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11 luglio 2012
26 maggio 2010
Brutti Caratteri 6

GIOVEDì 28 MAGGIO
Circolo Pink - via Scrimiari 7 - Verona
9.00 | Aperitivo
21.00 | La difficile realtà delle persone gay, lesbiche e trans ugandesi.
Incontro con Kasha Jaqueline Nabagesera, coordinatrice di Freedom and Roam Uganda (Faruganda), gruppo lesbico, trans, bisex di Kampala.
A seguire proiezione di The kuchus of Uganda (“Omosessuali in Uganda”), della svedese Mathilda Piehl.
Freedom and Roam Uganda, nata nel 2003 ad opera di un gruppodi lesbiche stanche di essere continuamente
insultate e minacciate,si batte contro tutte le forme di discriminazione basate sull'orientamentosessuale e
lavora coraggiosamente in un Paese in cui l'omosessualità èconsiderata reato ed è punita con la prigione.
Proprio in queste settimane il parlamento ugandese sta discutendo un disegno
di legge che si propone di "eradicare" l'omosessualità attraverso
l'introduzione di misure repressive pesantissime tra cui la pena di morte
Faruganda ha stabilito nel corso degli anni importanti contatti
internazionali con diversi Paesi occidentali che in questi mesi stannoesercitando forti pressioni,
anche economiche, per evitare l'approvazionedella sciagurata proposta di legge.
L’incasso della serata sarà devoluto in solidarietà a Faruganda. (www.faruganda.org)
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VENERDì 28 MAGGIO
Sala civica E. Lodi - via S. Giovanni in Valle 13b
21.00 | La violenza contro le donne in famiglia e il rapporto con le istituzioni.
Incontro con Daniela Danna, autrice di Stato di Famiglia.
Le donne maltrattate di fronte alle istituzioni (Ediesse 2009). A seguire, proiezione di Il corpo delle donne (2009), documentario di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi, Cesare Cantù, sull’uso del corpo della donna in TV; Linda, di Vincenzo Greco (2009); Fallocrazia e corpi di servizio, workshop “antifascismo viola”. (www.danieladanna.it)
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SABATO 29 MAGGIO
Piazza dei Signori - Verona
17.30 | LIBRI CON LE ALI Happening/performance.
Fatti rubare un libro (arriva con te ma se ne può andare con chi vuole)
Un libro non ha bisogno di: permesso di soggiorno, passaporto, cittadinanza, tessera elettorale, nazionalità, permessi, confini, divieti.
Un libro non ha bisogno di essere comprato. Un libro ha bisogno solo di un corpo e di una voce per essere letto.
Una volta le piazze vivevano anche di parole, erano luoghi in cui la cultura e la memoria venivano tramandate.
Oggi sembrano solo spazi vuoti, attraversati di passaggio da chi pare non aver più voglia di essere attraversato. Se pensi che la cultura debba e possa circolare ovunque liberamente tra le persone, ti invitiamo a condividere uno dei tuoi libri preferiti, quello che non hai mai dimenticato, quello che hai perso e ritrovato, quello di cui ti sei innamorato.
Ecco cosa devi fare:
1 - Scegli un brano (qualche riga!) che ti piacerebbe venisse letto e mettici un segnalibro bello evidente.
2 - Portalo in Piazza Dante sabato 29 maggio alle ore 17.30.
3 - Metti il tuo libro sulla linea che trovi disegnata per terra: tutti i libri disegneranno una luuuuunga spirale.
4 - Scova il titolo che ti intriga di più e leggi il brano che qualcuno/a ha scelto per te.
5 - Alla fine il tuo libro se ne andrà a raccontare nuove storie nelle tasche di chi gli pare...
(a cura di: book liberation front)
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PROGRAMMA COMPLETO E AGGIORNAMENTI SU
Elio Germano anche per noi

Elio Germano ha vinto il primo premio ex aequo come miglior attore al Festival internazionale di Cannes 2010. Ci congratuliamo con lui, non solo per l’interpretazione del film “La nostra vita”, ma anche per le parole con cui ha commentato l’importante riconoscimento «[…] e poi siccome i nostri governanti in Italia rimproverano sempre al cinema di parlare male della nostra nazione, io volevo dedicare questo premio all’Italia e agli italiani, che fanno di tutto per rendere l’Italia un paese migliore, nonostante la sua classe dirigente». Parole limpide e severe, che non per caso sono state censurate dal Tg1 del servitore Minzolini.
Elio Germano è uno dei pochissimi attori italiani che si fanno scrupolo di coltivare l’impegno civile come una priorità assoluta. Il 3 ottobre del 2008, insieme a Elena Vanni, mise in scena nella nostra città e all’Arci Kroen di Villafranca lo spettacolo teatrale “Verona caput fasci”, volendo prendere parte al dolore e allo sdegno per il recente assassinio di Nicola Tommasoli. Il testo, scritto da entrambi gli attori, riproponeva gl’interventi fatti da alcuni consiglieri comunali di Verona, per osteggiare la risoluzione con la quale il Parlamento europeo (8.2.1994) aveva raccomandato agli stati membri la tutelare e la promozione dei diritti delle persone glbt. Quegli interventi, volgari e omofobici, furono il preludio che portò la maggioranza del Consiglio ad approvare la mozione n. 336, del 14 luglio 1995, con cui il Comune di Verona rigettava (e rigetta!) le risoluzioni comunitarie. Elio Germano ed Elena Vanni avevano voluto che lo spettacolo approdasse anche a Verona, perché ritenevano che le parole risuonate in Consiglio facessero parte dello stesso clima di intolleranza che aveva portato all’omicidio di Nicola Tommasoli .
cittadine e cittadini dell’ “Assemblea 17 maggio”
Verona, 25 maggio 2010
Elio Germano è uno dei pochissimi attori italiani che si fanno scrupolo di coltivare l’impegno civile come una priorità assoluta. Il 3 ottobre del 2008, insieme a Elena Vanni, mise in scena nella nostra città e all’Arci Kroen di Villafranca lo spettacolo teatrale “Verona caput fasci”, volendo prendere parte al dolore e allo sdegno per il recente assassinio di Nicola Tommasoli. Il testo, scritto da entrambi gli attori, riproponeva gl’interventi fatti da alcuni consiglieri comunali di Verona, per osteggiare la risoluzione con la quale il Parlamento europeo (8.2.1994) aveva raccomandato agli stati membri la tutelare e la promozione dei diritti delle persone glbt. Quegli interventi, volgari e omofobici, furono il preludio che portò la maggioranza del Consiglio ad approvare la mozione n. 336, del 14 luglio 1995, con cui il Comune di Verona rigettava (e rigetta!) le risoluzioni comunitarie. Elio Germano ed Elena Vanni avevano voluto che lo spettacolo approdasse anche a Verona, perché ritenevano che le parole risuonate in Consiglio facessero parte dello stesso clima di intolleranza che aveva portato all’omicidio di Nicola Tommasoli .
cittadine e cittadini dell’ “Assemblea 17 maggio”
Verona, 25 maggio 2010
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