTMiHEZOQ/TpSJAj6YmrI/AAAAAAAAAwI/gPncYOwdtcA/s1600/dollaro_crisi_N.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 140px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-y4tTMiHEZOQ/TpSJAj6YmrI/AAAAAAAAAwI/gPncYOwdtcA/s320/dollaro_crisi_N.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5662301274244684466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Libreria Pagina 12&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;corte Sgarzerie 6/a&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Verona&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Giovedì 20 ottobre ore 18.30&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;presentazione del libro&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt; &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Capitalismo tossico. Crisi della competizione e modelli alternativi"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Marco Bertorello e Danilo Corradi, Edizioni Alegre, 2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Il problema è che a questa crisi, che ha posto in luce con straordinaria chiarezza l'incapacità di autoregolazione del capitalismo, non ha corrisposto un riequilibrio dei poteri dal privato verso il pubblico: lo Stato ha accettato di fare il maggiordomo. È stata così possibile quella che Slavoj Zizek chiama "la spoliticizzazione della crisi": le scelte di violenta ristrutturazione delle imprese, e adesso di drastica riduzione dei servizi offerti dallo Stato, vengono così presentate non come scelte di classe, ma come risposte tecniche e necessarie. Ma è proprio questo assunto che deve essere rovesciato praticamente. In che modo? Facendo emergere "nuove rigidità con cui quelle dominanti dovranno fare i conti", ricostruendo un pensiero e una volontà popolare radicalmente antagonistici. È un compito difficile. Ma - come ci ricorda Riccardo Bellofiore nella preziosa postfazione che chiude il volume - "o la sinistra recupera il senso dell'utopia, il senso della possibilità contro il senso della realtà, o è un morto che cammina".  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;(recensione di Vladimiro Giacchè, &lt;i&gt;Liberazione&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; del 21/07/2011)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Sarà presente l'autore Marco Bertorello&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-92635753468496429?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/92635753468496429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/92635753468496429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/10/verona-giovedi-20-ottobre-capitalismo.html' title='Verona, giovedì 20 ottobre &quot;Capitalismo tossico&quot;'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-y4tTMiHEZOQ/TpSJAj6YmrI/AAAAAAAAAwI/gPncYOwdtcA/s72-c/dollaro_crisi_N.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-6534346338237877762</id><published>2011-10-11T12:00:00.000+02:00</published><updated>2011-10-11T14:48:56.771+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Università popolare: "Non paghiamo il loro debito. Loro la crisi, noi la rivolta"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-bnOTikZVdCs/TnfLsknmLcI/AAAAAAAAAvQ/T-uXgf_QbKE/s1600/debito_1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-bnOTikZVdCs/TnfLsknmLcI/AAAAAAAAAvQ/T-uXgf_QbKE/s320/debito_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654211823791386050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin: 0px; padding: 0px; text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;i style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Laboratorio di autoformazione, proposte e  azioni su crisi e lavoro.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(204, 0, 0); text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Università popolare - dal 19 ottobre 2011 al 25 gennaio 2012&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;La crisi più profonda del capitalismo dal 1929 ha dimostrato l'insostenibilità dell'ideologia su cui si è basato il sistema negli ultimi trent'anni: il mercato e le sue presunte capacità di autoregolamentazione, l'egoismo dispensatore e generatore di ricchezza diffusa. &lt;span style="font-weight:normal"&gt;In realtà le disuguaglianze sono sempre più insostenibili, aumentano i profitti e le rendite mentre le condizioni lavorative e di vita della maggior parte delle persone peggiorano continuamente. Per queste ragioni è urgente sperimentare delle ipotesi programmatiche  che provino a inceppare i meccanismi di questo sistema, lanciando una sfida al capitale e a chi lo gestisce.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom:0cm"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom:0cm;font-weight:normal" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Su questi temi Sinistra Critica propone un percorso di autoformazione per il quale non sono previsti dei relatori che tengano delle esposizioni frontali, ma dei “facilitatori” che introducano e seguano il corso della discussione. A partire da &lt;b&gt;“La crisi del capitale”&lt;/b&gt; (collana “I quaderni di Erre”, ed. Alegre, 2011), verrà messo a disposizione del materiale in modo che per ogni incontro la discussione sia quanto più partecipata. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom:0cm;font-weight:normal" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Questi workshop sono &lt;b&gt;totalmente autofinanziati&lt;/b&gt; e verrà quindi richiesto un contributo simbolico di 2 € a incontro per le spese. Ai fini organizzativi si richiede di far pervenire l'adesione ai contatti sotto indicati.    &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom:0cm;font-weight:normal" align="JUSTIFY"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Tutti gli incontri si terranno presso la "Sala Elisabetta Lodi" via San Giovanni in Valle 13/b - Verona zona piazza Isolo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 153);" align="JUSTIFY"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom:0cm;color:rgb(0, 0, 153)" align="JUSTIFY"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Lo sviluppo del capitale negli ultimi 40 anni (1970-201)&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom:0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;b style="color:rgb(204, 0, 0)"&gt;mercoledì 19 ottobre ore 20.45&lt;/b&gt;&lt;span style="color:rgb(0, 0, 153)"&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style="color:rgb(0, 0, 153)"&gt;&lt;i&gt;Il neoliberismo come modo di gestione del capitalismo&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom:0cm;text-decoration:none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Facilitatore: Marco Bertorello (Sinistra Critica - Filt Cgil, autore di "Capitalismo tossico" ed. Alegre, 2011)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom:0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:rgb(204, 0, 0)"&gt;mercoledì 9 novembre ore 20.45&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Crisi e debito pubblico: appunti per la campagna contro il pagamento del debito&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;i style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom:0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;i style="color:rgb(0, 0, 153)"&gt;&lt;b&gt;Capitalismo, crisi economica e sfruttamento&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom:0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:rgb(204, 0, 0)"&gt;mercoledì 30 novembre ore 20.45&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;b style="color:rgb(0, 0, 153)"&gt;&lt;i&gt;Merce, denaro, tempo. Le contraddizioni del capitale&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom:0cm;text-decoration:none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Facilitatore: Fabrizio Valli (Sinistra Critica - Attac) &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom:0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;b style="color:rgb(204, 0, 0)"&gt;mercoledì 14 dicembre ore 20.45&lt;/b&gt; &lt;b style="color:rgb(0, 0, 153)"&gt;&lt;i&gt;Profitto e caduta tendenziale del saggio di profitto&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Facilitatore: Fabrizio Valli (Sinistra Critica – Attac)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom:0cm;text-decoration:none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom:0cm;color:rgb(0, 0, 153)" align="JUSTIFY"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Per un programma anticapitalista&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom:0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;b style="color:rgb(204, 0, 0)"&gt;mercoledì 11 gennaio 2012&lt;/b&gt;&lt;span style="text-decoration:none"&gt;&lt;b style="color:rgb(204, 0, 0)"&gt; ore 20.45&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style="color:rgb(0, 0, 153)"&gt;&lt;i&gt;In difesa dell'occupazione: lotta per il reddito e difesa dei salari &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="text-decoration:none"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom:0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration:none"&gt;Facilitatore: Luigi Malabarba (Sinistra Critica)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom:0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:rgb(204, 0, 0)"&gt;mercoledì 25 gennaio 2012 ore 20.45&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;b&gt;&lt;i style="color:rgb(0, 0, 153)"&gt;Sciopero generale, movimenti, autorganizzazione &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom:0cm;text-decoration:none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Facilitatore: Roberto Firenze (Sinistra Critica - USB)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom:0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom:0cm;color:rgb(204, 0, 0)" align="JUSTIFY"&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;INFO e CONTATTI:&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom:0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Cristiano &lt;a href="tel:347%205308104" value="+13475308104"&gt;347 5308104&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom:0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Marco &lt;a href="tel:347%202592560" value="+13472592560"&gt;347 2592560&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom:0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;a href="mailto:scverona@gmail.com"&gt;scverona@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-6534346338237877762?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6534346338237877762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6534346338237877762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/09/universita-popolare-non-paghiamo-il.html' title='Università popolare: &quot;Non paghiamo il loro debito. Loro la crisi, noi la rivolta&quot;'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-bnOTikZVdCs/TnfLsknmLcI/AAAAAAAAAvQ/T-uXgf_QbKE/s72-c/debito_1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-8958001108558532066</id><published>2011-10-11T00:36:00.002+02:00</published><updated>2011-10-11T00:41:15.010+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><title type='text'>Afghanistan 2001-2011, un triste bilancio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;di Enrico Piovesana&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;www.peacereporter.net&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-Tz_IBykQbfE/TpN0bJRMqwI/AAAAAAAAAwA/-8uWmO5enbY/s1600/guerra_afghanistan_alleanza_nord00-b.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Tz_IBykQbfE/TpN0bJRMqwI/AAAAAAAAAwA/-8uWmO5enbY/s320/guerra_afghanistan_alleanza_nord00-b.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661997166228187906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Secondo le stime ufficiali (Onu, Nato, Crocerossa, Human Rights  Watch) dieci anni di guerra in Afghanistan hanno provocato finora&lt;strong&gt; la morte di almeno 67 mila esseri umani&lt;/strong&gt;:  15mila civili afgani (almeno il doppio secondo stime indipendenti, di  fatto è impossibile un calcolo realistico), 38mila guerriglieri  talebani, 10mila militari afgani, 2.600 soldati Nato (e 20mila feriti e  mutilati) e 1.800 contractors. &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L'agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) ha calcolato che i combattimenti in Afghanistan hanno provocato &lt;strong&gt;solo negli ultimi cinque anni 730mila sfollati&lt;/strong&gt;, pari a una media di 400 al giorno. Ad oggi sono ancora sfollate oltre 350mila persone.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nonostante &lt;strong&gt;40 miliardi di dollari di aiuti &lt;/strong&gt;versati dalla comunità internazionale dal 2001 a oggi, le condizioni di vita della popolazione afgana non solo non sono migliorate, ma sono peggiorate rispetto all'inizio della guerra: &lt;strong&gt;la povertà assoluta è salita &lt;/strong&gt;dal 23 al 36 per cento della popolazione, &lt;strong&gt;l'aspettativa di vita è scesa&lt;/strong&gt; da 46 a 44 anni (Italia: 81 anni), la mortalità infantile è aumentata dal 147 al 149 per mille (Italia: 3 per mille),&lt;strong&gt; il tasso di alfabetizzazione è sceso&lt;/strong&gt; dal 31 al 28 per cento (Italia:98 per cento).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Come denunciato da innumerevoli inchieste, rapporti ufficiali ed esperti del settore - non ultimo da &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=GGRTQLLBcRE&amp;amp;feature=player_embedded" target="_blank"&gt;Pino Arlacchi&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;,  vice presidente della delegazione del Parlamento europeo per le  relazioni con l'Afghanistan - la quasi totalità degli aiuti  internazionali è finita &lt;strong&gt;nelle tasche dei corrotti governanti di Kabul&lt;/strong&gt; o è tornata indietro sotto forma di &lt;strong&gt;profitti alle aziende occidentali di sicurezza e consulenza&lt;/strong&gt; e di &lt;strong&gt;stipendi degli operatori stranieri delle organizzazioni internazionali e delle Ong&lt;/strong&gt;. Alla popolazione afgana sono arrivate solo le briciole.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Non stupisce che dopo dieci anni gli afgani, inizialmente ben  disposti nei confronti degli stranieri e del governo da essi finanziato e  difeso, siano oggi completamente &lt;strong&gt;disillusi e apertamente contrari sia all'occupazione straniera&lt;/strong&gt; (a causa dei crimini di guerra e degli abusi delle forze Usa e Nato), &lt;strong&gt;sia al regime di Karzai&lt;/strong&gt;  (dominato da signori della guerra e della droga che sono saliti al  potere con sfacciati brogli e che lo esercitano in maniera mafiosa e  autoritaria).&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;In dieci anni di occupazione, &lt;strong&gt;la produzione di oppio in Afghanistan ha surclassato quella dell'epoca  talebana&lt;/strong&gt;.  Quando il Mullah Omar bandì la coltivazione nel 2000 erano coltivati a  papavero 82mila ettari. Nel 2007 erano saliti 193 mila; oggi sono  123mila (un calo da sovrapproduzione imposto dalle regole di mercato). &lt;strong&gt;Oggi inoltre l'Afghanistan esporta direttamente eroina&lt;/strong&gt;  (400 tonnellate l'anno) e la consuma (350mila tossicodipendenti e  conseguente esplosione dell'Aids). Il business mondiale dell'eroina vale  &lt;strong&gt;70 miliardi di dollari l'anno&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;L'Italia&lt;/strong&gt; schiera sul fronte di guerra afgano 4.300 soldati. Finora &lt;strong&gt;i caduti italiani sono stati 45&lt;/strong&gt;,  centinaia i feriti. La missione militare in Afghanistan costa ogni anno  circa 800 milioni di euro, pari a oltre 2 milioni al giorno. Dal 2001 a  oggi la guerra in Afghanistan è costata agli italiani quasi &lt;strong&gt;4 miliardi di euro&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per la cooperazione&lt;/strong&gt; allo sviluppo dell'Afganistan l'Italia ha speso molto molto meno: 160 milioni di euro negli ultimi cinque anni pari al &lt;strong&gt;6 per cento&lt;/strong&gt; di quanto speso nello stesso periodo per la missione militare.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-8958001108558532066?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8958001108558532066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8958001108558532066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/10/afghanistan-2001-2011-un-triste.html' title='Afghanistan 2001-2011, un triste bilancio'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Tz_IBykQbfE/TpN0bJRMqwI/AAAAAAAAAwA/-8uWmO5enbY/s72-c/guerra_afghanistan_alleanza_nord00-b.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-6136948200683063386</id><published>2011-10-09T21:13:00.003+02:00</published><updated>2011-10-09T21:17:04.638+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><title type='text'>Solidarieta agli antifascisti mantovani</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-JQoGIgAwc7A/TpHy6u6N22I/AAAAAAAAAv4/YjfFjTr2HkU/s1600/antifa.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-JQoGIgAwc7A/TpHy6u6N22I/AAAAAAAAAv4/YjfFjTr2HkU/s320/antifa.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661573297419967330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;appello di solidarietà per i 13 denunciati per la manifestazione contro Forza Nuova&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.articolozero.org/2011/10/solidarieta/" target="_blank"&gt;www.articolozero.org&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 23 settembre oltre sessanta cittadini/e antifascisti/e hanno  preso parte ad un presidio per contrastare una iniziativa di Forza Nuova in cui  era prevista la partecipazione del segretario Roberto Fiore, ex-appartenente  alla destra stragista degli anni settanta, che l’amministrazione comunale ha  autorizzato in una sala pubblica all’interno di un istituto scolastico della  città; colpe evidenti ricadono sul Sindaco che non ha preso una posizione  significativa né prima, né dopo gli accadimenti.&lt;br /&gt;Da una parte c’era un  sit-che ha avuto momenti di tensione solo quando sono arrivate le manganellate e  dall’altra, basta guardare le foto dei quotidiani, esibizioni di saluti romani  che da soli varrebbero denunce per apologia del fascismo.&lt;br /&gt;La determinazione  nel non voler e abbandonare il presidio improvvisato è costata ai manifestanti  tre cariche e, come si è saputo dai media, tredici denunce. Balza all’occhio,  per la composizione della manifestazione e le caratteristiche di Mantova, il  fatto che questi provvedimenti abbiano colpito in gran parte giovani sotto i  venticinque anni. Tredici denunce che pesano come un macigno a partire da una  evidente “stretta” sul dissenso che si respira in tutta Italia.&lt;br /&gt;Durante  quella manifestazione c’erano, come detto, decine di cittadini diversi per età  ed appartenenza politica per dire “mai più” a chi si considera  erede e prosecutore delle idee e dei metodi del fascismo.&lt;br /&gt;Mentre, complice il  disastro economico, dilagano la guerra tra poveri, l’odio razziale e pulsioni  autoritarie, movimenti neofascisti cercano di conquistarsi uno spazio politico  nella crisi di una certa destra, simile a loro nelle parole ma un po’ meno nei  fatti;  pensiamo che “restare umani” significhi oggi smetterla di essere  indifferenti e di trovare la forza di indignarsi, di prendere parte e di essere  partigiani: facciamo appello ai singoli e alle forze sociali, culturali e  politiche perché si apra una campagna di sensibilizzazione su queste tematiche  e, da subito, un movimento spontaneo di solidarietà verso gli/le antifascisti/e  denunciati/e.&lt;br /&gt;Comitato Mantova antifascista e  antirazzista&lt;br /&gt;singoli,associazioni, movimenti, sindacati e partiti possono  aderire&lt;br /&gt;mandando una mail a:  solidarieta.mn@gmail.com&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="mailto:solidarieta.mn@gmail.com" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-6136948200683063386?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6136948200683063386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/6136948200683063386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/10/solidarieta-agli-antifascisti-mantovani.html' title='Solidarieta agli antifascisti mantovani'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-JQoGIgAwc7A/TpHy6u6N22I/AAAAAAAAAv4/YjfFjTr2HkU/s72-c/antifa.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-1184313770557282986</id><published>2011-10-09T20:43:00.003+02:00</published><updated>2011-10-09T20:51:25.979+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Non paghiamo il loro debito!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-IHn38byZZwU/TpHtAe9oKQI/AAAAAAAAAvw/tvD1c8Z9OZI/s1600/debt.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 190px; height: 250px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-IHn38byZZwU/TpHtAe9oKQI/AAAAAAAAAvw/tvD1c8Z9OZI/s400/debt.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661566799148755202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il debito pubblico oggi è il pretesto per giustificare un assalto senza  precedenti al welfare europeo, ai diritti dei lavoratori, alla spesa  sociale. Come avvenne all’inizio degli anni ‘80 nei confronti dei paesi  del Sud del mondo che furono oggetto di “piani di aggiustamento  strutturale” da parte del Fondo monetario internazionale e della Banca  mondiale con uno spaventoso trasferimento di risorse dai popoli più  poveri ai forzieri delle banche più ricche del mondo capitalista, anche  oggi si sta realizzando un meccanismo analogo. Lo scoppio della crisi  nel 2007-2008 ha trasferito un enorme debito privato ai debiti pubblici e  oggi il conto viene fatto pagare al pubblico impiego, ai lavoratori, ai  servizi sociali, ai diritti del lavoro. Il caso della manovra di agosto  del governo Berlusconi è più che esplicito. Oggi i piani di  aggiustamento strutturale in Europa sono portati avanti da una nuova  “troika”: il Fondo monetario con l’ausilio determinante di Commissione  europea e Banca centrale europea propongono dappertutto, in Grecia come  in Spagna, in Portogallo come in Italia, le stesse ricette. Riduzione  dei salari pubblici, licenziamenti o blocco del turn over, allungamento  dell’età pensionistica, privatizzazioni.&lt;br /&gt;Il motivo, chiaramente, è sempre lo stesso: non è possibile sostenere un  deficit crescente del bilancio statale né un peso eccessivo  dell’indebitamento pubblico. Eppure la dilatazione dei debiti è stata  una precisa scelta delle politiche compiute in Europa negli ultimi 10-15  anni da tutti i governi, fossero di destra o di sinistra. Gli anni  1990-2000 hanno visto in Europa l’applicazione di politiche neoliberiste  basate su ipotesi di riduzione della pressione fiscale con la  diminuzione delle tasse verso gli strati più alti della società o verso  le società private. Nel 2007, con la prima finanziaria del secondo  governo Prodi l’Ires sulle imprese vide ridurre la propria aliquota dal  33 al 28% mentre l’Irap scendeva sotto il 4%. E se il governo Berlusconi  nel 2005 ridusse l’aliquota Irpef più alta dal 45 al 43% il successivo  governo di centrosinistra lasciò inalterata questa situazione; mentre  con la riduzione del cuneo fiscale si regalavano in modo permanente 7  miliardi all’anno a imprese, banche e assicurazioni. Contestualmente  sono aumentate le imposte indirette che si scaricano direttamente sui  redditi fissi – si pensi a benzina o bollette – nonché un aumento  generalizzato e costante del costo della vita.&lt;br /&gt;A partire dal 2008 il salvataggio di una serie di banche sull’orlo del  fallimento, in particolare nei paesi del Nord, meno in Italia, ha  scaricato sui conti pubblici il costo delle grandi speculazioni  finanziarie che hanno garantito profitti record a banche e società  finanziarie. Questo dilatarsi del debito sovrano dei principali paesi  occidentali ha ridotto le distanze con quei debiti, come quello italiano  o giapponese, che da tempo rappresentavano una grandezza preoccupante.  In Italia sono state salvate meno banche e c'è stato un intervento  ridotto nell'economia reale, a causa dei già disastrati conti pubblici,  ma ciò non ha impedito il sovrapporsi dei problemi contingenti causati  dalla crisi a quelli strutturali. La tendenza generale a ridurre le  tasse per imprese e redditi alti si aggiunge a una modesta pressione  fiscale che ha radici lontane. Si pensi che già nel 1970 la pressione  fiscale italiana in proporzione al Pil era inferiore a quella tedesca e  francese di ben 10 punti. Nei cinque anni successivi la pressione  fiscale in Italia rimaneva stazionaria, mentre nei due principali paesi  europei aumentava per far fronte al crescere della spesa pubblica,  approfondendo queste differenze. Nel 1975 in Francia e Germania,  nonostante il maggior impegno di spesa profuso, si aveva un disavanzo  primario pari rispettivamente al 1.2 e 4.2% del Pil, mentre in Italia  saliva all'8.1. Quando si parla del debito che ereditiamo, come fosse un  accidente che è capitato non si considera quali siano stati i soggetti  che in particolare hanno beneficiato di queste politiche.&lt;br /&gt;Il debito pubblico è la stratificazione delle politiche seguite finora,  la leva di una politica economica che da oltre trent’anni sposta reddito  dalle classi sociali più basse verso l’alto. Tale processo si è  ulteriormente approfondito nel nuovo secolo. Tra il 2002 e il 2007 gli  stipendi reggono a malapena l’aumento dell’inflazione mentre i profitti  delle 1400 imprese più grandi crescono dell’89,5% e quelli di tutte le  grandi imprese del 63,5%. Lo scarto è impressionante e non può essere  sottaciuto quando si parla di debito: debito di chi verso chi? E chi è  davvero in credito? In questo senso ha ragione il Comitato per  l’annullamento del debito del terzo mondo quando chiede l’annullamento  della parte illegittima del debito, cioè quello realizzato per sostenere  i profitti, per garantire la speculazione delle grandi banche e per  sorreggere un’economia capitalistica in crisi di sbocchi, e quindi di  margini di profitto, e bisognosa di una bolla finanziaria in grado di  garantire l’attività.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.sinistracritica.org/content/non-paghiamo-noi-il-loro-debito"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LEGGI TUTTO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-1184313770557282986?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1184313770557282986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1184313770557282986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/10/il-debito-pubblico-oggi-e-il-pretesto.html' title='Non paghiamo il loro debito!'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-IHn38byZZwU/TpHtAe9oKQI/AAAAAAAAAvw/tvD1c8Z9OZI/s72-c/debt.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-8560186637039341956</id><published>2011-10-09T20:01:00.004+02:00</published><updated>2011-10-09T20:29:53.761+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>People of Europe Rise Up! 15 ottobre 2011</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-lEJ1POI1Ad0/TpHhn06hniI/AAAAAAAAAvo/BQZOPEMi5so/s1600/15Oi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-lEJ1POI1Ad0/TpHhn06hniI/AAAAAAAAAvo/BQZOPEMi5so/s320/15Oi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661554280916688418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align:justify"&gt; La giornata del 15 ottobre vedrà mobilitazioni in tutta Europa, nel  Mediterraneo e in altre regioni del mondo, contro la distruzione dei  diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia compiuta, con le  politiche anticrisi, a difesa dei profitti e della speculazione  finanziaria. Le persone non sono un debito. Anche in Italia è già stata  raccolta da tanti soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi  informali e persone che hanno dato vita al Coordinamento 15 ottobre .  Non vogliamo fare un passo di più verso il baratro in cui l’Europa e  l’Italia si stanno dirigendo e che la manovra del Governo continua ad  avvicinare. Vogliamo un’altra economia, un’altra società e una  democrazia vera. Il Coordinamento 15 ottobre si mette al servizio della  riuscita della mobilitazione. Curerà unitariamente le caratteristiche,  la logistica e l’organizzazione della manifestazione nazionale di Roma e  ne definirà le sue parti comuni. &lt;p&gt;Il suo obiettivo è favorire la massima inclusione, convergenza,  convivenza e cooperazione delle molteplici e plurali forze sociali,  reti, energie individuali e collettive che stanno preparando e  prepareranno la mobilitazione con i propri appelli, le proprie alleanze,  i propri contenuti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci impegniamo insieme a costruire una manifestazione partecipata,  pacifica, inclusiva, plurale e di massa, il cui obiettivo è raccogliere e  dare massimo spazio alla opposizione popolare, alle lotte e alle  pratiche alternative diffuse nel nostro paese. La manifestazione partirà  alle ore 14.00 da Piazza della Repubblica e arriverà a Piazza San  Giovanni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sarà una tappa della ripresa di spazio pubblico di mobilitazione  permanente, come si sta realizzando in tutta Europa e nel Mediterraneo,  che è necessario mettere in campo per cambiare l’Italia e il nostro  continente. Invitiamo i cittadini e le cittadine, nativi e migranti, le  lavoratrici e i lavoratori, i soggetti organizzati, i gruppi, le reti  formali e informali a partecipare attivamente al 15 ottobre, a  coinvolgere le proprie comunità, a organizzare la partecipazione al  corteo di Roma.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Coordinamento 15 ottobre invita a costruire in tutto il territorio  la partecipazione italiana alla giornata europea e internazionale  "UNITED FOR GLOBAL CHANGE" e a convergere nella giornata nazionale di  mobilitazione a Roma. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;MANIFESTAZIONE NAZIONALE  sabato 15 ottobre&lt;br /&gt;Partenza ore 14 - Piazza della Repubblica, ROMA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;A Sud, Action, Altramente, Arci, Atenei in Rivolta, Attac Italia,  CIB - Unicobas, Comitato 1° ottobre, Confederazione COBAS,  Controlacrisi.org, CPU - Coord. Precari dell'Università, CUB -  Confederazione Unitaria di Base, ESC, Fair Watch, Fed. Anarchica  Italiana - Roma, Federazione della Sinistra, FGCI - Federazione  Giovanile Comunisti Italiani, FIOM, Flare,  Forum Diritti Lavoro,  Giovani Comunisti, Gruppo Abele, Laboratorio Politico "Alternativa",  Legambiente, Liberazione, LINK - Coordinamento Universitario,  Osservatorio Europa, Partito Comunista dei Lavoratori, P. CARC, PDCI,  Popolo Viola, PRC, Radio Vostok, R@P - Rete per l'Autorganizzazione  Popolare, Rete 28 Aprile - CGIL, Rete dei Comunisti, Rete della  Conoscenza, Rete Salernitana per il 15 ottobre, Rete Viola, RIBALTA -  Alternativa Ribelle, Sinistra Critica, Snater, Terra del Fuoco, Tilt,  UDS - Unione degli Studenti, Un ponte per, Unicommon, Uniti per  l'Alternativa, USB&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;strong&gt;COORDINAMENTO 15 OTTOBRE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://15ottobre.wordpress.com/" title="http://15ottobre.wordpress.com"&gt;http://15ottobre.wordpress.com&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-8560186637039341956?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8560186637039341956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/8560186637039341956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/10/people-of-europe-rise-up-15-ottobre.html' title='People of Europe Rise Up! 15 ottobre 2011'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-lEJ1POI1Ad0/TpHhn06hniI/AAAAAAAAAvo/BQZOPEMi5so/s72-c/15Oi.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-9112147991883380160</id><published>2011-10-01T14:12:00.002+02:00</published><updated>2011-10-01T14:20:30.904+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>NOI IL DEBITO NON LO PAGHIAMO !!!</title><content type='html'>&lt;object width="395" height="370"&gt;&lt;embed src="http://www.libera.tv/mm_player.swf?http_base_url=http://www.libera.tv/&amp;amp;videoid=1750" flashvars="http_base_url=http://www.libera.tv/&amp;amp;videoid=1750" quality="high" bgcolor="#ffffff" width="395" height="370" loop="false" align="middle" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" scale="exactfit"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-9112147991883380160?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/9112147991883380160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/9112147991883380160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/10/blog-post.html' title='NOI IL DEBITO NON LO PAGHIAMO !!!'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-7925881976740452473</id><published>2011-09-27T08:22:00.002+02:00</published><updated>2011-10-09T19:11:17.503+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Verso il 15 ottobre &gt;&gt;&gt; Dal diritto all'insolvenza allo sciopero precario</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si è svolta a Bologna l'assemblea degli Stati generali contro la precarietà. Ecco il documento conclusivo che rilancia il 15 ottobreDocumento approvato dall'assemblea degli Stati generali contro la precarietà a Bologna il 25 settembre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Siamo giunti al 15 ottobre con un importante lancio, a carattere europeo, della mobilitazione contro l'austerity e le politiche neoliberiste, assunte come strategiche dalla Commissione europea e dalla BCE peraltro responsabili dell'ultimo pesante ciclo della crisi globale e finanziaria che le banche e le grandi lobby hanno scatenato contro la cittadinanza tutta.Dal 15 al 18 Settembre abbiamo attraversato l'hub meeting di Barcellona con le reti e le soggettività che hanno scelto in questa fase storica di riconoscersi in uno spazio politico comune che un po' ovunque è andato costituendosi tra le rivolte che hanno segnato gran parte dell' area mediterrane e europea, fino ad arrivare a scalfire la nostra Italietta. Dalla fiammata vista nello scorso autunno studentesco culminato nel tumulto del 14 Dicembre fino alla più solida resistenza Notav, radicata e sedimentata sul territorio dentro uno scontro politico condotto con grande intelligenza e radicalità.Nel procedere sul nuovo terreno di un vero protagonismo sociale contro le politiche di austerity vorremmo per il prossimo 15 Ottobre indicare un percorso, uno spazio di relazione e di movimento, un area di corteo larga e ampia che determini una rottura del quadro di compatibilità e di pacificazione sociale imposto dalla governance, anche oltre il governo Berlusconi: per la conquista di un piano costituente che rivendichi con orgoglio l'autonomia e l'indipendenza delle forme di vita comuni, nel lavoro e con il reddito oltre il lavoro, nelle scelte sociali e sessuali, che praticano liberazione da un intero sistema di potere in crisi.Dovremo costruire questo percorso verso e oltre il 15 per affermare in quella giornata, e nelle giornate precedenti, nelle pratiche e nella comunicazione il punto di vista precario.&lt;br /&gt;Il lavoro non è un bene comune perché ce lo hanno reso maledetto azzerandone i diritti e negandoci ogni libertà di scelta. Per questo è necessario conquistare un reddito di base incondizionato, non pagare il debito, riappropriarsi dei beni comuni e dei saperi, affermare la dimensione transnazionale di questa lotta anche a partire dalle lotte dei migranti per la rottura del legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno.Siamo sempre più consapevoli che la reale alternativa alla crisi vive nei processi di indipendenza e cooperazione che sapremo creare nelle lotte."Non ci rappresenta nessuno" è il motiv centrale della nuova sinfonia corale che si alza dalla sintesi dei ragionamenti, delle strategie e delle pratiche condivise tra tanta umanità riunitasi a Barcellona, come oggi a Bologna.Lo spazio costituente che si vuole definire oggi è quello che guarda, in una prospettiva di medio lungo periodo, alla costruzione, l'affinamento e la diffusione delle lotte contro la precarietà imposta dall'attuale modello di governo del capitale contro le nostre vite.Una tappa fondamentale di questo percorso è la costruzione della giornata del 15 ottobre.Ecco perché proponiamo di caratterizzare quella giornata e la nostra presenza alle mobilitazioni costruendo uno spazio sociale e di movimento che reclami il diritto all'insolvenza, al reddito e alla libertà di movimento per tutti i soggetti che stanno pagando la crisi.Partendo da questi contenuti, il 15 ottobre faremo valere il protagonismo dei precari e delle precarie e rilanceremo oltre il 15, guardando alla scommessa dello sciopero precario.Per questo a dicembre sperimenteremo esperienze di sciopero dentro e contro la precarietà, un processo che sappia mettere in campo una comunicazione e una cooperazione tra i precarie e le precarie a partire dalla crisi della rappresentanza politica e sindacale, uno sciopero che arrivi a colpire laddove fa più male, dove si fanno i profitti, dove si produce e riproduce il capitale.Verso lo sciopero precario, il 15 ottobre vogliamo costruire uno spazio di attraversamento per tutte le generazioni precarie che trasformi l'indignazione in conflitto.Una rete che realizzi iniziative comuni di avvicinamento dal 7 al 14 ottobre come promosso dall'Hub-meeting di Barcellona, all'interno della settimana di mobilitazione europea contro l'austerity.Questa messa in rete è la modalità che scegliamo per l'interconnessione delle nostre esperienze: capace di includere i singoli come i collettivi, di intrecciarsi con altre reti e percorsi, di ridurre le distanze e la frammentazione, di far viaggiare i contenuti e le pratiche riproducibili dentro e fuori i confini dello stato -nazione, dentro e oltre quella giornata.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Stati generali della precarietà&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Bologna 25 settembre 2011&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" color: rgb(34, 34, 34);  line-height: 18px; font-family:helvetica;font-size:12px;"  &gt;&lt;div id="node-1598" class="node clear-block" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1.417em; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 1px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; display: block; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); "&gt;&lt;div class="content clear-block" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; display: block; "&gt;&lt;strong style="font-weight: bold; "&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-7925881976740452473?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/7925881976740452473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/7925881976740452473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/09/verso-il-15-ottobre.html' title='Verso il 15 ottobre &gt;&gt;&gt; Dal diritto all&apos;insolvenza allo sciopero precario'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-1980135938030992286</id><published>2011-09-25T20:09:00.002+02:00</published><updated>2011-10-09T19:15:17.296+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Solidarietà al popolo palestinese e sostegno ai suoi diritti inalienabili</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-p2NlbD5dRGo/TpHWdmMOvtI/AAAAAAAAAvY/vzURYOdBxzQ/s1600/territori-palestina-1946-2000.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-p2NlbD5dRGo/TpHWdmMOvtI/AAAAAAAAAvY/vzURYOdBxzQ/s320/territori-palestina-1946-2000.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661542010537819858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il “presidente palestinese” e dell’Olp Abu Mazen ha chiesto oggi formalmente all’Assemblea delle Nazioni Unite il riconoscimento dello “Stato palestinese” quale 194° membro della stessa Onu, con un discorso di forte denuncia delle responsabilità israeliane e di rivendicazione dei diritti palestinesi “internazionalmente riconosciuti”.&lt;br /&gt;Un’iniziativa politica significativa che ha certamente messo in moto un forte dibattito a livello internazionale (e tra le/i palestinesi) – anche se il probabile risultato sarà una bocciatura da parte del Consiglio di Sicurezza, almeno per l’opposizione statunitense ed europea.&lt;br /&gt;Perché allora questa scelta della dirigenza di Fatah e dell’Anp?&lt;br /&gt;Di fronte allo stallo dei negoziati con Israele – per responsabilità del governo Netanyahu che prosegue indisturbato la politica di colonizzazione e occupazione - l’obiettivo dell’Anp è quello di provare a forzare la mano alla diplomazia internazionale per tornare a qual tavolo negoziale “da stato a stato”, con il sostegno da parte di buona parte degli stati mondiali.&lt;br /&gt;In secondo luogo la mossa di Abu Mazen cerca rimettere la sua dirigenza all’interno delle nuove dinamiche mediorientali che si sono aperte con la “primavera araba”, grazie in particolare all’appoggio di egiziani e sauditi, e al protagonismo turco. Un ritorno al centro della scena favorito dalla solidarietà che le popolazioni arabe continuano a mostrare per la causa palestinese e che cerca di essere utilizzata dai “nuovi” governi arabi alla ricerca di un nuovo consenso – e anche per questo Mahmud Abbas ha parlato di una “primavera palestinese”.&lt;br /&gt;Infine, ma non di secondaria importanza, l’Anp palestinese cerca di riguadagnare la popolarità sempre più in ribasso tra la sua stessa popolazione – a causa della sua inefficacia politica interna e internazionale, dell’ambigua collaborazione dell’Anp con i servizi Usa e israeliani e della corruzione politica in Cisgiordania - facendo appello all’orgoglio palestinese e alla necessità di battere le resistenze israeliane e statunitensi.&lt;br /&gt;In ogni caso, qualsiasi sia il giudizio sulla scelta della dirigenza palestinese, va evidenziata la vergogna dei governi europei e statunitense, che ancora una volta sostengono le “ragioni” di Israele, o meglio le sue politiche di occupazione e colonizzazione – “chiedendo” ai palestinesi di subordinare le loro richieste alle priorità israeliane (e sioniste) e rinunciare ai propri diritti riconosciuti internazionalmente. E naturalmente va segnalata la consueta arroganza israeliana, rappresentata dal primo ministro Netanyahu che ha esplicitamente dichiarato che i palestinesi potranno avere uno stato solo negoziando con Israele (alle sue condizioni, naturalmente).La popolazione e le forze politiche e sociali palestinesi, nei territori occupati e in tutta la diaspora, è divisa sulla decisione di Abu Mazen.&lt;br /&gt;Molte sono state le manifestazioni popolari in Cisgiordania in appoggio alla “dichiarazione d’indipendenza”, e non possono essere liquidate come eterodirette da Fatah: come accadde dopo gli “accordi di Oslo”, la popolazione palestinese spera fortemente che qualcosa finalmente possa cambiare, visto il quotidiano peggioramento delle condizioni sociali e politiche.&lt;br /&gt;Diverse forze e movimenti politici palestinesi hanno invece sottolineato i rischi e le ambiguità della mossa dell’Anp – evidenziando i “vuoti” della dichiarazione: quale sarà il territorio dello stato palestinese – visto che i “confini del 1967” sono di fatto cancellati sul terreno? Quale conseguenze potranno esserci per i diritti dei rifugiati espulsi nel 1948 (e dopo) – questione che non ha trovato posto nel discorso di Abbas? La dichiarazione di “indipendenza” non rappresenta un aiuto a Israele che potrebbe in questo modo cancellare le sue responsabilità per i territori ancora occupati?&lt;br /&gt;Allo stesso tempo queste forze hanno sottolineato la totale subalternità della mossa dell’Anp al quadro di un “processo di pace” che non potrà andare oltre la nascita di un’entità palestinese controllata da Israele.Il nostro giudizio di fondo sulla scelta della leadership dell’Anp palestinese non è positivo, perché ci pare evidente la sua volontà di perseguire una direzione contraria non solo ai bisogni (e ai diritti) dei palestinesi – ma anche disinteressata a collocare una rinnovata mobilitazione palestinese nei processi di trasformazione che stanno attraversando tutti i paesi arabi. Il nostro è un giudizio negativo sulla strategia del “primo ministro” palestinese Salaam Fayyad: costruire le istituzioni palestinesi – politiche, amministrative, economiche e finanziarie – malgrado l’occupazione israeliana e prima di un contrasto a questa e di farlo in costante rapporto con gli Usa e le istituzioni finanziarie internazionali, cercando di garantire ai territori palestinesi un posto nella mondializzazione capitalista come strategia per avere alla fine il riconoscimento di uno stato: una strategia esplicitamente rivendicata da Abbas nel suo discorso all’Onu..&lt;br /&gt;In ogni caso la mossa di Abu Mazen non potrà nascondere per molto la totale mancanza di una strategia complessiva di liberazione e di resistenza all’occupazione – limiti che mostra peraltro lo stesso Hamas su altri piani, che ha bocciato la dichiarazione di indipendenza ma non ha fatto nulla per boicottarla (vietando invece le manifestazioni a Gaza...), per non contrastare un possibile consenso popolare e per evitare frizioni con i governi arabi.Il compito della solidarietà internazionale non è comunque quello di sostituirsi alle forze politiche e alla popolazione palestinese – e come Sinistra Critica non lo faremo. Non ci interessa manifestare pro o contro la scelta dell’Anp. Concordiamo su questo con l’appello del “movimento dei giovani palestinesi” che scrive: “Indipendentemente dal fatto che la proposta per il riconoscimento statale venga accettata o meno... facciamo appello ai popoli liberi del mondo e agli alleati del popolo palestinese, a mostrare una reale solidarietà con i palestinesi in una lotta anti-coloniale, non schierandosi a favore o contro la dichiarazione di uno stato palestinese, ma piuttosto continuando a considerare Israele responsabile e pertanto boicottandola dal punto di vista economico, accademico e culturale. Fino a quando ritorneremo e saremo liberi”.&lt;br /&gt;Ci rendiamo conto che la dichiarazione all’Onu – con tutte le sue ambiguità e i rischi di cancellare diritti universali del popolo palestinese, come quello al ritorno – rappresenta comunque una forte visibilità per la causa palestinese e può rilanciare un impegno internazionale a sostegno dei palestinesi: rimaniamo però convinte/i che questo sostegno possa avvenire solo dal basso e attraverso una forte solidarietà popolare.&lt;br /&gt;Per questo riteniamo che in questo momento dobbiamo rafforzare i nostri legami con la società palestinese e i movimenti politici e sociali che resistono all’occupazione israeliana e alla rinnovata colonizzazione sionista – a partire dal movimento delle/dei giovani palestinesi giustamente preoccupato e impegnato alla costruzione di una nuova unità di tutto il popolo palestinese, e dal movimento BDS.&lt;br /&gt;Ribadiamo il nostro impegno nei confronti del governo italiano e dell’Unione europea affinché mettano fine ad ogni collaborazione con le politiche israeliane – cancellando gli accordi economico-commerciali e militari con Israele – e perché sostengano fattivamente il riconoscimento internazionale e l’applicazione dei diritti del popolo palestinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Coordinamento nazionale Sinistra Critica&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="  line-height: 17px; font-family:Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:12px;"  &gt;&lt;div id="node-2979" class="node clear-block" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: block; clear: both; font-size: 1.1em; line-height: 1.25em; font-family: Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: rgb(255, 255, 255); background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt;&lt;div class="content" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;strong style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;em style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-1980135938030992286?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1980135938030992286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/1980135938030992286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/09/solidarieta-al-popolo-palestinese-e.html' title='Solidarietà al popolo palestinese e sostegno ai suoi diritti inalienabili'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-AIPLnhkd8as/TZr8TBjUZgI/AAAAAAAAAlM/v8i8IN-N_Nk/s220/sincri%2Bvs%2Bnato%2Ba%2Bstrasburgo.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-p2NlbD5dRGo/TpHWdmMOvtI/AAAAAAAAAvY/vzURYOdBxzQ/s72-c/territori-palestina-1946-2000.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3682734535942436112.post-4933409480705209620</id><published>2011-09-19T18:42:00.002+02:00</published><updated>2011-09-19T18:46:51.520+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='usb'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Autunno caldo? Bollente!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-GiH31ez0w0M/Tndx8MbOUaI/AAAAAAAAAvI/1lDp7dQP4r0/s1600/borsa-milano-usb-300x200.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-GiH31ez0w0M/Tndx8MbOUaI/AAAAAAAAAvI/1lDp7dQP4r0/s320/borsa-milano-usb-300x200.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654113136128446882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Unione Sindacale di Base&lt;/span&gt;       &lt;div style="text-align: justify;"&gt;     &lt;/div&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;19/09/2011&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;     &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Lo sciopero del 6 settembre, le manifestazioni e       mobilitazioni che si sono succedute dai primi giorni di settembre       sino ad oggi e che hanno visto la partecipazione attiva di USB e       di altre realtà sociali del nostro paese, dimostrano che esiste       una reale e concreta opposizione alle manovre del governo ed al       tentativo di scaricare la crisi sui lavoratori e sulle fasce della       popolazione che vivono da tempo in una situazione di estremo       disagio.&lt;br /&gt;     Non era scontato che lo sciopero e le manifestazioni del 6       settembre riuscissero in pieno come è stato, come non era scontato       che ci si arrivasse con una tensione sociale visibile e vigile.     &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;     &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Le partecipate manifestazioni per le piazze e le       vie di Roma, le azioni dimostrative nei santuari della finanza       milanese e le tante manifestazioni che si sono concretizzate a       Bologna come a Napoli, a Torino come a Firenze ed in tutte le       maggiori città italiane, rappresentano quindi un segnale positivo       di risveglio della consapevolezza e della rabbia di chi vuole       essere soggetto attivo nel cambiamento del paese oggi e non       soltanto in un futuro indefinibile.     &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;     &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Tutto ciò prepara le ulteriori mobilitazioni che       dovranno essere organizzate nei prossimi mesi e che vedranno       momenti di analisi e riflessione come l'Assemblea nazionale del 1°       Ottobre a Roma che lancia la parola d'ordine “non paghiamo il       debito”, per arrivare alla manifestazione nazionale del 15 Ottobre       che vedrà in piazza forze diverse, ma unite nel rigettare al       mittente, cioè alla Unione Europea, al Governo ed alla finanza       internazionale la necessità di farsi carico di una crisi che       sicuramente non è stata generata dai lavoratori, dai disoccupati,       dai precari e dai pensionati.     &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;     &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Non certo una manifestazione solo per mandare a       casa Berlusconi, cosa chiaramente oggi più necessaria che mai, ma       per battere il berlusconismo che impera nel nostro paese e che non       riguarda soltanto il centro-destra.     &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;     &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Una manifestazione popolare contro il governo       delle banche e della finanze europee contro questo governo, contro       qualsiasi governo, politico, tecnico o di transizione che sia, che       voglia imporre le stesse medicine che stanno avvelenando l'Italia       come l'intera Europa.     &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;     &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Un 15 Ottobre che non dovrà rappresentare il       punto di arrivo e la fine della mobilitazione, ma un passaggio       attraverso il quale esprimere il dissenso di centinaia di migliaia       di persone per le strade di Roma, per ripartire poi con nuove       mobilitazioni e nuovi traguardi.     &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;     &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Le manovre estive del governo di luglio e di       settembre non saranno le uniche e nei prossimi mesi dovremo       aspettarci un'ulteriore raffica di misure finalizzate a maggiori e       più pesanti sacrifici, all'aumento delle tasse e all'attacco ai       salari e alle pensioni, ai diritti dei lavoratori ed ai diritti       civili e democratici.     &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;     &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Sappiamo che la politica dei partiti, anche       quelli della sinistra parlamentare, viaggia in sintonia con       l'Europa delle banche e della finanza e ha abbracciato       acriticamente la filosofia dei sacrifici e delle privatizzazioni       che stanno portando alla rovina la Grecia e distruggendo il       tessuto sociale dell'intero continenti.     &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;     &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Dobbiamo allora alzare il tiro anche rispetto       agli obiettivi, rifiutando il luogo comune del pareggio di       bilancio e del pagamento di un debito che non è certo stato creato       da chi lavora e rilanciando invece una proposta che preveda il non       pagamento del debito, la nazionalizzazione delle banche e delle       aziende strategiche per il paese, una patrimoniale che incida in       modo pesante ed immediato sui grandi patrimoni, una lotta       all'evasione che non sia il solito condono ma che preveda le       manette per chi evade.     &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;     &lt;strong&gt;Dovremo quindi essere pronti a difenderci, a replicare ed       attaccare, perché ad una manovra continua non può che       corrispondere una mobilitazione continua.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3682734535942436112-4933409480705209620?l=sinistracriticaveneto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/4933409480705209620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3682734535942436112/posts/default/4933409480705209620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/2011/09/autunno-caldo-bollente.html' title='Autunno caldo? Bollente!'/><author><name>Sinistra Critica Veneto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16612713028348275015</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel
