22 aprile 2010

Campagna referendaria veronese. Fuori l’acqua dal mercato


Anche a Verona parte la raccolta delle firme per i referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua. I quesiti chiedono l’abrogazione di tutte le norme che hanno aperto le porte alla gestione dell’acqua ai privati. Il Comitato veronese del referendum per l’acqua pubblica, promosso dal Comitato Acqua Bene Comune di Verona e costituito da numerose realtà del nostro territorio, organizza a partire dal 24 aprile una Carovana per raccogliere le firme necessarie per l’ammissione dei referendum.
I cittadini veronesi potranno sottoscrivere i referendum per liberare l’acqua dal mercato al banchetto del Comitato veronese sabato 24 aprile dalle 9 alle 13 presso il mercato dello Stadio e dalle 11 alle 18 in Piazza Brà. Domenica 25 aprile sarà possibile firmare dalle 15 alle 19 presso la Caserma di Santa Marta in occasione della Festa della liberazione. Le firme si potranno anche lasciare sabato 1 maggio all’incontro dei sindacati veronesi presso il Dopo Lavoro Ferroviario in Via Camuzzoni, 1, polisportiva La Pineta dalle 15 alle 19 e in Piazza Erbe dalle 10 alle 18. Il banchetto del Comitato veronese si potrà, inoltre, trovare il 2 e l’8 maggio in Via Mazzini, 18 dalle 10 alle 18.
I quesiti vogliono abrogare l’art. 23 della legge 166/2009 del 19 novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che avviano il processo di privatizzazione del servizio idrico. L’ultimo decreto “Ronchi” mira a collocare il servizio idrico sul mercato, sottoponendolo alle regole della concorrenza e del profitto, espropriando il soggetto pubblico e quindi i cittadini dei propri beni. Negli ultimi anni la gestione privatistica dell’acqua ha determinato significativi aumenti delle bollette e una riduzione drastica degli investimenti per la modernizzazione degli acquedotti, della rete fognaria, degli impianti di depurazione.
Il primo quesito referendario intende abrogare l’art. 23 bis della legge 166/2009, l’ultima normativa approvata dal Governo, con cui si mettono definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 Ato (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%.
Il secondo quesito vuole aprire la strada della ripubblicizzazione. Si propone l’abrogazione dell’art. 150 del decreto legislativo 152/2006 (anche detto codice dell’ambiente), relativo alla scelta della forma di gestione e procedure di affidamento, segnatamente al servizio idrico integrato. L’articolo definisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico integrato la gara o la gestione attraverso società per azioni a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico.
Infine, il terzo quesito ha come obiettivo eliminare i profitti dal bene comune acqua. In particolare, si propone l’abrogazione dell’articolo 154 del decreto legislativo 152/2006, limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito. Per approfondire l’argomento e conoscere gli altri appuntamenti veronesi dove firmare è possibile visitare il sito www.acquabenecomuneverona.org