05 dicembre 2010

De Gennaro: Malabarba, la notizia è che nessuno ne parla...

Roma, 4 dic - "Massimo Ciancimino l'avrebbe detto 'qualche tempo fa' alla Direzione antimafia, che ne ha prontamente informato la Procura di Caltanissetta: Gianni De Gennaro sarebbe l'uomo chiave della trattativa tra lo Stato e la Mafia secondo il padre Vito Ciancimino, sindaco democristiano di Palermo e referente per Cosa nostra in quegli anni. Ma della cosa si viene a conoscenza solo ieri, al momento del parziale passo indietro del testimone: De Gennaro non era il diretto tramite, ma colui che controllava e dirigeva chi fungeva da tramite tra Stato e Mafia.
Qual e' la notizia? - si chiede Gigi Malabarba, di Sinistra Critica, gia' senatore e membro del Copaco- Che di un fatto cosi' grave - che vedrebbe imputato il principale responsabile di tutta la sicurezza del paese (il direttore del Dis, dopo la riforma, e' il capo di tutti i servizi segreti), nonche' ex capogabinetto del Viminale, ex capo della polizia sotto ben quattro governi di centrodestra e di centrosinistra, ex capo poliziotto nelle investigazioni contro la criminalita' organizzata a fianco di Giovanni Falcone e insignito del premio Fbi (unico al mondo non americano) - non c'e' nessuno, ne' nella maggioranza ne' nell'opposizione che abbia detto alcunche', se togliamo Capezzone, portavoce del Pdl, che ha espresso personale solidarieta'. Cioe', nessuno ha detto nulla! Ne' in solidarieta', ne' per chiedere chiarimenti! Chiaro no? E' un mix di terrore a scoprirsi sia a favore che contro. Terrore.
Perche'? Perche' - conclude Malabarba - tutti sanno bene di quel potere accumulato da Gianni De Gennaro proprio nella gestione di quella lotta alla mafia, a partire dal ruolo dei pentiti, quel ruolo di 'deus ex machina' di cui parla Vito Ciancimino, a prescindere dall'eventuale implicazione nella trattativa diretta tra Stato e Mafia nel 1992-93, quando il ministro dell'interno si chiamava Nicola Mancino.
Non so se Massimo Ciancimino sia soggetto credibile nelle sue affermazioni, snocciolate nel corso del tempo e non negli anni passati, almeno da quando ha cominciato a parlare della 'trattativa'. Anche le procure di Caltanissetta e di Palermo hanno opinioni diverse. Non so se la cattura di Provenzano, avvenuta durante le elezioni dell'aprile 2006 quando ancora non era noto il risultato, sia stato un messaggio politico. Non so se il capo dei Ros e poi del Sisde Mario Mori, che ne avrebbe ritardato la cattura, ha agito in proprio o in collaborazione con l'allora capo della polizia. Ma da cio' che 'non si dice' oggi si conferma il ruolo di intoccabile e di non punibile di uno degli uomini piu' potenti del paese, che ha messo un'ipoteca sul giudizio della Corte di Cassazione in arrivo, dopo la clamorosa condanna in appello per la repressione a Genova durante il vertice del G8 nel 2001".

Via Imbonati: primo bilancio di una lotta importante

Sinistra Critica Milano
Alla fine anche gli ultimi due migranti sono scesi dalla Torre di via Imbonati, in una situazione difficile e confusa – nella quale le pressioni politiche dei soliti Boni, DeCorato (e ovviamente Maroni, che conta qualcosa in più dei suddetti…) hanno prodotto un irrigidimento della questura che ha portato Abdel al Cie per l’espulsione – il ragazzo originario del Marocco che stava male, è stato portato a Niguarda superpiantonato e da lì la sera stessa in questura e poi al Cie; questo ragazzo faceva il muratore in nero e il padrone che aveva presentato la domanda di sanatoria non ha di fatto voluto regolarizzarlo e non si è presentato all’appuntamento: un caso esemplare della “sanatoria truffa” – che provocherà danni solamente per il ragazzo migrante e non per il padrone italiano!Nei confronti di Abdel è scattata la vendetta delle istituzioni che hanno mal sopportato la lotta e il protagonismo dei migranti, sulla base di un principio purtroppo molto diffuso del razzismo istituzionale (che diventa spesso luogo comune): chi viene in Italia non ha diritti, ma solo concessioni legate alla sua utilità per il mercato del lavoro locale. Lottare significa “tradire” questo principio e per questo chi lo fa deve essere allontanato.
Questo finale negativo della lotta di via Imbonati non deve però farci cancellare gli elementi positivi e in qualche misura inediti di questa stessa lotta importante.Una lotta politica – che non è cominciata con l’occupazione della Torre e non finirà con la stessa occupazione. Non abbiamo mai creduto che questa occupazione e il presidio di sostegno potessero di colpo cambiare la politica sull’immigrazione del ministro Maroni e del governo e nemmeno far ottenere un permesso di soggiorno a tutte/i quelle/i che stanno lottando e/o a quelle/i truffate/i da una legge di sanatoria indecente. Per questo non abbiamo mai considerato di particolare importanza i risultati dell’incontro in Prefettura – che comunque hanno mostrato che la lotta è servita a smuovere l’inerzia delle istituzioni e delle forze politiche e sindacali e aprire qualche spazio per rivedere le posizioni di molte/i migranti. Il giudizio sull’iniziativa deve invece essere un giudizio politico complessivo, sulla lotta, sulla sua fase attuale e sul proseguimento possibile e necessario.
L’occupazione della gru a Brescia e della Torre in via Imbonati hanno avuto un ruolo ed un successo indubbio: il merito di ridare voce e visibilità alla lotta delle/dei migranti e il successo di aver investito di questa lotta istituzioni politiche e forze politiche e sindacali costrette a muoversi per rispondere in qualche misura alle domande delle/dei migranti.Le risposte e le soluzioni non verranno da tavoli tecnici, ma questi possono essere utilizzati per risolvere il problema di qualcuna/o e per continuare a denunciare le truffe e le condizioni di vita di chi è costretta/o alla “clandestinità” – mantenendo l’iniziativa di lotta.
L’errore è stato probabilmente quello di non aver deciso prima di passare ad una fase diversa della lotta stessa, che doveva continuare e diffondersi, evitando di rimanere bloccate/i sulla Torre e in via Imbonati, per passare dalla Torre alla città intera, diffondendo i presidi permanenti, costruendo iniziative in altri quartieri e nel centro della città, rilanciando e allargando l’organizzazione del Comitato Immigrati e della rete antirazzista e solidale (naturalmente continuando a sostenere collettivamente le vertenze singole contro le truffe e per ottenere il permesso soggiorno).
Purtroppo nelle valutazioni sulla lotta e nel presidio hanno pesato le consuete e pesanti divisioni che si sono create – dentro il Comitato Immigrati e tra i soggetti solidali e antirazzisti, tra chi riteneva di dover proseguire una lotta ad oltranza senza quasi più obiettivi riconoscibili (con una rigidità verso qualsiasi trattativa che sottovalutava il grave rischio, poi realizzatosi, dell'incarcerazione di Abdel…) e chi pensava avrebbe dovuto esserci uno scarto, una discesa dalla Torre gestita e non subita.Inutile aggiungere che le divisioni tra i soggetti – italiani – hanno mostrato anche le consuete rivalità di piccolo cabotaggio tra organizzazioni sindacali e l’avventurismo di chi proclama rivolte che altre/i purtroppo pagheranno!
La lotta non finisce con la discesa dalla Torre. Dobbiamo in primo luogo mantenere la pressione sulle istituzioni affinché Abdel non sia espulso.Dobbiamo poi – con intelligenza – rilanciare l’iniziativa contro la sanatoria truffa e per uguali diritti per tutte e tutti. Un’iniziativa che ha bisogno prima di tutto del protagonismo migrante - che va sostenuto, accettandone tempi e spazi, senza pressioni indebite che ne mettono a rischio efficacia e possibilità di successo – e di una rete antirazzista e solidale che riconosca questo protagonismo (e lo rispetti senza volersi sostituire ad esso o pensare di piegarlo alle proprie logiche, istituzionaliste e moderate o ribelli e avventuriste); una rete capace di confrontarsi al suo interno senza continue accuse reciproche e senza volontà di egemonia muscolari e di piazza che a nulla servono, e che non ci interessano minimamente.
A questa rete, con le forze che ne condivideranno modalità di lavoro e obiettivi, vogliamo contribuire. Perché Sinistra Critica ha aderito fin dall’inizio all’appello di sostegno all’occupazione della Torre di via Imbonati e al presidio, così come le/i nostre/i compagne/i bresciane/i sono in prima fila nell’associazione “Diritti per tutte/i” e nelle lotte locali. Lo siamo stati, e siamo ancora, per due semplici motivi ma fondamentali: in primo luogo perché ne condividiamo gli obiettivi politici – cioè il pieno riconoscimento di uguali diritti per tutti e tutte e nuove regole per ottenere il permesso di soggiorno, prima di tutto attraverso una sanatoria generalizzata per chi sta lavorando o sta cercando lavoro in Italia; in secondo luogo perché crediamo nell’auto-organizzazione e nel protagonismo diretto dei soggetti sociali che lottano per i loro interessi e i loro diritti. Abbiamo in queste settimane cercato di sostenere il presidio in vari modi, con la nostra presenza e con la diffusione delle sue ragioni dove siamo presenti.Continueremo a sostenere e a partecipare alla lotta delle/dei migranti – che grazie all’iniziativa di Brescia e di via Imbonati hanno fatto un passo avanti

02 dicembre 2010

Sabato 4 dicembre tutt@ a Venezia: il volantino di Sinistra Critica

ACQUA PUBBLICA SENZA SE E SENZA S.P.A

SINISTRA CRITICA PARTECIPA ALLA GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE CONTRO L' INGRESSO DEI PRIVATI NELLA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO E PER CHIEDERE LA MORATORIA IN ATTESA DEL REFERENDUM


Oltre un milione e quattrocentomila firme per i tre quesiti referendari promossi dal Forum italiano dei Movimenti per l’acqua. Nessun referendum ha mai avuto questo livello di adesione, altissimo anche in Veneto dove le firma sono state125000.


Oggi, a Venezia come in tutta Italia, riprendiamo il cammino:


  • Per DIFENDERE IL DIRITTO DI VOTO e per dire "giù le mani dal referendum"


  • per chiedere l'immediata approvazione di un PROVVEDIMENTO DI MORATORIA sulla scadenza prevista dal decreto Ronchi – che ha aperto la porta ai privati – e sulla normativa di soppressione delle Autorità di Ambito Territoriale e Ottimale, le Ato, il cosiddetto "decreto Caderoli".


  • perché i servizi idrici non devono avere rilevanza economica e vanno gestiti FUORI DALLA LOGICA DEL PROFITTO E DEL CAPITALE. Con le gestioni private o con quelle miste – le grandi società multiservizi come Acea che tanto piacciono al Partito Democratico – le tariffe sono aumentate (+ 61% negli ultimi 10 anni), la qualità dell'acqua peggiorata, gli investimenti sulle reti diminuiti (erano 2 miliardi di euro tra il 1986 ed il 1995, sono crollati a 700 milioni nel decennio successivo). Non dimentichiamoci che a far entrare i privati sono state per prime le giunte di centrosinistra!!!


Ma la battaglia per l'acqua va collegata alle altre battaglie sul clima – oggi c'è il vertice di Cancun, destinato come gli altri al fallimento – e a tutte le vertenze ambientali. Soprattutto in tempi di crisi economica. Perché dietro ad ogni grande opera (privatizzazione dell'acqua, inceneritori, Tav, centrali idroelettriche fino al ritorno al nucleare) ci sono grandi gruppi industriali e pezzi del sistema bancario e finanziario. E la LEGA NORD è FAUTRICE E COMPLICE di questa distruzione ambientale e territoriale.

SOLO SE TUTTE QUESTE LOTTE SI UNISCONO, SOLO SE RIUSCIREMO A COSTRUIRE PIATTAFORME E MOBILITAZIONI COMUNI RIUSCIREMO A VINCERE


La battaglia per ripubblicizzare l'acqua è dunque una battaglia contro il pensiero unico del mercato: lo vediamo anche per la scuola e l'università dove con la riforma Gelmini le aziende entreranno nei consigli accademici.

Una vittoria nel referendum può aprire ad un diverso modello economico e sociale, sottratto alla logica e del profitto e basato sui diritti e sulla partecipazione diretta.


LE NOSTRE VITE VALGONO PIU' DEI LORO PROFITTI!!!

Sinistra Critica Veneto

Abbiamo vinto, slitta la riforma!!!

www.ateneinrivolta.org

La conferenza dei capigruppo ha rinviato la discussione al Senato della riforma Gelmini. Il 14 dicembre, giorno in cui il governo chiede la fiducia, i capigruppo discuteranno della futura calendarizzazione. Noi non daremo la fiducia al governo, continueremo le mobilitazioni. Questo governo cadrà non certo per qualche intrigo di palazzo, ma cadrà perchè una generazione sta riprendendo in mano il proprio futuro. Le mobilitazioni degli ultimi giorni sono ben più di un movimento contro questa riforma, sono l'espressione della rabbia sociale che ormai è diffusa in tutto il paese.
Questa volta è diverso, possiamo vincere!

01 dicembre 2010

Sinistra Critica: "Solo una grande opposizione extraparlamentare potrà far cadere questo governo"

Dichiarazione di Flavia D'Angeli, portavoce nazionale di Sinistra Critica

Roma, 30 nov. - “Solo una grande opposizione extraparlamentare potrà far cadere questo governo”. Lo dice Flavia D’Angeli, portavoce di Sinistra critica, che aggiunge: “Ancora una volta gli studenti universitari e medi hanno dimostrato di essere l’unica forma di vita politica in una Roma blindata e di fronte a un Parlamento assediato che ormai parla solo a sè stesso. La riforma sarà approvata grazie al sostegno di Futuro e libertà, che prima va a trovare i ricercatori sui tetti e poi li pugnala sostenendo una riforma indecente. Un altro segnale che la politica di “palazzo” è del tutto incapace di parlare alle persone reali. Bene, dunque, gli studenti e le loro mobilitazioni che dimostrano una vitalità insperata e una speranza. La riforma infatti dovrà tornare al Senato e c’è dunque ancora tempo per far crescere la mobilitazione e puntare al ritiro del ddl. Gli studenti possono dar vita a un movimento di massa e capace di motivare altri settori e altre vertenze anche per arrivare, il prossimo 14 dicembre, a una grande manifestazione sotto il Parlamento che vada oltre gli studenti e coinvolga il mondo del lavoro, della cultura, dei movimenti”.